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Festa con la comunità per i 110 anni della Cassa Rurale di Argelato

Il 7 Luglio ad Argelato festeggiamo i 110 anni di storia dell’omonima “Cassa Rurale di depositi e prestiti“, una delle 13 banche cooperative che hanno dato origine a Emil Banca, nata 1906 con un capitale sociale di diciassette lire da altrettanti soci fondatori.

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Sono passati tanti anni, il territorio di competenza della Banca si è modificato, il capitale è altrettanto cambiato. Immutato è, invece, lo spirito che anima la relazione della Banca con le persone e il territorio.
Spirito che si ritrova anche nella modalità di celebrare questo anniversario, facendone un’occasione per condividere con soci, clienti e comunità locale momenti di riflessione e incontro ricordando la strada percorsa insieme e i valori, estremamente attuali, che continuano a guidare l’operato della Banca.

Questo il programma del pomeriggio e della serata di festa:
17.30 Santa Messa in memoria dei Soci defunti (Chiesa di S. Michele)
18.30 Incontro con i neo Soci (Biblioteca E. Spaltro – Sede Emil Banca)
20.00 Riconoscimenti “Soci pionieri” e “Premi allo studio” (piazzale antistante la filiale)
20.30 Buffet e spettacolo “Sabbia sulle note” (parco adiacente la Chiesa di S. Michele)

La partecipazione alla cena e allo spettacolo conclusivo è aperta a tutti previa prenotazione in filiale e versamento di un contributo di 7 euro, interamente devoluto  al Centro di ricerca Cesare Maltoni di Bentivoglio (Istituto Ramazzini).

In chiusura, riportiamo una sintesi – curata da Michelangelo Abatantuono per i numero di luglio della nostra rivista Notizie Emil Banca –  con i fatti e i personaggi salienti della storia della Cassa Rurale di depositi e prestiti di Argelato. Chi desidera approfondire, può richiedere copia gratuita del volume realizzato in occasione del centenerio della CR di Argelato (eblog@emilbanca.it – n° verde 800 217 295) .

 

1906-2016  Argelato. Centodieci anni di credito cooperativo

Argelato 01Nella seconda metà dell’Ottocento gran parte della popolazione delle campagne bolognesi era occupata nel comparto agricolo, ma in posizioni subalterne. Braccianti e mezzadri, minacciati dalla disoccupazione e dal potere dei grandi proprietari agricoli, cominciarono ad organizzarsi: nacquero così leghe bracciantili, società di mutuo soccorso, cooperative e, sulla scia delle aperture del pontefice Leone X, le Casse Rurali, che per prime consentirono l’accesso al credito a quanti fino ad allora ne erano stati categoricamente esclusi.

È questo il substrato sociale ed economico su cui si innesta la fondazione, il 22 aprile 1906, della Cassa Rurale di Depositi e Prestiti di Argelato. I diciassette soci fondatori, radunati dal giovane  parroco don Raffaele Venturi, erano braccianti, artigiani, agricoltori. Erano gli anni dell’affermazione socialista in molti comuni italiani e Argelato, proprio in quell’anno, non fece eccezione
Coesistevano dunque nella Cassa Rurale più anime: una religiosa che fu inizialmente fattore decisivo per la sua costituzione; una “affaristica”, rappresentata da braccianti e piccoli proprietari, che vedeva di buon occhio un’attività che si potesse opporre alla presenza socialista; infine un’anima popolare (coloni e artigiani) che considerava di particolare importanza la lotta all’usura nelle campagne e il finanziamento ai ceti altrimenti esclusi dal credito.

Il benemerito parroco don Venturi venne a mancare nel 1925, lasciando tutte le proprie sostanze all’asilo parrocchiale. Fu chiamato a sostituirlo don Ercole Roda, che divenne l’anima trainante della Cassa Rurale dal primo dopoguerra ai primi anni Settanta, riuscendo a destreggiarsi abilmente anche nel periodo del fascismo e nel tragico momento dell’assassinio di Guerino Ariatti, presidente della Cassa dal 1916 al 1944.
Seppur con alterne vicende, che risentivano degli avvenimenti nazionali, la Cassa Rurale andò rafforzandosi: i prestiti passarono dalle 800 lire del 1906 alle 281.400 del 1947; analoga fu la crescita dei depositi, che passarono dalle 2.287 lire del 1906 alle 463.239 del 1936.libro soci 1906_pic

Nel dopoguerra si andò verso lo sviluppo dell’attività bancaria modernamente intesa: con il nuovo impiegato Giuseppe Lelli, assunto nel 1960 e poi direttore generale fino al 2000, la Cassa si trasferì in un nuovo locale, assicurando l’apertura la mattina ad Argelato e il pomeriggio a Funo, che proprio in quegli anni iniziava a svilupparsi.
La concorrenza delle altre banche, anche di maggiori dimensioni, era sentita, ma il rapporto di confidenza, fiducia e attenzione alle esigenze del cliente ha consentito alla Cassa Rurale di Argelato di superare i momenti di difficoltà, quando le persone si allontanavano dal mondo del credito per timori e sospetti.


Il 29 ottobre 1962 venne ufficialmente aperta la filiale di Funo, nel 1973 ci fu la fusione con la Cassa Rurale Artigiana di San Marino di Bentivoglio e nei decenni seguenti vennero aperte nuove filiali a Castel Maggiore e San Pietro in Casale, creando i presupposti per i successivi accorpamenti che avrebbero portato, sotto la presidenza di Ruggero Marani, ad Emil Banca: BCC di Borgo Panigale (21 maggio 1995) e BCC di Sala Bolognese (1996).

Il nostro 2015 in Tv

Ripercorriamo l’anno del centoventesimo anniversario della Bcc attraverso le immagini trasmesse dalle televisioni bolognesi.

 

albero della vita presso expo milano 2015

Ti presento un socio: Renner Italia. Innovazione e responsabilità per colorare l’Albero della Vita di Expo

Ha messo i suoi colori sul simbolo della Esposizione Universale di Milano, ammirato e fotografato in ogni ora del giorno dai visitatori di Expo: è la Renner Italia, azienda nostra la nostra socia che da Minerbio porta in tutto il mondo la creatività e l’innovazione sostenibile dell’imprenditoria emiliana.
Per la nostra rivista Notizie EmilBanca, Lindo Aldrovandi, fondatore e Amministratore Delegato della Renner, ci racconta come dai primi passi nel garage di casa è arrivato fino alle vernici dell’Albero della Vita all’Expo: una storia di successo costruita senza mai venire meno ad un impegno per rispettare l’ambiente e far crescere le ricadute positive su collaboratori e territorio.

Ecco come si diventa leader Mondiale

Diventare leader nel proprio settore di competenza senza lesinare sul costo del lavoro e senza dimenticare di avere una grossa responsabilità sociale verso l’ambiente e il territorio in cui si vive.
Non è la trama di un film e non sono i soliti buoni propositi che in tanti sbandierano senza poi dare seguito alle facili, e gratuite, belle parole. è la storia, vera e certificata, della Renner Italia di Minerbio. Più di 22 mila tonnellate di vernice per legno vendute in tutto il mondo per un fatturato che nel 2014 ha sfiorato i 90 milioni di euro e che nel 2015 è avviato a superarli, nonostante la crisi e “nonostante” i 200 dipendenti degli stabilimenti di Minerbio costino molto di più di quelli dei loro principali competitor internazionali.

 “Un nostro dipendente costa circa 6 mila euro all’anno in più rispetto agli altri – racconta Lindo Aldrovandi, inventore e amministratore delegato della Spa governata da una partnership tra imprenditori bolognesi e brasiliani. “Il conto lo hanno fatto dei professori universitari che erano qui in azienda per dei corsi di formazione – spiega – Gli stessi professori hanno certificato come quei dipendenti portino un fatturato pro capite medio annuo di circa 100 mila euro in più rispetto alla media dei dipendenti della concorrenza”.

La Renner versa ai propri dipendenti il 15 per cento degli utili prodotti e il 50 per cento di quanto si risparmia ogni anno applicando buon senso e buone pratiche ambientali, come spegnere il Pc e tutte le luci quando si va in pausa o tenere pulita la propria postazione di lavoro.
La decisione di destinare parte degli utili ai lavoratori è del 2009, il primo anno che l’azienda ha iniziato a generarne – continua Aldrovandi – mentre dal 2012 mettiamo nelle buste paga dei dipendenti il 50 per cento di quanto risparmiamo ogni anno grazie ai comportamenti responsabili dei nostri collaboratori”.
La stima era di garantire poco più di mille euro all’anno, la realtà dice che negli ultimi tre anni nelle buste paga di tutti i dipendenti è arrivato un bonus di 8.400 euro.
Il bonus è uguale per tutti, da chi lavora al centralino fino al responsabile della distribuzione – precisa Aldrovandi – la differenza è già nei loro contratti, non mi pareva giusto farne anche sui premi: ognuno di loro, per la propria responsabilità, ha contribuito al successo dell’azienda ed è giusto riconoscerglielo”.

Oltre ai benefit per i propri collaboratori, Aldrovandi non dimentica di far parte di un sistema sociale più ampio e complesso.
Dai nostri collaboratori, così come dal territorio in cui siamo inseriti, abbiamo ricevuto molto e credo sia giusto che una fetta di quello che portiamo a casa torni a disposizione del territorio”.
Con questo spirito, la Renner quest’anno ha lanciato l’iniziativa “La Buona Vernice”: un concorso con 35 mila euro di montepremi che premierà dieci organizzazioni non-profit impegnate sul territorio della provincia di Bologna.
Entrare in azienda appena ventenne, con un ruolo da magazziniere, e lasciarla vent’anni dopo da amministratore delegato non è da tutti.
Lindo Aldrovandi, in arte Mirco, ce l’ha fatta, per ben due volte.
Rimasto “a piedi” all’inizio del 2003, dopo che la proprietà vendette la ditta per cui lavorava ad un fondo americano, Aldrovandi si rimboccò le maniche, trovò l’appoggio economico dei vecchi proprietari e di Emil Banca (allora era socio di CrediBo) e ricominciò dall’inizio. Fondando un’altra azienda che in dieci anni, da quei primi passi mossi nel garage di casa, è diventata un punto di riferimento per chi opera nel settore delle vernici per legno.  Arrivando a mettere le mani persino sull’Albero della Vita, il simbolo dell’Expo milanese, che è stato rivestito con vernici Renner.

Ci piace percorrere strade che altri non percorrono: è più frizzante, divertente. Altrimenti ci si annoia – racconta ancora – Per l’Albero della Vita siamo partiti per scherzo. Tornando a casa in macchina, circa un anno fa avevo sentito alla radio di questa struttura in legno che sarebbe dovuta diventare il simbolo del Padiglione Italia. Ci siamo informati, abbiamo lavorato tanto ma il risultato è stato davvero eccezionale”.Anche Emil Banca fa parte della bellissima storia della Renner. “Avevamo appena comprato questi capannoni – ricorda Aldrovandi – erano ancora vuoti quando bussò alla porta il direttore di quella che oggi è la filiale Emil Banca di Minerbio. Io in mano non avevo nulla, se non il business plan. Quel direttore mi diede fiducia e mi permise di iniziare a lavorare”.
Quella fiducia, riposta in un imprenditore illuminato, oggi è stata ampiamente ripagata ed ha portato benefici a tanti.

Numeri e valore sociale prodotto: un quadro d’insieme per guardare con fiducia al futuro

In pieno clima di autoriforma del Credito Cooperativo, i Soci di Emil Banca domenica 22 marzo sono chiamati in Assemblea ad esprimersi sulla chiusura del bilancio 2014.
Un anno che ha visto la nostra cooperativa recuperare il risultato negativo del 2013 e registrare un utile  superiore ai 7milioni di euro. Dato accompagnato dalla conferma della fiducia da parte della clientela e dei soci: sono infatti ben 1.400 le persone che hanno scelto di entrare a far parte della base sociale divenendo, di fatto, comproprietari della Banca.
Una scelta di condivisione, oltre che di valori, di un preciso impegno a vigilare a che la Banca operi mutualisticamente nei confronti dei soci e anche di altri interlocutori, per promuovere benessere nelle comunità e favorirne una crescita sostenibile.

Elevata anche  la capacità dimostrata dalla Banca di accantonare cifre molto alte (42 milioni di euro) per far fronte a possibili insolvenze da parte della clientela.
Impegno con cui si risponde alla filducia dei soci cercando di restituire un’azienda solida, patrimonializzata, che abbia tutte le carte in regola per continuare a svolgere la propria funzione sociale a favore delle famiglie e del tessuto economico locale.

Assieme ai “bilancio di numeri” in Assemblea viene presentata anche la tredicesima edizione del Bilancio Sociale, il documento che meglio rappresenta l’operato della nostra Banca sul proprio territorio di competenza e la capacità di produrre valore a beneficio dei suoi interlocutori di riferimento. Tra questi in primis proprio i soci, ai quali con le diverse azioni realizzate la cooperativa ha distribuito risorse per ben 2,2 milioni di euro, e le comunità locali a favore delle quali c’è stato l’impegno di oltre 530 mila euro destinati alla promozione sociale e culturale sul territorio attraverso circa 500 iniziative sostenute.

Al dato positivo del Bilancio guardiamo con la consapevolezza di lavorare in un quadro economico molto difficile, che ha visto crescere il numero di attività economiche chiuse e la mancanza di lavoro per tante famiglie. Operatori economici locali e persone di cui non ci siamo dimenticati: in questo senso vanno intesi i 744 mila euro di anticipi a tasso zero a 124  lavoratori di 24 aziende in crisi e i circa 2,7 milioni di euro destinati al microcredito, sia per le microimprese e start up che per le famiglie in difficoltà.

Il 22 marzo al Palazzetto dello Sport di Casalecchio di Reno si rinnova anche l’appuntamento con Cheese! Una proposta di partecipazione“, invito aperto a tutti i soci di diventare testimonial della loro cooperativa: il loro volto e la fiducia accordata ci aiuteranno a raccontare ad altre persone le cose che facciamo cercando di trasmettere, con semplicità e trasparenza, i valori e l’impegno, economico e sociale, che caratterizzano la nostra attività.

Per tutta la mattinata quindi, sarà allestito un set con casting fotografico dove ogni socio potrà liberamente regalarci un sorriso o un’espressione divertente come hanno fatto l’anno scorso  Giuseppe, Jvonne, Bruno, Simona, Maurizio, Roberta, Enrico e Giorgia protagonisti della prima fase del restyling dei nostri strumenti di comunicazione ai soci (qui il post in cui ne abbiamo parlato).

L’appuntamento con i nostri soci è quindi per questo momento fondamentale della vita della nostra cooperativa, in cui ogni persona, indipendentemente dal numero di azioni possedute, può dare il suo voto capitario partecipando direttamente al processo decisionale della cooperativa.

Perchè siamo una banca differente? La risposta, con dedica, di un nostro socio

Renato, istrionico artista e nostro socio da quasi 25 anni, ci regala un ricco contributo, scritto di suo pugno, per aiutarci a raccontare i nostri #120motivi di differenza: con questa iniziativa (ne abbiamo parlato qui) vogliamo rimarcare l’importante traguardo di 120 anni di “storia differente” della nostra Banca; per farlo stiamo raccogliendo gli esempi concreti, condivisi da chi ci conosce, di ciò che da sempre facciamo per essere al servizio delle persone, delle comunità e dell’economia reale dei nostri territori.

È un artista, Renato Clò ed usa i linguaggi che gli appartengono per condividere diversi motivi di differenza che lo hanno avvicinato alla nostra Banca perchè, racconta, “mi era venuta incontro un’affabilità inconsueta, senza eccessive sicumere e per questo il fervore del ‘fare’ mi fece nascere un sottile piacere mai provato altrove“. Un legame ancora saldo che, ci rivela, lo ha fatto sentire anche arricchito interiormente.

Oramai fra noi s’approssimano le ‘Nozze d’argento’ e in un ideale brindisi, scorgo, dentro frizzanti bollicine, i frutti maturi, cresciuti alla luce discreta dei nostri piacevoli conciliaboli, sempre intesi a rassicurare e difendere il valore dei sacrifici compiuti. Serenità, Stima e Fiducia in assoluta reciprocità“: nero su bianco, con tutto il valore delle parole fissate con l’inchiostro, Renato ci fa arrivare “La Differenza” una vera e propria dedica ad Emil Banca in prosa: un lungo scritto, accompagnato da un suo scatto del 1964 inserito in un collage, in cui spende parole come stima fiducia, reciprocità, fervore del fare, affabilità inconsueta per raccontare la nostra differenza e  ringraziare la sua Banca e le persone che in tanti anni gli hanno sempre offerto “encomiabile assistenza“.

Archivio Renato Clò: ricerca di momenti insoliti per rappresentare la natura umana

Parole che fanno piacere ma che soprattutto, attraverso chi ha sperimentato direttamente per tanti anni vari aspetti del nostro modo semplice e concreto di essere una banca al servizio delle persone, ci aiutano a mostrare perchè davvero siamo diversi dagli altri istituti bancari: ” La DIFFERENZA stava nella semplice bonomia dell’informare, senza alcun secondo fine, affinchè quel rapporto appena nato potesse accrescere il suo respiro lontano dagli occulti meccanismi d’altre Banche“.

A Renato che sente il dovere di ringraziarci per “l’ineccepibile DIFFERENZA” che gli abbiamo offerto, noi , in modo altrettanto forte e naturale, desideriamo dire grazie per essersi unito al nostro racconto dei #120motivi di differenza con questa sua testimonianza che parla di un bel pezzo di strada trascorso insieme (qui è possibile leggere il testo integrale del suo contributo).

Siamo una banca differente per #120motivi: raccontaci il tuo

Perchè siamo differenti dalle altre banche? È la domanda che rivolgiamo, con l’invito a raccontarlo,  alle persone e alle organizzazioni con cui collaboriamo che hanno sperimentato direttamente, in una o più occasioni, cosa vuol dire in concreto avere al fianco la nostra banca cooperativa.

Abbiamo scelto di definire e comunicare la nostra identità rimarcando le tante ragioni e caratteristiche che ci distinguono dalle banche commerciali: apparteniamo ai soci e al territorio, non abbiamo finalità di lucro, non finanziamo settori di attività controversi (armi, gioco d’azzardo, pornografia ecc.), siamo attenti ai bisogni essenziali delle persone, promuoviamo lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle nostre comunità.
Sono tutte affermazioni vere, che ci indirizzano nel nostro modo di fare Banca al servizio delle persone e dell’economia reale e che, soprattutto, hanno una traduzione più tangibile nell’operatività di tutti i giorni, in tanti progetti che ci vedono impegnati in modo diretto per dare concretezza ai nostri valori e agli obiettivi comuni che vogliamo raggiungere.

Ed è proprio questo essere differenti nei fatti che ci piacerebbe riuscire a far emergere. Attraverso immagini e testi, vorremmo mostrare che cosa significano in concreto le nostre peculiarità per coloro che ne beneficiano: il giovane che ha avuto fiducia per realizzare il suo sogno imprenditoriale, la cooperativa che ha una sede per portare avanti i suoi progetti sociali, la squadra che ha un campo dove allenarsi, la famiglia che ha evitato lo sfratto con il microcredito, l’associazione che può portare sostegno alle persone in difficoltà, lo studente ha potuto iscriversi ad un master, il canile che ha il suo ambulatorio, il contadino che si è risollevato dopo la forte grandinata, l’artista che ha avuto spazio per la sua prima mostra…
Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di chi ci conosce: ci piacerebbe che a raccontarlo fossero proprio i nostri soci, le imprese, le organizzazioni non profit, e tutti coloro con cui ci relazioniamo che, in prima persona hanno potuto sperimentare la nostra vicinanza, il nostro sostegno, la nostra attenzione.
Tante piccole storie che per noi hanno grande valore perchè hanno arricchito chi le ha vissute, regalandogli una gioia, un successo, un sorriso, una speranza.

Soci, clienti, organizzazioni di ogni tipo, singole persone o gruppi (anche non clienti): chiunque ha avuto o avrà modo di sperimentare un motivo che ci caratterizza come differenti può raccontarcelo e condividerlo con noi attraverso una foto ed un breve testo.

Come farci arrivare il tuo “motivo”?

  • attraverso i social network (Facebook, Twitter, Instagram) puoi condividere pubblicamente la foto ed il motivo utilizzando l’hashtag #120motivi e taggando @emilbanca
  • via mail  scrivendo a responsabilita.sociale@emilbanca.it ed allegando la foto con una breve descrizione del perché (in questo caso è necessario aggiungere una dichiarazione della proprietà intellettuale della foto ed autorizzare Emil Banca ad utilizzarla per le attività di comunicazione, on line e non, relative all’iniziativa #120motivi).

Il numero 120, che caratterizza questa iniziativa, non è casuale; per noi ha un significato importante, perché parla della nostra storia ultracentenaria di banca della e nella comunità: è l’anniversario che celebreremo nel 2015 per ribadire che così come siamo stati protagonisti della storia del nostro territorio, un ruolo altrettanto importante vogliamo svolgere per il suo futuro, mantenendo vitale l’idea di una crescita che coniughi benessere sociale ed economico.
Un compleanno che festeggeremo insieme a tutte le persone che credono nella cooperazione e ci danno fiducia, coinvolgendole fin da ora in questa iniziativa che si concluderà nella seconda metà del 2015.

Oltre a condividere in questo spazio e sui social le piccole grandi storie di differenza (del passato o che accadranno nel prossimo anno) raccolte con il contributo di chi le ha vissute direttamente, utilizzaremo le foto nel corso degli eventi celebrativi e, infine, realizzeremo un ebook che verrà regalato (anche in versione cartacea) a tutti coloro che hanno partecipato a questo racconto collettivo dei nostri concreti #120motivi di differenza.

La libreria solidale? La costruiamo insieme condividendo i libri letti

Scaffali che scoppiano, volumi accatastati a prendere polvere o cantine diventate piccole librerie dimenticate: sono in tanti ad avere il problema delle librerie piene di libri letti e della necessità di trovare posto a quelli ancora da leggere.
Allora che fare?
Semplice: rimetterli in circolo affinché donino ad altri le stesse emozioni che hanno regalato a noi o un po’ di distrazione a persone che stanno attraversando un momento difficile.

L’idea, proposta dal nostro collaboratore Marco (nella foto), è stata sviluppata dalla Banca che in collaborazione con organizzazioni di utilità sociale del territorio ha promosso una raccolta solidale di romanzi, fumetti e libri per ragazzi usati (esclusi libri scolastici, cataloghi, manuali ed enciclopedie) per metterli poi a disposizione di altri potenziali lettori.

 

I libri raccolti saranno consegnati direttamente ad enti non profit che li utilizzeranno per le loro attività sociali nelle case famiglia, nei centri giovanili, nelle strutture di accoglienza, negli ospedali, in carcere. In questo modo bambini ed adulti che, per varie ragioni stanno vivendo un periodo di difficoltà

Per partecipare alla costruzione della “Libreria solidale” basta portare in una qualsiasi filiale Emil Banca i libri (in buono stato) che si desiderano donare, fino ad un massimo di 20 volumi a persona.
È possibile regalare anche qauntitativi superiori ma, per ragioni logistiche, è necessario accordarsi preventivamente.

Nella fase di avvio di questa iniziativa i libri raccolti saranno consegnati a:

Successivamente, in base al numero e al tipo di volumi raccolti, coinvolgeremo nel progetto anche altre realtà in modo da trovare nuove case e lettori a tutti i libri donati.

Le informazioni sui libri via via raccolti e sui beneficiari dell’iniziativa saranno sempre disponibili ed aggiornate sulla pagina del nostro sito dedicata alla costruzione della “Libreria solidale“.

Le buone idee si fanno impresa con Imprendocoop

Un percorso formativo di alto livello, servizi  di assistenza e consulenza gratuiti e premi in denaro: questi in sintesi  gli elementi che caratterizzano “Imprendocoop – Idee cooperative di nuova generazione”  l’iniziativa rivolta a persone interessate a creare nuove cooperative in settori innovativi.

Il progetto è stato sviluppato da Confcooperative Modena insieme alla Fondazione Democenter-Sipe e  vede  la nostra Banca coinvolta nelle attività di tutoraggio, oltrechè tra i sostenitori.
Il prossimo 7 novembre è in programma un aperitivo Imprendicoop, un’occasione di incontro ed approfondimento con i promotori del progetto aperta a  chi è interessato a candidare la propria idea e vuole  analizzarne la fattibilità, conoscendo meglio le diverse implicazioni del fare impresa  (appuntamento alle 17.30 alla Bottega Storica Bar Malagoli a Modena, via carteria 74).

 

Imprendocoop non è solo un “concorso” ma un vero e proprio percorso guidato dall’idea d’impresa alla sua concretizzazione che si sviluppa tra l’autunno 2014 e la primavera 2015.
Al termine saranno selezionate tre idee d’impresa che, una volta costituite  in forma cooperativa, riceveranno un premio monetario ed avranno a disposizione uno spazio co-working per sei mesi; inoltre potranno usufruire gratutitamente per un anno:
– di servizi amministrativi e fiscali
– dell’elaborazione servizi del personale
– dell’accesso ai servizi di Confcooperative
A tutto questo, si aggiungono ovviamente, anche le agevolazioni per i finanziamenti e i servizi della nostra Banca.

Fino al 15 novembre è possibile  inviare la candidatura delle idee di impresa.
Si aprirà quindi la fase di formazione,  tra novembre e gennaio, con un ciclo di seminari tecnici sui diversi aspetti in cui si sviluppa il’iter dall’idea alla costituzione di un’impresa (fiscalità, innovazione e sostenibilità dell’idea, analisi del mercato, piano di marketing, pianificazione economico-finanziaria, presentazione del progetto di business).

Al termine avverrà una prima selezione dei progetti e, da febbraio, quelli scelti parteciperanno a tre laboratori di approfondimento nel corso dei quali ogni idea di impresa sarà affiancata da un mentor, al fine di favorire il superamento delle criticità legate alla fase di start up.
Dopo l’evento pubblico di presentazione e premiazione dei progetti vincenti, in programma il 27 marzo 2015, manager e imprenditori cooperativi trasferiranno agli aspiranti cooperatori parte del loro know how e, grazie alle loro reti di relazioni, accelereranno l’ingresso delle neo cooperative nel mercato. In questa fase i tutor di Democenter e Confcooperative Modena garantiranno supporto nel fund raising, accesso al credito e partecipazione a bandi per ottenere finanziamenti pubblici.

Qualche settimana fa sulla rivista della Fondazione Barberini la giovane cooperatrice Biljana Prijic, su  così lanciava come chiusa al suo articolo “La scoperta della cooperazionequesto invito molto chiaro al mondo cooperativo:

Allora è questo che mi sento di consigliare ai cooperatori “navigati”, quelli che si occupano di promozione, di consulenza economica, finanziaria, legale per le startup cooperative. Aiutiamo le nuove leve con competenza, ma senza smorzare il loro entusiasmo. Diciamo con franchezza che avviare un’impresa è difficile, ma che avranno al loro fianco altri cooperatori, che saranno parte di un sistema di imprese diversissime tra loro, ma che parlano ancora un linguaggio comune che va oltre il profitto, e che strutturalmente pensa al futuro, di tutti

Noi in questo progetto speriamo riuscire svolgere il nostro ruolo con lo spirito evocato da queste parole: perchè nel nostro territorio c’è bisogno di idee che funzionano e portino nuovo slancio all’economia locale, ma c’è anche bisogno dei valori e delle visione della cooperazione.
Se con la rete Imprendocoop saremo capaci di tenere insieme questi due elementi, allora avremo creato qualcosa di realmente positivo e sostenibile, i cui effetti andranno oltre le nuove imprese che nasceranno: E questo per la cooperazione significherà aver qualcosa da dire anche in futuro.

Sorrido per la mia banca: i nostri soci, i nostri veri testimonial

Da luglio nelle nostre filiali avremo un nuovo modo di dare ai soci il “benvenuto in un mondo di interessi comuni”.
Lo faremo infatti grazie ai volti, ai sorrisi e all’espressività dei nostri soci stessi che, all’invito a diventare nostri testimonial, hanno risposto”Sì, sorrido per la mia banca.

  Chi sceglie di aderire alla nostra cooperativa, diventandone di fatto comproprietario, ha per noi un grande valore e ci aiuta a dare continuità al nostro modo etico di fare  banca.
Per questo abbiamo voluto che fossero proprio i Soci a “parlare” della nostra Banca, dei valori e dell’impegno, economico e sociale, che la caratterizzano.

Così durante l’assemblea dello scorso Aprile li abbiamo invitati a sorridere per noi partecipando al casting fotografico per i nuovi strumenti di comunicazione dedicati al mondo soci.
Ancora una volta la loro risposta è stata sorprendente, ancor più considerando che si sono messi di fronte all’obiettivo a titolo gratuito.
Oltre ottanta Soci, infatti, si sono alternati sul set, offrendoci i loro sorrisi e le loro espressioni, per aiutarci  a “raccontare” ad altre persone cosa significa esser parte di una banca cooperativa, cosa possiamo fare insieme per le nostre comunità ed i vantaggi, reciproci, che nascono da questa appartenenza.

Tutto questo a breve, troverà materialmente posto nelle nostre filiali, con un’area dedicata all’“Infopoint Soci”. Qui i nostri soci, ma anche chi vuole saperne un po’ di più perché interessato a diventarlo, troveranno depliant e locandine sui ai diversi aspetti della relazione banca-socio (vantaggi bancari, per la salute, benefit e convenzioni ecc.) incluso uno specifico opuscolo indirizzato ai giovani.
Su ogni strumento ci sarà il volto di uno o più soci che alterneremo nel tempo; i questo modo vogliamo dare spazio al maggior numero possibile dei soci ritratti e continuare a comunicare insieme un messaggio fondamentale per chi si avvicina alla nostra cooperativa: “Essere soci. Una scelta di valori”.

 Ed è la scelta che hanno fanno Giuseppe, Jvonne, Bruno, Simona, Maurizio, Roberta, Enrico e Giorgia protagonisti di questa prima fase del restyling dei nostri strumenti di comunicazione ai Soci, così come gli altri 80 soci che ci hanno messo a disposizione i loro volti.
Una scelta di appartenza ed identificazione che ci auguriamo continuino a fare tante altre persone dandoci la loro fiducia ed il loro sostegno per continuare, insiem,e a portare avanti progetti di crescita sostenibile e condivisa con le comunità locali.

Intrecci arte – terra – energia: quindici mesi dedicati a Luigi Enzo Mattei

Per quindici mesi, da giugno ad ottobre 2015, la sede del Business Park della Banca si trasforma in spazio museale per ospitare “INTRECCI – arte – terra – energia” la mostra antologica dedicata allo scultore bolognese Luigi Enzo Mattei che porterà a Bologna –  dai luoghi in cui sono normalmente esposte – alcune delle sue realizzazioni più importanti e rappresentative.

Il poliedrico artista, autore della Vaticana Porta Santa della Basilica Papale Liberiana di Santa Maria Maggiore a Roma e del Corpo dell’Uomo della Sindone, sarà presente all’inaugurazione che si terrà martedì 10 giugno alle 18.00.

 Per presentare l’articolato progetto che rende omaggio a Mattei, di cui la mostra è in qualche modo il contenitore dei tanti eventi in programma nel corso della sua durata, anticipiamo l’articolo scritto dal giornalista Claudio Cumani che sarà pubblicato sul prossimo numero della nostra rivista Notizie EmilBanca.

Porte, corpi, teste, ritratti, galli, cavalli, mendicanti. E ancora giganti, boschi, nudi, voli, urli, cortei…
All’avvicinarsi dei settant’anni, Luigi Enzo Mattei viene finalmente celebrato nella sua Bologna con un progetto insolito che è una mostra in itinere ma anche molto di più.

All’avvicinarsi dei settant’anni, Luigi Enzo Mattei viene finalmente celebrato nella sua Bologna con un progetto insolito che è una mostra in itinere ma anche molto di più.
Si deve a Emil Banca la scelta di ospitare per oltre un anno (inaugurazione il 10 giugno, chiusura prevista il 31 ottobre 2015) una novantina di opere dell’artista bolognese presente in più di ottanta musei e gallerie nel mondo (in Italia dal Quirinale al Museo della Sacra Sindone di Torino).

La peculiarità di questa antologica, la prima in assoluto a lui dedicata, si annuncia già negli insoliti spazi museali: portico, reception, corridoi, atrio e sala Marconi della sede di Emil Banca al Business Park.
Il titolo dell’esposizione “Intrecci-arte-terra-energia” lascia intendere la filosofia che sottende all’intero progetto: una mostra che nei mesi muterà profondamente con l’arrivo di nuove opere e il riallestimento di una parte di esse; una mostra che ospiterà al suo interno numerosi eventi (il teatro, la musica, la danza) per affermare una complementarità dei linguaggi; una mostra aperta alle visite guidate, alle scuole, agli incontri.

L’imminente apertura proprio nei pressi del Business Park del faraonico progetto Fico non poteva non contaminare le scelte espositive (terra, energia) con la presentazione di una delle opere fondamentali di Luigi Mattei “Madre Terra .

Suddivisa in quattro percorsi (cronologico, tematico, tecnico, tipologico), Intrecci” offre attraverso una cinquantina di opere grafiche e una quarantina di sculture un panorama completo della poetica dell’artista: acquaforte, litografia, bronzo e soprattutto terracotta, nella migliore tradizione della scuola bolognese, sottolineano l’idea di sacralità dell’arte in senso spirituale e non devozionale.

Cosa si vedrà di Luigi Mattei?
Le celebri porte, quella dei due Papi ospitata normalmente in San Pietro e quella degli Sterpi.  E poi i busti dei Nobel Guglielmo Marconi ed Ernesto Moneta, le figure alate, il monumento ai caduti di Quinzano. Grandi opere accanto a sculture medie e piccole, a pannelli, a segni grafici e a citazioni di opere altrove conservate.
Nel corso dei mesi arriveranno la sua terza Sacra Natività (le altre due si trovano in San Petronio e Prefettura), “Aemilia, la madre terra” e “Esponenziale, il gigante dell’energia” , sculture legate al tempo dell’Expo 2015 e di Fico.
E proprio sul tema del cibo la “mostra” di Mattei propone uno dei suoi primi intrecci. Nella sala Marconi, fra questi austeri monumenti, il Teatro delle Ariette a inizio luglio porterà, nel segno della terra e dell’energia, il suo teatro da mangiare. Per dire che il nutrimento è del corpo ma anche dello spirito.