Pan Onlus. Una villa e tanta attenzione ai deboli

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle imprese cooperative di nuova generazione nate dai percorsi di formazione, networking e affiancamento delle startup cooperative (in cui è coinvolta attivamente anche Emil Banca) che stanno ravvivando il tessuto economico del nostro territorio. Dopo aver conosciuto la Cooperativa sociale Ossigeno, partita con CoopUP Bologna, (ne abbiamo parlato qui) è la volta di Pan Onlus progetto d’impresa concretizzatosi all’interno di Imprendocoop Modena. Ecco come l’abbiamo presentata nell’ultimo numero della nostra rivista Notizie Emil Banca

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UNA VILLA E TANTA ATTENZIONE AI DEBOLI

La solidarietà e il sostegno a chi è in difficoltà sono i valori da cui sono partiti i ragazzi della Pan Onlus di Castelfranco Emilia, a Modena, che ha vinto il premio speciale Emil Banca alla seconda edizione di Imprendocoop, come miglior progetto presentato da una coop già attiva.

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Pan Onlus è una Cooperativa Sociale, nata nell’ottobre del 2015 dall’esperienza ventennale dei soci in ambito di politiche sociali e di sostegno al disagio, in grado di svolgere servizi socioassistenziali ed educativi, nonché servizi di inserimento lavorativo. Pan Onlus, si legge nel sito: “è un’Organizzazione No Profit che mira a dare risposte concrete ai bisogni espressi dalle fasce più deboli della comunità locale, tramite proposte di housing sociale e di formazione al lavoro, promuovendo l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e/o persone con handicap”.

Dopo aver ottenuto un finanziamento agevolato da Emil Banca, che anche quest’anno è tra i formatori di Imprendocoop, Pan Onlus, che oggi conta otto soci, è impegnata nella ristrutturazione di una villa a Castelfranco Emilia che consentirà di approntare 15 camere doppie e triple e due laboratori, integrati nella struttura: uno alimentare, l’altro creativo. “Questo –  spiegano dalla coop – permetterà a persone che hanno perso il lavoro e conseguentemente la casa di iniziare un nuovo cammino di vita, poiché si offrirà loro un alloggio a basso costo e la possibilità di apprendere un mestiere attraverso un percorso di formazione”.

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Anche per sostenere questo progetto, uno dei fondatori della cooperativa, l’ex atleta paraolimpico Andrea Mazzucchi, ha capitanato una spedizione/pellegrinaggio in bici (e nel suo caso in handbike) da Piumazzo al Vaticano a cui hanno partecipato i membri della comunità con il parroco Don Remo in prima fila. Oltre 420 km che significano voglia di stare insieme, voglia di impresa sportiva e voglia di aiutare la nascita e le attività della Cooperativa sociale che sarà punto di riferimento per le fasce deboli della popolazione del territorio di Castelfranco Emilia.

Andrea e Don Remo hanno più volte partecipato a pellegrinaggi a piedi e in bicicletta tra i quali il cammino di Santiago de Compostela. Al ritorno dal viaggio a San Pietro, i pellegrini hanno ricevuto l’abbraccio dell’intero paese, in occasione della festa di San Giacomo a cui è dedicata la parrocchia di Piumazzo.

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(Le immagini sono di Pan Onlus e di Imprendocoop)

Da CoopUp prende il volo una coop che ossigena la mente

Il tessuto imprenditoriale emiliano si sta arricchendo di nuove imprese cooperative nate dalle idee, spesso innovative, di giovani che hanno voluto mettersi in gioco in prima persona per costruire il proprio futuro lavorativo.  
Sono il frutto dei percorsi di formazione, networking e affiancamento delle startup cooperative CoopUP Bologna (promosso da Confcooperative Bologna, Irecoop, Kilowatt) e Imprendocoop Modena (promosso da Confcooperative Modena, Democenter, Unimore, Comune di Modena), che vedono coinvolta attivamente anche Emil Banca; progetti  nati con l’obiettivo di aiutare le idee dei giovani a farsi impresa unendo le forze in forma cooperativa e di sostenerne la crescita. 
Iniziamo a conoscere alcune di queste vivaci realtà che contribuiscono dare nuova linfa all’economia locale e a produrre valore sociale sul territorio partendo dalla Cooperativa Sociale Ossigeno, presentata nell’ultimo numero della nostra rivista Notizie Emil Banca

 

LA COOP CHE OSSIGENA LA MENTE

Le meraviglie del mondo come antidoto ai pregiudizi e sprone per aprire la mente, “per darle ossigeno”. Sono partiti da questa convinzione i giovani scienziati di Ossigeno  che, dopo aver seguito la prima edizione del percorso formativo CoopUp hanno deciso di mettersi in gioco aprendo una cooperativa “per rendere i giovani capaci di operare in maniera consapevole nel mondo di oggi e soprattutto di domani”.

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Alla fine del percorso formativo sulle start up cooperative, un gruppo di divulgatori ed educatori con alle spalle una forte esperienza nella diffusione della cultura scientifica e artistica ha trovato gli strumenti necessari per trasformare una bella idea in una vera attività imprenditoriale.

14317462_1260240040653340_7901754844709843586_nDa circa un anno la Cooperativa Ossigeno offre servizi di divulgazione scientifica e comunicazione culturale per il pubblico, attività educative e percorsi di apprendimento specifici per ogni età dello sviluppo, dai nidi d’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado.
Crediamo che l’arte, la scienza e la cultura non siano eredità esangui da custodire nelle teche dei musei ma sapere vivo e vitale, capace di catturare, coinvolgere e appassionare: in una parola ‘ispirare’ tutti coloro che si approcciano ad esse, senza limiti di età o di formazione”, scrivono i ragazzi sul sito della cooperativa.

Attraverso l’utilizzo di laureandi, laureati, o dottorati in discipline scientifiche o umanistiche, con precisa esperienza nella divulgazione, Ossigeno ha studiato percorsi formativi per bambini dai tre fino ai dieci anni, per scuole dell’infanzia o primarie, e progetti speciali come la mostra/laboratorio sui Labirinti di luce in cui si esplorano la riflessione, la rifrazione e i “trucchi” ottici che può generare; o ancora come lo spettacolo/laboratorio La Principessa sui legumi nel quale, attraverso una narrazione animata e un’attività sperimentale, i bambini faranno conoscenza con diversi tipi di legumi che la capricciosa e pigra protagonista, mollemente adagiata su una pila di materassi, confonderà continuamente con alimenti a lei ben più familiari, come caramelle, liquirizie, praline e dolciumi in genere, in un costante e crescente gioco degli equivoci.

Per approfondire lo stile educativo della cooperativa si può consultare il bel sito cooperativaossigeno.it dove sono presenti anche tutti i servizi offerti, compresa l’organizzazione di interessantissime feste di compleanno e l’attività di recupero e riqualificazione dei laboratori didattici delle scuole, di ogni ordine e grado, inclusa la stesura di schede di attività e suggerimenti di utilizzo.

La Pimpa scende in piazza per aiutare le comunità rurali del Mozambico

Il cuore di Bologna ospita ancora un grande evento di arte e solidarietà promosso da Cefa Onlus per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui milioni di persone poverissime che, ancora oggi, in tutto il mondo, non hanno accesso al cibo: il 15 ottobre Piazza Maggiore si riempie di piatti In the name of Africa, con l’obiettivo concreto di aiutare le comunità rurali del Mozambico ad affrancarsi dalla fame e di lanciare due messaggi per sconfiggere questo problema ancora drammaticamente attuale:

  • ridurre gli sprechi alimentari
  • sostenere lo sviluppo agricolo nei paesi del Sud del Mondo

Sabato, anche Emil Banca sarà in piazza accanto ai volontari del Cefa e a chi vorrà unirsi per far sentire la propria solidarietà: ricopriremo il crescentone di piatti bianchi vuoti e daremo vita a un evento di pixel art facendo apparire diverse immagini che raccontano il significato e l’obiettivo della giornata.

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Dopo i cinque anni trascorsi al fianco del Cefa per Tu dove sei?, la nostra Bcc conferma il proprio sostegno all’iniziativa lanciata dall’Ong bolognese in occasione in della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2016; insieme all’Associazione per la promozione di Ethical Banking abbiamo realizzato una nuova edizione del piatto del buon ricordo per raccogliere fondi da impiegare in progetti di sviluppo centrati sulla formazione agricola e la nascita di cooperative comunitarie di produzione.

Protagonista del piatto di quest’anno è la Pimpa, personaggio nato quarant’anni fa dalla mano di Altan, che ha generosamente donato un disegno originale creato ad hoc per In the name of Africa.
Al simpatico cagnolino dalle inconfondibili macchie rosse, amato da grandi e piccini, è affidato il compito di lanciare l‘invito a riempire i piatti delle comunità rurali del Mozambico affinché grazie alla formazione agricola possano vincere al fame.

Piatto del buon ricordo In the name of Africa 2016

 

Per avere il piatto è richiesto un contributo minimo di 25,00€; il ricavato della vendita sosterrà il AfricHandProject a favore della comunità contadina di Beira cui saranno dati gli strumenti per produrre il cibo, necessario a sfamare le proprie famiglie, in autonomia e per creare a una filiera produttiva sostenibile, che garantisca un reddito alle popolazioni locali.

Sul sito di In the name of Africa è già possibile donare per sostenere il progetto; il piatto, invece, si può acquistare in piazza il 15 ottobre e, dopo l’evento, rivolgendosi alle filiali di Emil Banca o al Cefa.

 

Dalla legge di riforma al gruppo Bancario: ora si entra nel vivo

La riforma del Credito Cooperativo, con l’ approvazione della legge dello scorso aprile, ha di fatto iniziato a prendere la sua forma.
Cerchiamo di capire meglio quali sono gli step operativi previsti attraverso le parole di Giulio Magagni, Presidente di Iccrea Holding e di Emil Banca, nell’intervista rilasciata a Giuliana Braido nel numero, appena uscito, della rivista Notizie EmilBanca.

L’iter legislativo della riforma è stato particolarmente lungo, complesso e anche piuttosto “sofferto”. Ora però si è entrati nella fase operativa. Quali sono i passaggi più significativi che devono essere affrontati?
Prima di tutto è necessario trasformare in concreto i dettati della legge. Bisogna costituire il gruppo bancario e l’auspicio è certamente che sia un gruppo unico perché solamente uniti saremo davvero in grado di affrontare le complessità future che questo mercato, sempre più difficile, ci riserva. Serve mettere a fattore comune tutte le best practice, le esperienze e le intelligenze del credito cooperativo per poter porre in atto tutte quelle riorganizzazioni che ci permetteranno sinergie ed economie di scala per avere maggiori risorse e fare investimenti, specialmente in ambito infrastrutturale e tecnologico. Oggi cercare punti di incontro è complesso perché le parti in causa, e mi riferisco al Gruppo Bancario Iccrea e a quello della trentina Cassa Centrale Banca, hanno già fatto grossi investimenti anche se in dimensioni diverse; bisogna solo trovare il modo di valorizzare tutti questi investimenti. Poi ci sono aspetti legati alla politica che vanno smussati e portati a fattore comune. Si sta lavorando per avere in tempi relativamente brevi un gruppo bancario unico.

Il cosiddetto “contratto di coesione” che regolerà i rapporti tra il Gruppo bancario e le singole banche, rappresenta un unicum nel panorama europeo tra i modelli organizzativi dei vari sistemi di banche cooperative esistenti. Ce ne può delineare i tratti essenziali?
Il patto di coesione è lo strumento proposto dal credito cooperativo nell’ambito della stesura della legge che deve servire per regolare appunto il rapporto tra le Bcc e la capogruppo. Nell’ambito di questo contratto saranno scritti i diritti e i doveri che dovranno essere rispettati. Perché serve? Perché il nostro Gruppo bancario cooperativo Spa è anomalo in quanto non è la capogruppo che controlla le banche ma viceversa. La legge però incarica la Capogruppo ad esercitare l’indirizzo e il coordinamento delle banche e pertanto ci deve essere uno strumento che le permetta di intervenire sulle banche nel momento in cui ci fosse bisogno. Corrisponde alle cosiddette “regole di appartenenza al club”, quello che definisce compiti e doveri reciproci della capogruppo e delle singole banche. Il modello su cui si basa è quello del rischio ovvero l’ingerenza della capogruppo nei confronti delle banche sarà direttamente proporzionale alla rischiosità delle banche stesse nel senso che se una banca è virtuosa manterrà un’autonomia larga, come oggi, quindi non cambierà sostanzialmente nulla e rimarrà sul territorio autonoma, con la propria assemblea ed organi sociali. Le banche che invece avranno problematiche di rischiosità, cioè coefficienti e parametri non in linea con quelli richiesti, subiranno proporzionalmente alla propria rischiosità l’intervento della capogruppo, fino al punto che quest’ultima potrà intervenire anche nella sostituzione dei consigli. È proprio nella gestione di questi rapporti e nel definire bene gli indicatori e i parametriche andranno a valutare la rischiosità che deve agire il contratto di coesione. Il contratto giuridico che dovrà essere approvato dalle singole assemblee delle Bcc diventerà la carta fondamentale su cui si basa la tenuta e la strutturazione del Gruppo. Gruppo che, grazie a questo patto, diventerà il terzo nel Paese e il primo per capitale tutto italiano con 20 miliardi di euro.

Come sarà valutato il grado di merito delle singole banche per mantenerne il conseguente livello di autonomia?
Il grado di merito cui sarà legata l’autonomia delle banche, come dicevo, è basato sul rischio. Saranno quindi definiti una serie di parametri che diventeranno di riferimento e in funzione di come le banche si posizionano nei confronti di questi parametri verrà stabilito oggettivamente qual è il loro grado di autonomia. È evidente che su questo ambito ci sarà un intervento forte della BCE e della vigilanza perché su questo si fonda tutta la tenuta del gruppo. Il gruppo è solido in funzione della solidità delle banche che vi aderiscono, e la BCE esigerà che si applichino i metodi che ormai sono standard dal punto di vista della vigilanza europea. Le banche verranno probabilmente sottoposte alla cosiddetta ‘AQR’ per la valutazione della propria rischiosità prima di entrare nel Gruppo in modo tale che se alcune sono in difficoltà, attraverso il fondo transitorio si dovrà lavorare per metterle in sicurezza, cosicché nel gruppo accedano banche tutte a livello di indicatori positivi.

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Concretamente il Gruppo bancario come potrà aiutare le singole Bcc?
In quali situazioni? Con quali strumenti potrà intervenire? In questa prima fase la legge ha previsto un “fondo transitorio” (obbligatorio),attraverso il quale le banche più forti possono aiutare le banche più deboli a portarsi nell’ambito della regolarità. Tale fondo non può evidentemente sostenere tutte le situazioni pertanto le banche che oggi hanno debolezze strutturali possono trovare percorsi di aggregazione con banche più forti. L’idea è quella di utilizzare questo fondo per rafforzare la banca che incorpora e non dare sostegno a banche che presentano debolezze e che non sarebbero in grado di gestire gli aiuti. Pertanto in questa fase transitoria, inattesa che venga costituito il Gruppo, si cercherà di efficientare tutto il sistema; assisteremo pertanto ad una diminuzione del numero di Bcc. Una volta che sarà nato il Gruppo bancario il fondo sparirà e passerà al gruppo la gestione di eventuali crisi delle banche attraverso un sistema di garanzie incrociate.

Che tempi di attuazione prevede?
Ci sono 18 mesi di tempo da quando viene emanata la normativa secondaria da parte della Banca d’Italia. Quindi la decorrenza non è ancora partita. Speriamo che in queste settimane si possa trovare un punto di incontro per la costituzione del gruppo unico. Da lì inizierà il nuovo cammino.

Terremoto Ecuador: la ricostruzione parte puntando sulla formazione al lavoro

Il Fepp, nostro partner in Ecuador, ci manda un aggiornamento su quanto fatto  per aiutare le comunità più colpite a due mesi e mezzo dal sisma che ha devastato il Paese andino (ne abbiamo parlato qui).
Accanto al resoconto, il presidente Bepi Tonello fa il punto sulle attività che si stanno avviando per sostenere la ricostruzione e far sì che questa fase diventi occasione per creare lavoro e opportunità future, in particolare, per i giovani.

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Prosegue l’impegno delle Bcc per a favore delle comunità dell’Ecuador e, grazie al contributo di collaboratori, soci e clienti  delle banche cooperative italiane, la raccolta di solidarietà lanciata all’indomani del terremoto ha raggiunto i 132.414 € (al 30 giugno)Queste le coordinate per donare il proprio contributo:

IBAN: IT79 S080 0003 2000 0080 0032 002
Causale: Emergenza terremoto in Ecuador

Il ricavato della raccolta, sarà interamente utilizzato dal FEPP, nelle province epicentriche di Esmeraldas e Manabí, per gli obiettivi che sono stati individuati come prioritari:
– riparazione, ampliamento e miglioramento della potabilizzazione dei sistemi di acqua di 17 comunità manabite di cui beneficeranno 2017 famiglie.
– sostegno a formazione negli ambiti legati alla ricostruzione in modo da garantire opportunità di lavoro in tale fase per i giovani e per chi ha perso tutto.

Verso la ricostruzione

Sono passati più di 70 giorni dal terremoto del 16 Aprile 2016.
Come FEPP riteniamo conclusa la tappa degli aiuti umanitari di emergenza, durante la quale più di 5˙500 famiglie terremotateFotografie-2 delle province di Manabí ed Esmeraldas hanno ricevuto vari dei seguenti prodotti: alimenti, acqua, medicine, kit di igiene, taniche e filtri per l’acqua, materassi, lenzuola, zanzariere, ecc.

Abbiamo lavorato con priorità anche per attrezzare gli spazi educativi temporanei di sei paesi: sono 52 grandi tende che permettono a 2080 bambini e

Ecuador la strada per portare gli aiuti

La strada che conduce alle comunità colpite

bambine di andare regolarmente a scuola.

Durerà un po’ di più il lavoro che stiamo facendo per formare in tema di igiene i promotori e le promotrici che prestano i propri servizi nelle comunità rurali.

FUNDER, la nostra scuola di formazione, sta per iniziare corsi di preparazione diretti ai giovani che vogliano imparare ad essere muratori, carpentieri, elettricisti, idraulici e amministratori di imprese comunitarie. In questo modo i giovani formati potranno rimanere nelle loro comunità con un salario ed essere impiegati per la ricostruzione dei beni familiari e comunitari distrutti dal terremoto.

Abbiamo studiato la situazione dell’approvvigionamento di acqua potabile di 17 comunità rurali della provincia di Manabí e 11 della provincia di Esmeraldas. In 3 di queste comunità i lavori di riparazione degli acquedotti sono conclusi. Nelle altre continuiamo a lavorare o inizieremo il prima possibile. Abbiamo ricevuto la donazione di 10 impianti per la potabilizzazione dell’acqua, che saranno installati in queste comunità.

Lo Stato sta consultando la nostra impresa sociale FEPP Costruzioni per affidarle la costruzione delle prime 148 case familiari, che dovranno essere antisismiche. In situazioni passate di catastrofi naturali il FEPP è intervenuto per costruire case con buoni risultati.

Ecuador: il ritorno a casa con gli aiuti ricevuti

Il ritorno a casa con gli aiuti ricevuti

La nostra banca “Desarrollo de los Pueblos” –banCODESARROLLO– sta applicando prodotti finanziari speciali a beneficio delle famiglie che sono state colpite dal terremoto. Bisogna mantenere viva l’economia degli agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e commercianti, affinché loro stessi siano in grado di finanziare almeno una parte dei costi della ricostruzione delle loro case, che comincerà nei prossimi mesi.

Sentiamo che le cose si stanno muovendo e che siamo sulla strada giusta. Tutti gli aiuti ricevuti dall’Ecuador, Italia, Spagna, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Svezia ed UNICEF si stanno impiegando nelle attività descritte. Possiamo contare su finanziamenti istituzionali piccoli, medi e grandi, ma ci causano allegria e commozione i contributi di persone che depositano nei nostri conti 10 o 20 dollari/euro. 
Alleghiamo alla presente i conti bancari che possono essere usati per le donazioni.

Da
ora in avanti per la ricostruzione avremo bisogno di grandi quantità di risorse, che ci aspettiamo di ricevere in buona parte dallo Stato ecuatoriano.

Ancora una volta ringraziamo di cuore le persone e le istituzioni che, grazie ai loro contributi in denaro, materiali e persone, permettono al GSFEPP di essere un segno di solidarietà e di speranza.

Bepi Tonello  (Presidente  Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio)

 

 

La riforma prende forma: il punto di Federcasse e Iccrea Holding

Da dove arriviamo e dove vogliamo andare?
È stato questo uno dei quesiti centrali del convegno Banche di comunità, cosa cambia con la Riforma?,  organizzato dalla nostra Banca il 16 aprile scorso.

Cosa cambia con la nascita del Gruppo Bancario Cooperativo?

Le risposte in una sintesi degli interventi  del Presidente Federazione Nazionale Bcc Alessandro Azzi e del Presidente di Iccrea Holding Giulio Magagni che nel corso dei lavori hanno fatto il punto sugli aspetti salienti della Riforma e sul futuro, tra continuità e cambiamento, del Credito Cooperativo.

Emergenza terremoto in Ecuador: attiva la campagna di solidarietà delle Bcc

La terra trema e la Natura, ancora una volta, fa sentire la propria forza colpendo un’area già particolarmente fragile: questa volta è stato l’Ecuador, nella notte del 16 Aprile, a dover fare i conti con una fortissima scossa che ha devastato una vasta zona della costa e rubato la vita a diverse centinaia di persone (con un numero di vittime e feriti destinato come sempre a salire), mettendo in ginocchio centinaia di migliaia di famiglie – per lo più molto povere – che devono affrontare l’emergenza e ricostruire quel poco che avevano ottenuto con enormi fatiche.

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Il mondo del Credito Cooperativo si è subito attivato avviando un’iniziativa di raccolta fondi per rispondere all’emergenza e sostenere le famiglie e le piccole imprese gravemente danneggiate dal terremoto.

Con la campagna “Emergenza Terremoto Ecuador” la cooperazione di credito italiana vuole far sentire la propria vicinanza alla popolazione andina e convogliare la solidarietà di soci, clienti, dipendenti del credito cooperativo per realizzare, attraverso le organizzazioni partner sul posto, progetti concreti di aiuto laddove vi è maggiore bisogno.

Per aderire alla campagna è possibile versare  il  proprio contributo di solidarietà sul conto dedicato (intestato a Federcasse):

IBAN: IT79 S080 0003 2000 0080 0032 002

Causale: Emergenza terremoto in Ecuador

Non potevano rimanere indifferenti a una tragedia che questa volta vede protagonista un Paese con cui abbiamo costruito un forte legame: abbiamo imparato a conoscere e apprezzare l ‘Ecuador dal 2002, con l’avvio del progetto “Microfinanza Campesina”, lavorando con il FEPP e BanCodesarrollo – guidate dall’italiano Bepi Tonello – per lo sviluppo della finanza popolare e di un’economia sostenibile e partecipata.

foto1La nostra Banca, che di questo progetto è capofila regionale, proprio a fine 2015 aveva realizzato un viaggio di turismo solidale in Ecuador, portando alcuni soci e collaboratori a vedere con i propri occhi i risultati prodotti dal progetto cooperativo in alcune delle comunità più povere del Paese Andino; un’esperienza di grande valore che ha profondamente toccato i partecipanti e che abbiamo raccontato anche su questo blog.

In questo viaggio ci ha accompagnato proprio Bepi Tonello che ha dedicato la propria vita a promuovere lo sviluppo della finanza popolare e a costruire una rete per sostenere, attraverso il credito e il lavoro cooperativo, l’autosviluppo delle comunità indigene delle Ande. Riportiamo il suo appello a non lasciare solo l’Ecuador e noi, come accaduto anche in passato per eventi simili, vi garantiamo che tutti i contributi raccolti saranno utilizzati in concreti progetti di sostegno, nella fase di emergenza e di ricostruzione, sui quali vi terremo aggiornati.

“A Quito sulla Sierra,  il terremoto si è sentito molto forte, ma i danni non sono rilevanti.

Nella Costa invece, specialmente nelle province di Manabí e Esmeraldas, ci sono paesi completamente distrutti.  Due nostre compagne di lavoro hanno perso i familiari.  Vari colleghi sono rimasti senza casa.  I cadaveri finora incontrati sono circa 600, ma mancano notizie di altre mille persone e per loro si teme il peggio.  I feriti sono più di 6.000 e gli ospedali non ce la fanno a curarli tutti, anche perché alcuni ospedali sono un mucchio di rovine.  Sono stati distrutti gli acquedotti, gli impianti elettrici, le fognature, molte strade, le antenne per le comunicazioni,  scuole e asili, varie fabbriche, i mercati e circa 20.000 case.

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In queste prime settimane affrontiamo il tema dell’emergenza, specialmente nelle zone dove lo Stato non arriva, cercando di rispondere alle necessità fondamentali (alimentazione, acqua, problemi di salute). Nel frattempo stiamo raccogliendo informazioni per affrontare la tappa più difficile, quella della ricostruzione e della riattivazione dell’economia.

Tra poche settimane in pochi si ricorderanno di chi è stato danneggiato e queste persone saranno lasciate sole ad affrontare il proprio destino. Noi sappiamo che ci sarà bisogno di accompagnarli per lungo tempo e, con le idee più chiare, aiuteremo la gente a ricostruire la propria capacità produttiva.

Abbiamo bisogno di aiuto perché le necessità sono enormi.
Grazie per quanto potrete fare.”

Bepi Tonello – Ecuador

 

 

I soci hanno detto sì al Bilancio 2015

Con voto unanime, domenica 3 aprile, i soci hanno detto sì al Bilancio 2015 di Emil Banca.

Erano circa 800 i soci presenti fisicamente al Palazzo dello Sport di Casalecchio, compreso il sindaco di Bologna e della Città Metropolitana, Virginio Merola, che con i suoi saluti ha aperto i lavori dell’Assemblea Ordinaria.

Scenari di crescita sostenibile. Bilancio 2015 di Emil BanaNelle loro relazioni, il nostro Presidente Giulio Magagni, il Vicepresidente Graziano Massa e il Direttore generale Daniele Ravaglia hanno presentato alla platea i principali numeri dell’anno appena concluso.

Un 2015 che Emil Banca ha chiuso con utile netto di 2,1 milioni di euro nonostante un contesto economico che stenta ancora a prendere la direzione della risalita, il proseguimento del piano di accantonamento (47 milioni di euro nel 2015) per far fronte a possibili insolvenze future e le risorse devolute al sistema bancario nazionale non cooperativo per il cosiddetto decreto Salvabanche (circa 3 milioni di euro ).

Lo scorso anno la Banca ha visto crescere tutti i principali indicatori: 1.460 nuovi clienti hanno portato il totale a 94.453; grazie all’ingresso di ben 1.149 nuovi soci la base sociale ha raggiunto quota 23.627; il capitale sociale è arrivato a 57,9 milioni di euro (+ 1,35%); la raccolta totale a 2,8 miliardi di euro (+3,2%) e gli impieghi hanno superato l’1,6 miliardi di euro (+0,8%),

Al 31/12/2015 il totale dei mezzi amministrati superava i 4.454 milioni di euro, il 2,1% in più dell’anno precedente, mentre il patrimonio netto era di 220,4 milioni di euro.

Numeri molto positivi che si riflettono sul CET1 (Core Equity Tier 1): il parametro che misura la solidità dell’istituto a fine 2015 era pari al 14,06%, oltre il doppio di quello richiesto.

Sul nostro sito  www.emilbanca.it sono a disposizione il comunicato stampa e i documenti integrali sia del Bilancio d’esercizio sia del Bilancio Sociale.

Il nostro 2015 in Tv

Ripercorriamo l’anno del centoventesimo anniversario della Bcc attraverso le immagini trasmesse dalle televisioni bolognesi.

 

Ecuador, dove mentre ti manca l’aria ti si ossigena il cuore

Sono partiti in 30 alla volta del Paese Andino per il viaggio di turismo solidale nelle realtà sostenute dal Progetto Microfinanza Campesina organizzato da Emil Banca in occasione del 120° anniversario.
Ai 13 dipendenti e soci della Banca si sono infatti aggiunti colleghi e giovani soci di altre Bcc a formare un nutrito gruppo di persone (che rappresentava l’Italia intera, tutte le fasce d’età e i differenti ruoli) che ha condiviso un viaggio che è stato soprattutto un’esperienza umana, anche grazie all’incontro con i progetti di solidarietà e cooperazione che, dagli anni Settanta, i Padri Salesiani in collaborazione con il movimento Mato Grosso, portano avanti all’interno delle comunità andine a sud di Quito.

Vogliamo raccontare questo viaggio attraverso i pensieri personali dei partecipanti della nostra Banca; con le loro parole ci conducono attraverso l’Ecuador, facendoci sentire con tutti i sensi la bellezza e la ricchezza che nasce dall’incontro tra le persone e le culture, in un clima di solidarietà e cooperazione.

Ospiti della Casa de los niños di Padre Pio Baschirotto

Il gruppo insieme a Padre Pio Baschirotto durante la visita alla Casa de los niños a Zumbahua

Giuliana (dipendente, referente del progetto Microfinanza Campesina, e socia)
Non è stata la mia prima esperienza di viaggio in Ecuador. Diverse altre occasioni, infatti, ho avuto da quando è nato il progetto di collaborazione tra il Credito Cooperativo italiano e quello ecuadoriano. Per questo, più che grandi scoperte, direi piuttosto che ho ricevuto tante conferme.
La più importante fra tutte è la reciprocità che, a mio avviso, rappresenta un elemento fondante di questo progetto. Abbiamo potuto toccarla con mano nel nostro viaggio: non siamo andati solo a “portare” ma, forse in misura più rilevante, ci siamo ritrovati anche a “prendere”.
Ci siamo portati a casa un’esperienza che ci ha mostrato la grande forza di volontà e, nonostante tutto, la serenità di comunità intere che pur vivendo in condizioni di povertà estrema hanno deciso di prendere in mano il loro futuro cercando di riscattarlo attraverso la costruzione, solidale e pacifica, di percorsi di auto sviluppo.
Ci siamo portati a casa la consapevolezza che quanto sino ad oggi è stato costruito, anche con il nostro prezioso aiuto dall’Italia, è la strada che davvero può contribuire contrastare la povertà nel paese andino.
Ci siamo portati a casa i colori, la musica, l’allegria, i regali e lo stile accogliente e generoso delle tante persone con cui siamo entrati in contatto.
Ci siamo portati a casa la prova che la vera ricchezza non è quella materiale. E ogni tanto poterlo constatare, vivendolo in prima persona, è assai utile.
Un’esperienza dunque così arricchente che valeva proprio la pena di vivere nuovamente.

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Ospiti della Cooperativa de Ahorro y Crédito (COAC) Fernando d’Aquilema a Guamote

Maria Cristina (socia)
Grazie al viaggio in Ecuador ho conosciuto una difficile realtà sociale e sono entrata in contatto con persone dotate di speciale umanità, che hanno dedicato la loro vita al miglioramento delle condizioni dei poveri del loro paese. Sono convinta che nessuna agenzia di viaggio avrebbe potuto offrirmi l’opportunità di constatare con la mente e con il cuore, cosa sia la solidarietà.
Sono consapevole del perché questo viaggio in Ecuador sia stato definito “solidale”.
Ho apprezzato molto che Emil Banca abbia fatto una buona scelta, coerente con la sua mission finanziando lo sviluppo di piccole comunità di campesinos e sostenendo la nascita e crescita di cooperative di risparmio e credito (COAC) in Ecuador
Ovunque siamo stati accolti con gioiosa ospitalità e le manifestazioni di gratitudine e amicizia da parte delle comunità ecuadoriane ci hanno profondamente commosso,
soprattutto quando si trattava di bambini. Indimenticabili le visite all’asilo e alla scuola, dove un coro di bimbe e bimbi ci ha dedicato uno spettacolo entusiasmante.

Manuela (dipendente)
Ecuador, terra di vulcani, dove tre italiani – Bepi Tonello (Fepp – Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio), Padre Pio Baschirotto (Casas de los niños Padre Pio Baschirotto) e Padre Antonio Polo (Escuela de Formación Empresarial de Salinas “Antonio Polo”) – sono esempio per noi tutti.
Esempio di coerenza tra parola e vita. Di cooperazione. Di insegnamento che con la fatica ed il lavoro di gruppo si ottengono risultati importanti. Di collaborazione con e per gli altri. Di sensibilità ai problemi dei più poveri…
E lo fanno con l’entusiasmo di chi ci crede davvero con tutte le proprie energie, nonostante l’età e senza risparmiarsi mai.
Siamo noi che dobbiamo imparare da loro, non il contrario.

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Eruzione di fumo e ceneri del vulcano “Mama” Tungurahua

Patrizia e Sandro (coppia di soci)
È difficile trovare le parole per descrivere quanto abbiamo vissuto.
Se non ci fosse stata questa occasione difficilmente avremmo immaginato un viaggio simile.
Ci piace affrontare le cose a viso aperto, per questo motivo siamo certi che questa esperienza ci abbia davvero arricchiti.
L’incontro con le comunità montane è stato il momento più intenso: ci hanno colmati di tenerezza e comprensione per le loro condizioni di vita spesso non facili da sostenere. Molti i dubbi di fronte a quella che a volte abbiamo percepito come solitudine: se avessero la possibilità di cambiare la loro realtà, incontrare altre dimensioni è sicuro che lo farebbero? Come conciliare lo splendido territorio che abitano e la generosità che contraddistingue questi popoli salvaguardando la dignità di ciascuno di loro?
Torniamo a casa con molte speranze di cambiamento per il futuro.

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L’accoglienza e i doni della comunità campesina legata alla COAC di Guamote

Federica (Dipendente e socia)
Si sa che i viaggi per turisti sono spesso “patinati”.
L’unicità di questa esperienza è essere venuti a contatto con l’anima del paese, quella vera: dura ma al contempo piena di dignità e speranza.
La solidarietà e l’organizzazione cooperativistica sta concretamente dando, ad alcune realtà, nuove opportunità.

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La festa di benvenuto della comunità di Guamote

Giulia (Dipendente e giovane socia)
Colori, dignità e constrasti: queste i tre aspetti dell’Ecuador che ho scoperto e, insieme alle loro tante sfumature, mi rimaranno dentro.
Colori: ero convinta che gli ecuadoriani indossassero gli abiti tradizionali solo per le feste e per gli spettacoli per i turisti. Invece sulle Ande sono tutti vestiti con questi meravigliosi colori sgargianti, con il cappello e con il poncho. E li vedi brillare, in mezzo ai campi chinati a lavorare così come al mercato, di una bellezza che è tutt’altro che apparenza.
Dignità: il lavoro che stanno facendo il FEPP e le diverse cooperative locali di risparmio e credito è mirato a far crescere le persone che, tramite il lavoro, a loro volta accrescono la loro dignità. In genere nei piccoli paesini andini non ci sono aziende in cui gli abitanti possano cercare un lavoro, per cui il lavoro devono crearselo, e le casse rurali sostengono la formazione di nuove imprese, in particolare cooperative.
Contrasti: la costa caldissima, il vulcano innevato, le città occidentalizzate, i paesini legati alla tradizione, le baracche, le ville, le case con il tetto di paglia, i grattacieli. E tanto altro, in un Paese più piccolo dell’Italia
.

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Ivana e Giovanni (coppia di soci)
Come si fa a scrivere due parole sul viaggio in Ecuador?
Non sarebbe sufficiente un quaderno per poter descrivere le sensazioni e le emozioni che il popolo ecuadoregno è stato in grado di suscitare in noi.
E quanti quaderni dovremmo usare per descrivere l’impegno umano e sociale di persone quali Bepi Tonello, Padre Pio, Padre Antonio e di tutte quelle persone che lavorano con loro, una collaborazione con l’Italia che dura da anni con segni evidenti di quanto è stato fatto e quanto si potrà ancora fare per migliorare la vita di tante persone.
È stata un’esperienza decisamente interessante sotto tanti punti di vista.
A conclusione di questo interessante viaggio attraverso uno splendido Paese, le Galapagos con la loro natura, rimarranno impresse noi nostri occhi.

Col direttore della COAC D'Aquilema in visita alla cooperativa familiare biologica Pura Vida

Col direttore della COAC D’Aquilema in visita alla cooperativa familiare biologica Pura Vida

Roberta (dipendente)
Gratitudine: questa è la parola che mi sono portata a casa da questo viaggio.
Tutti quanti noi abbiamo motivi nella nostra vita per sentirci grati di ciò che abbiamo ma il modo di dimostrare gratitudine da parte della gente del l’Ecuador mi resterà impresso nel cuore.

Clienti in fila nella filiale della COAC di Guamote

Clienti in fila nella filiale della COAC di Guamote

Paola (dipendente e socia)
Ho visto enormi vulcani chiamati “mamma” e ”papà” sputare fumo e spargere cenere nera tutto intorno; ho visto persone vivere come figli ai piedi di questi giganti, amandoli e rispettandoli anche se rappresentano una quotidiana minaccia al poco che hanno e alla loro stessa vita.
Ho visto la ‘fame atavica’ di chi vive con meno di 2 dollari al giorno; ho visto quelle stesse persone privarsi di un po’ del proprio cibo per donarlo a noi; e li ho visti sorridere e ringraziarci perché condividevamo con loro quei doni semplici e preziosi; li ho visti stanchi danzare per noi anche se poi avevano ore di cammino a piedi per rientrare a casa.
Ho visto la bellezza e la forza della Natura; ho visto la bellezza degli occhi e dei volti provati dal freddo e la forza delle persone
che quotidianamente lottano con dignità contro le minacce della Natura, senza mai smettere di amare la propria terra e di impegnarsi , con passione, perché non venga distrutta.
Ho visto la concretezza della solidarietà, della mutualità, della partecipazione
: l’ho vista nelle scuole, negli asili, nelle cooperative familiari e di comunità. E ho visto bambini, giovani, donne, anziani farci sentire la forza e l’originalità dei nostri valori con le parole, la musica, i gesti.
Sono partita carica di aspettative, sono tornata con un bagaglio incredibilmente arricchito di esperienze, relazioni, emozioni e nuovi stimoli per vivere la mia vita, non solo professionale, con rinnovato spirito cooperativo.

I bambini dell'asilo del villaggio di Yarakuska realizzato dalla Bcc del Trevigiano

I bambini dell’asilo del villaggio di Yarakuska realizzato dalla Bcc del Trevigiano

Franco (Socio)
Il viaggio in Ecuador appena concluso mi ha lasciato sensazioni nuove ed indimenticabili.
Per prima cosa, i compagni di viaggio di altre BCC hanno subito condiviso il comune sentire confermando che le radici della cooperazione accomunano e non dividono chi vive le stesse esperienze.
Viaggiare arricchisce sempre ma questo viaggio in particolare mi ha messo in contatto con una umanità, certamente povera , ma orgogliosa delle proprie tradizioni e della propria cultura e mi ha insegnato che i legami più forti sono il frutto di una condivisione vissuta con dignità e speranza nel futuro.
L’accoglienza generosa è una pratica , ormai dimenticata nel nostro vivere quotidiano, che ho riscoperto incontrando gli Indios delle Ande e che mi ha riempito il cuore di commozione e mi ha fatto apprezzare la loro grande umanità.
Ultimo ma non meno importante è l’incontro con Bepi Tonello, persona straordinaria che persegue , con grande caparbietà e convinzione, l’obiettivo di aiutare gli ultimi del mondo per povertà, ma non ultimi per speranza nel futuro, capaci di costruire solide relazioni tra di loro e con chi, come noi, li ha incontrati ed apprezzati.

Bepi Tonello (sulla destra) con i dirigenti della COAC di Salinas

Bepi Tonello (sulla destra) con i dirigenti della COAC di Salinas

Susanna (dipendente e socia)
Ecuador che dire!
Il sorriso dei bambini, quegli occhi scuri che si illuminano quando li osservi; la serenità dei grandi che ti accolgono come se fossi uno di loro e la loro grande e calorosa dimostrazione di affetto.
A presto Ecuador, terra di sole, passione e generosità.

Uno dei tanti affettuosi abbracci ricevuti durante la nostra visita in Ecuador (Scuola M. Guerrero)

Uno dei tanti affettuosi abbracci ricevuti durante la nostra visita in Ecuador (Scuola M. Guerrero)

Insieme hanno attraversato il Paese ed i suoi diversi stati climatici; insieme hanno affrontato l’altitudine scalando lentamente e in silenzio, sotto la neve e senza abbigliamento adeguato, il Chimborazo fino a 5.000 metri , quando senti che l’ossigeno non arriva più ai polmoni e il cuore accelera i battiti quasi a voler scappare dal petto. È in questo momento, quando si cerca la forza per raggiungere la meta, dentro di se e nelle parole di sostegno ed incoraggiamento dei compagni che avanzano, che il cuore inizia a “ossigenarsi” sentendo ciò che affrontano quotidianamente i campesinos: persone umili, generose e piene di passione che dai loro fazzoletti di terra, a queste altitudini ed in zone impervie, cercano di ricavare qualcosa di più di ciò che basta a sopravvivere; un piccolo surplus da vendere e, da quanto ricavato, risparmiare qualcosa che possa poi essere reinvestito per migliorare la produzione e, quindi, la propria condizione di vita.
E tutto questo con l’aiuto della fiducia, in forma di microfinanza, data dall’azione preziosa delle cooperative di risparmio e credito che, appoggiate dalle Bcc, lavorano per sostenere chi sta ai margini e rimediare alle ingiustizie e ai danni fatti dalle grandi banche, dimostrando con i fatti che un’economia alternativa e circolare è davvero possibile.
Ma anche dall’impegno dei tanti sacerdoti e volontari che, nonostante l’età e le forze che vengono meno, non fanno mancare la solidarietà a chi non ha più niente e nessuno. E, allo stesso tempo, non smettono di impegnarsi per trovare nuove strade che aiutino le donne ad avere un ruolo attivo nell’economia e i giovani a non scappare e a rendere vivi identità e territori d’origine, dando un futuro alle culture d’appartenenza.
Un viaggio, un’esperienza, un mix di emozioni che non dimenticheranno e che, speriamo, attraverso le loro parole arrivi a chi questa volta è rimasto a casa, portandoli a riscoprire quanto, insieme, cooperando, possiamo fare per aiutare chi è rimasto indietro.

La durissima salita sul Chimborazo, verso il rifugio a 5.000 metri