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Una natività dal carcere per augurare buone feste

IMG_6407Quest’anno abbiamo voluto affidare il nostro messaggio augurale per le feste natalizie ad  alcune opere frutto di un progetto che ha visto protagonisti i detenuti della Casa Circondariale di Ferrara.

Nella struttura il pittore Raimondo Imbrò, socio della Banca, realizza come volontario dei laboratori artistici, utilizzando spesso il retro delle nostre vecchie locandine; lo abbiamo coinvolto proponendo di far affrontare ai detenuti il tema della natività: nel poco tempo a disposizione, a partire da alcune litografie appena accennate, sono state realizzate tantissime opere reinterpretate e arricchite del contributo pittorico di ognuno di loro.

È nato così un augurio che parla di errori e di possibilità di riscatto, di apertura verso gli esclusi, di vicinanza nei confronti dei più deboli; un messaggio che speriamo faccia arrivare lo spirito di solidarietà con cui vorremmo che nelle nostre comunità fosse vissuto il nuovo anno.

In questa pagina presentiamo una selezione delle opere realizzate e, di seguito, riportiamo le parole che il nostro socio ha voluto condividere per raccontare questa esperienza e la speranza che, in generale, accompagna la sua attività all’interno della struttura carceraria della città estense.

 

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I detenuti del Casa Circondariale di Ferrara che partecipano ai corsi di disegno, storia dell’arte e pittura,  che conduco all’interno della struttura, si sono prodigati nell’esecuzione di un tema impegnativo e spirituale come è la natività  di Nostro Signore.

Per raggiungere un obiettivo così coinvolgente, affrontato dai più grandi artisti di tutti i tempi, il nostro ho eseguito le matrici di 5 immagini rappresentanti il soggetto, ricavandone delle litografie appena accennate alle quali i detenuti hanno aggiunto il proprio contributo pittorico.

Sono nate così delle vere e proprie opere d’arte, ognuna delle quali racconta una storia personale fatta di errori, deviazioni e reati che hanno condannato alla detenzione persone da allontanare ed escludere dalla società “per bene”.

La vera pittura da sempre è stata considerata linguaggio universale, usato per raccontare storie, vicende e parabole senza bisogno di interpreti o storici.
Le immagini sono pagine di storia illustrata, il colore è il sentimento, l’amore o il dolore che le accompagna.

Difficilmente una persona privata della libertà, della propria dignità che ha la consapevolezza di aver coinvolto con la sua condanna tutte le persone a lui care può trovare le parole per esprimere i suoi sentimenti, le angosce e i rimorsi che lo accompagnano nelle lunghe notti insonni.
Come sempre accade, impastando e stendendo i colori, ci si riappropria di una spontaneità di raccontarsi, di esternare i sogni, gli incubi che attanagliano la propria coscienza.

Di fronte e questi dipinti ognuno di noi è sottoposto al proprio esame di coscienza, che facilmente lo allontanerà dalla presunzione di giudizio e condanna che quotidianamente lo eleva al di sopra delle parti.
È sempre bello vedere la trasformazione del “brutto anatroccolo” in un cigno, l’apprezzamento e l’interessamento di ognuno di noi è un contributo fondamentale all’ottenimento di tale miracolo.

(Raimondo Imbrò)

 

Festa con la comunità per i 110 anni della Cassa Rurale di Argelato

Il 7 Luglio ad Argelato festeggiamo i 110 anni di storia dell’omonima “Cassa Rurale di depositi e prestiti“, una delle 13 banche cooperative che hanno dato origine a Emil Banca, nata 1906 con un capitale sociale di diciassette lire da altrettanti soci fondatori.

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Sono passati tanti anni, il territorio di competenza della Banca si è modificato, il capitale è altrettanto cambiato. Immutato è, invece, lo spirito che anima la relazione della Banca con le persone e il territorio.
Spirito che si ritrova anche nella modalità di celebrare questo anniversario, facendone un’occasione per condividere con soci, clienti e comunità locale momenti di riflessione e incontro ricordando la strada percorsa insieme e i valori, estremamente attuali, che continuano a guidare l’operato della Banca.

Questo il programma del pomeriggio e della serata di festa:
17.30 Santa Messa in memoria dei Soci defunti (Chiesa di S. Michele)
18.30 Incontro con i neo Soci (Biblioteca E. Spaltro – Sede Emil Banca)
20.00 Riconoscimenti “Soci pionieri” e “Premi allo studio” (piazzale antistante la filiale)
20.30 Buffet e spettacolo “Sabbia sulle note” (parco adiacente la Chiesa di S. Michele)

La partecipazione alla cena e allo spettacolo conclusivo è aperta a tutti previa prenotazione in filiale e versamento di un contributo di 7 euro, interamente devoluto  al Centro di ricerca Cesare Maltoni di Bentivoglio (Istituto Ramazzini).

In chiusura, riportiamo una sintesi – curata da Michelangelo Abatantuono per i numero di luglio della nostra rivista Notizie Emil Banca –  con i fatti e i personaggi salienti della storia della Cassa Rurale di depositi e prestiti di Argelato. Chi desidera approfondire, può richiedere copia gratuita del volume realizzato in occasione del centenerio della CR di Argelato (eblog@emilbanca.it – n° verde 800 217 295) .

 

1906-2016  Argelato. Centodieci anni di credito cooperativo

Argelato 01Nella seconda metà dell’Ottocento gran parte della popolazione delle campagne bolognesi era occupata nel comparto agricolo, ma in posizioni subalterne. Braccianti e mezzadri, minacciati dalla disoccupazione e dal potere dei grandi proprietari agricoli, cominciarono ad organizzarsi: nacquero così leghe bracciantili, società di mutuo soccorso, cooperative e, sulla scia delle aperture del pontefice Leone X, le Casse Rurali, che per prime consentirono l’accesso al credito a quanti fino ad allora ne erano stati categoricamente esclusi.

È questo il substrato sociale ed economico su cui si innesta la fondazione, il 22 aprile 1906, della Cassa Rurale di Depositi e Prestiti di Argelato. I diciassette soci fondatori, radunati dal giovane  parroco don Raffaele Venturi, erano braccianti, artigiani, agricoltori. Erano gli anni dell’affermazione socialista in molti comuni italiani e Argelato, proprio in quell’anno, non fece eccezione
Coesistevano dunque nella Cassa Rurale più anime: una religiosa che fu inizialmente fattore decisivo per la sua costituzione; una “affaristica”, rappresentata da braccianti e piccoli proprietari, che vedeva di buon occhio un’attività che si potesse opporre alla presenza socialista; infine un’anima popolare (coloni e artigiani) che considerava di particolare importanza la lotta all’usura nelle campagne e il finanziamento ai ceti altrimenti esclusi dal credito.

Il benemerito parroco don Venturi venne a mancare nel 1925, lasciando tutte le proprie sostanze all’asilo parrocchiale. Fu chiamato a sostituirlo don Ercole Roda, che divenne l’anima trainante della Cassa Rurale dal primo dopoguerra ai primi anni Settanta, riuscendo a destreggiarsi abilmente anche nel periodo del fascismo e nel tragico momento dell’assassinio di Guerino Ariatti, presidente della Cassa dal 1916 al 1944.
Seppur con alterne vicende, che risentivano degli avvenimenti nazionali, la Cassa Rurale andò rafforzandosi: i prestiti passarono dalle 800 lire del 1906 alle 281.400 del 1947; analoga fu la crescita dei depositi, che passarono dalle 2.287 lire del 1906 alle 463.239 del 1936.libro soci 1906_pic

Nel dopoguerra si andò verso lo sviluppo dell’attività bancaria modernamente intesa: con il nuovo impiegato Giuseppe Lelli, assunto nel 1960 e poi direttore generale fino al 2000, la Cassa si trasferì in un nuovo locale, assicurando l’apertura la mattina ad Argelato e il pomeriggio a Funo, che proprio in quegli anni iniziava a svilupparsi.
La concorrenza delle altre banche, anche di maggiori dimensioni, era sentita, ma il rapporto di confidenza, fiducia e attenzione alle esigenze del cliente ha consentito alla Cassa Rurale di Argelato di superare i momenti di difficoltà, quando le persone si allontanavano dal mondo del credito per timori e sospetti.


Il 29 ottobre 1962 venne ufficialmente aperta la filiale di Funo, nel 1973 ci fu la fusione con la Cassa Rurale Artigiana di San Marino di Bentivoglio e nei decenni seguenti vennero aperte nuove filiali a Castel Maggiore e San Pietro in Casale, creando i presupposti per i successivi accorpamenti che avrebbero portato, sotto la presidenza di Ruggero Marani, ad Emil Banca: BCC di Borgo Panigale (21 maggio 1995) e BCC di Sala Bolognese (1996).

La nostra differenza raccontata da chi l’ha toccata con mano

Per i nostri 120 anni abbiamo invitato le realtà e le persone con cui ci relazioniamo a raccontarci un motivo che caratterizza il nostro modo differente di essere vicini alle comunità; un’immagine e qualche parola per testimoniare come diamo concretezza al nostro orientamento responsabile e far emergere i valori, condivisi, che guidano le nostre azioni.

Abbiamo raccolto alcuni dei contributi arrivati, da singoli e associazioni, nel corso del 2015 in un ebook che offre una sintesi dei nostri tanti motivi di differenza evidenziando il valore e l’attualità del nostro ruolo di banca di comunità.

Grazie a tutti coloro che hanno aderito al nostro invito e ci hanno inviato contributi, anche se non presenti nell’ebook, rendendoci partecipi delle piccole grandi storie che è possibile scrivere anche insieme ad una Banca.
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