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Festa con la comunità per i 110 anni della Cassa Rurale di Argelato

Il 7 Luglio ad Argelato festeggiamo i 110 anni di storia dell’omonima “Cassa Rurale di depositi e prestiti“, una delle 13 banche cooperative che hanno dato origine a Emil Banca, nata 1906 con un capitale sociale di diciassette lire da altrettanti soci fondatori.

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Sono passati tanti anni, il territorio di competenza della Banca si è modificato, il capitale è altrettanto cambiato. Immutato è, invece, lo spirito che anima la relazione della Banca con le persone e il territorio.
Spirito che si ritrova anche nella modalità di celebrare questo anniversario, facendone un’occasione per condividere con soci, clienti e comunità locale momenti di riflessione e incontro ricordando la strada percorsa insieme e i valori, estremamente attuali, che continuano a guidare l’operato della Banca.

Questo il programma del pomeriggio e della serata di festa:
17.30 Santa Messa in memoria dei Soci defunti (Chiesa di S. Michele)
18.30 Incontro con i neo Soci (Biblioteca E. Spaltro – Sede Emil Banca)
20.00 Riconoscimenti “Soci pionieri” e “Premi allo studio” (piazzale antistante la filiale)
20.30 Buffet e spettacolo “Sabbia sulle note” (parco adiacente la Chiesa di S. Michele)

La partecipazione alla cena e allo spettacolo conclusivo è aperta a tutti previa prenotazione in filiale e versamento di un contributo di 7 euro, interamente devoluto  al Centro di ricerca Cesare Maltoni di Bentivoglio (Istituto Ramazzini).

In chiusura, riportiamo una sintesi – curata da Michelangelo Abatantuono per i numero di luglio della nostra rivista Notizie Emil Banca –  con i fatti e i personaggi salienti della storia della Cassa Rurale di depositi e prestiti di Argelato. Chi desidera approfondire, può richiedere copia gratuita del volume realizzato in occasione del centenerio della CR di Argelato (eblog@emilbanca.it – n° verde 800 217 295) .

 

1906-2016  Argelato. Centodieci anni di credito cooperativo

Argelato 01Nella seconda metà dell’Ottocento gran parte della popolazione delle campagne bolognesi era occupata nel comparto agricolo, ma in posizioni subalterne. Braccianti e mezzadri, minacciati dalla disoccupazione e dal potere dei grandi proprietari agricoli, cominciarono ad organizzarsi: nacquero così leghe bracciantili, società di mutuo soccorso, cooperative e, sulla scia delle aperture del pontefice Leone X, le Casse Rurali, che per prime consentirono l’accesso al credito a quanti fino ad allora ne erano stati categoricamente esclusi.

È questo il substrato sociale ed economico su cui si innesta la fondazione, il 22 aprile 1906, della Cassa Rurale di Depositi e Prestiti di Argelato. I diciassette soci fondatori, radunati dal giovane  parroco don Raffaele Venturi, erano braccianti, artigiani, agricoltori. Erano gli anni dell’affermazione socialista in molti comuni italiani e Argelato, proprio in quell’anno, non fece eccezione
Coesistevano dunque nella Cassa Rurale più anime: una religiosa che fu inizialmente fattore decisivo per la sua costituzione; una “affaristica”, rappresentata da braccianti e piccoli proprietari, che vedeva di buon occhio un’attività che si potesse opporre alla presenza socialista; infine un’anima popolare (coloni e artigiani) che considerava di particolare importanza la lotta all’usura nelle campagne e il finanziamento ai ceti altrimenti esclusi dal credito.

Il benemerito parroco don Venturi venne a mancare nel 1925, lasciando tutte le proprie sostanze all’asilo parrocchiale. Fu chiamato a sostituirlo don Ercole Roda, che divenne l’anima trainante della Cassa Rurale dal primo dopoguerra ai primi anni Settanta, riuscendo a destreggiarsi abilmente anche nel periodo del fascismo e nel tragico momento dell’assassinio di Guerino Ariatti, presidente della Cassa dal 1916 al 1944.
Seppur con alterne vicende, che risentivano degli avvenimenti nazionali, la Cassa Rurale andò rafforzandosi: i prestiti passarono dalle 800 lire del 1906 alle 281.400 del 1947; analoga fu la crescita dei depositi, che passarono dalle 2.287 lire del 1906 alle 463.239 del 1936.libro soci 1906_pic

Nel dopoguerra si andò verso lo sviluppo dell’attività bancaria modernamente intesa: con il nuovo impiegato Giuseppe Lelli, assunto nel 1960 e poi direttore generale fino al 2000, la Cassa si trasferì in un nuovo locale, assicurando l’apertura la mattina ad Argelato e il pomeriggio a Funo, che proprio in quegli anni iniziava a svilupparsi.
La concorrenza delle altre banche, anche di maggiori dimensioni, era sentita, ma il rapporto di confidenza, fiducia e attenzione alle esigenze del cliente ha consentito alla Cassa Rurale di Argelato di superare i momenti di difficoltà, quando le persone si allontanavano dal mondo del credito per timori e sospetti.


Il 29 ottobre 1962 venne ufficialmente aperta la filiale di Funo, nel 1973 ci fu la fusione con la Cassa Rurale Artigiana di San Marino di Bentivoglio e nei decenni seguenti vennero aperte nuove filiali a Castel Maggiore e San Pietro in Casale, creando i presupposti per i successivi accorpamenti che avrebbero portato, sotto la presidenza di Ruggero Marani, ad Emil Banca: BCC di Borgo Panigale (21 maggio 1995) e BCC di Sala Bolognese (1996).

Un omaggio alla vita delle Valli Bolognesi

Interventi, interviste ed immagini per celebrare un territorio che anche per l’Unesco è davvero speciale e da tutelare.

Un cervo adulto

Un cervo adulto

Da qualche settimana è in distribuzione il numero 28 di Nelle Valli bolognesi e in Pianura, la rivista e ideata e realizzata da Emil Banca, in collaborazione con AppenninoSlow, per promuovere il proprio territorio d’appartenenza, che in questo primo numero del 2016 presenta 10 pagine interamente dedicate alla natura della montagne e della pianura che circondano Bologna.

Grazie alle splendide immagini di Antonio Iannibelli (in copertina la foto di una faina, piccolo e raro abitante dell’Appennino) e William Vivarelli, alla competenza degli operatori della polizia provinciale e ai tecnici di Regione, Comuni e Città Metropolitana, si può avere un quadro esaustivo dello stato di salute del nostro territorio e una fotografia di come è cambiato negli ultimi anni, soprattutto in riferimento all’arrivo, o al ritorno, di tante specie animali. Lupo e ungulati in testa.

La copertina dell'ultimo numero

La copertina dell’ultimo numero

Tra le 56 pagine della rivista, tutte a colori, non mancano storie, leggende, tradizioni e tanti consigli per non perdere gli appuntamenti più interessanti del bolognese.

Prosegue, passando da Castel dei Britti, Bazzano e sconfinando fino a Voghera (nel ferrarese) il tour, iniziato qualche numero fa, tra i castelli del bolognese. 
La rivista è in distribuzione gratuita negli Urp, nelle biblioteche e in circa 150 punti di ritrovo sparsi sul territorio. Si può trovare anche in tutte le filiali Emil Banca o sfogliare in pdf sul sito della banca.

Chi non vuole perdersi nemmeno una pagina e desidera riceverla casa può abbonarsi, contattando AppenninoSlow (info@appenninoslow.it), al costo di 20 euro all’anno.