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Focus famiglia. La differenza dello stile educativo materno e paterno

L’esperienza e la professionalità del dott. Osvaldo Poli ancora protagonisti a Bologna in un incontro dedicato ad approfondire i tanti aspetti del delicato tema dell’educazione dei figli organizzato dal Comitato Soci Emil Banca di San Donato.

Appare urgente ritrovare le ragioni per apprezzare la sensibilità maschile nell’educazione dei figli , riscoprendo l’utilità e la bellezza del modo paterno di porsi in relazione con essi.  Mentre il codice materno , che ispira profondamente il sentire femminile tende a proteggere il figlio dal dolore , dai fallimenti e dalle fatiche della vita, il codice paterno tende a incoraggiarlo ad accettarle e superarle, a non nascondersi, a non evitarle, a non averne paura.
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L’amore del padre  chiede al figlio di rinunciare coraggiosamente agli aspetti più immaturi  della sua personalità , ‘sacrificando’  l’indolenza , le piccole furbizie e gli espedienti  , il preferire sempre la via  più comoda , alla tendenza a fare solo ciò che è piacevole , facile , ad avere una scusa sempre pronta.
Lo incoraggia chiedendogli  qualcosa di spiacevole ma che lo rende migliore ,  che lo fa diventare ‘grande’ psicologicamente e moralmente, rinunciando alla pretesa di  far diventare vero solo ciò che gli piace  e giusto ciò che gli conviene.
Il modo di amare maschile è difficile da capire e da apprezzare proprio perché non è disgiunto dal dolore. Il segno del padre è la ferita.

Partendo da questa riflessione il noto psicologo e psicoterapeuta, esperto di problematiche educative, Osvaldo Poli affronterà il tema “La differenza dello stile educativo materno e paterno” per evidenziarne gli aspetti peculiari e valorizzare, per ciascuna modalità, gli elementi che concorrono a creare bambini più sereni e pronti ad affrontare la crescita.

L’incontro è in programma il 12 ottobre alle 20.45 al Cinema Perla (via S. Donato 38, Bologna)
Per partecipare è richiesta la prenotazione. Nel corso della serata saranno raccolti contributi di solidarietà interamente devoluti a favore della Fondazione Ant Italia.

Eventbrite - La differenza dello stile educativo materno e paterno

La vita non è un colpo di fortuna: diciamo no al gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo è uno degli ambiti che le linee guida sul credito della nostra Banca escludono dai finanziamenti, perché non compatibile con i principi di eticità cui ci ispiriamo.
Riteniamo infatti che il gioco d’azzardo costituisca un’attività non etica ed antieconomica, particolarmente dannosa per la società, con ripercussioni drammatiche, a livello economico, psicologico e sociale che colpiscono non solo le persone che ne dipendono ed i loro familiari, ma interi territori e comunità.

 Per questo non favoriamo attraverso il credito lo sviluppo ed il radicamento di questo tipo di attività che siamo convinti impoveriscano le nostre comunità  e ostacolino la crescita di un benessere diffuso. Sosteniamo invece iniziative che creino consapevolezza sugli effetti individuali e sociali delle ludopatie ed individuino,  a diversi livelli, soluzioni per contrastare il gioco d’azzardo, tanto come fenomeno individuale quanto di massa.

Tra queste rientra il convegno “La vita non è un colpo di fortuna” organizzato dall’Istituto Petroniano  Studi Sociali Emilia Romagna in collaborazione con la Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro e l’Istituto Veritatis Splendor, che confrontarsi sul tema rappresentanti delle istituzioni locali, di varie organizzazioni non profit che si occupano di marginalità e fragilità sociali accanto a psicologi, sociologi e medici psichiatri (qui è possibile scaricare il pdf con il programma della giornata ed i temi degli interventi).

L’incontro, a cui interverrà anche il Ministro della Salute Renato Balduzzi, costituisce un importante occasione di riflessione comune  sul fenomeno sociale del gioco d’azzardo e sulle possibili implicazioni sotto diversi punti di vista  (medico, psicologico, giuridico, economico, sociologico, etico…)ed ha l’obiettivo di promuovere, da un lato, una presa di coscienza e di responsabilità tanto nelle istituzioni quanto nella società civile, dall’altro di sollecitare impegni di prevenzione e di cura in una prospettiva di aiuto alle persone.

Il convengo si svolgerà il 26 gennaio, dalle 9.00 alle 16.30, a Bologna presso la sede dell’Istituto Veritatis Splendor (via Riva di Reno 57) . La partecipazione è gratuita ma è obbligatoria l’iscrizione contattando la segreteria organizzativa: 051.227200 – ipsser@libero.it.

Per le stesse ragioni, abbiamo aderito alla petizione “No Slot”   lanciata lo scorso dicembre dal magazine VITA; la campagna ha l’obiettivo di creare maggiore consapevolezza della gravità del problema e, attraverso la mobilitazione popolare, far pressione sulle istituzioni, a tutti i livelli,  richiamandone l’impegno per arginare la diffusione del gioco d’azzardo (on line e nei diversi luoghi del territorio che sta occupando)  ed intervenire con una normativa che regoli e limiti in maniera significativa l’attività e le sue modalità di fruizione (leggi qui il manifesto ed aderisci qui).

Il gioco d’azzardo, grazie alla diffusione sul territorio e alla pervasività delle occasioni di fruizione, ormai dilaganti anche su internet ed accessibili da smartphone, è di fatto un fenomeno di massa che priva milioni di persone, in particolare le più fragili e deboli, dei loro risparmi e della loro dignità, crea situazioni debitorie insostenibili, getta nelle mani di delinquenti senza scrupoli migliaia di famiglie. È un acceleratore di povertà che non produce ricchezza per la comunità ma la sposta, purtroppo spesso, nelle mani delle organizzazioni  mafiose che in Italia gestiscono  il redditizio settore del gioco on ed offline.
Noi ribadiamo il nostro convinto no alla crescente istituzionalizzazione di questo tipo di attività che sollecita le persone ad affidare la propria vita all’illusoria speranza che la ruota della fortuna giri per loro.

 

 

 

 

 

La cultura del risparmio si semina a scuola

Dal 1924, ogni anno, il 31 ottobre la Giornata Mondiale del Risparmio richiama la riflessione su un comportamento individuale, ma anche sociale, nella gestione delle risorse finanziarie prodotte o di cui si dispone e e sulle relative conseguenze delle scelte effettuate.

Prendendo spunto da questa giornata, abbiamo attivato un progetto “pilota” di rieducazione al risparmio che sperimenteremo con le classi delle tre scuole medie di Bologna e provincia coinvolte nel nostro progetto di educazione cooperativa Che facciamo, cooperiamo? per poi portarlo anche in altri istituti del territorio.
A
ttraverso varie attività educative e didattiche, realizzate nel corso dell’intero anno scolastico, con la collaborazione dei professori, cercheremo di stimolare i ragazzi a ragionare sul valore dei soldi e sulla regola che il miglior investimento è il risparmio (per realizzare un progetto futuro più importante, per superare un momento di difficoltà, ecc.).
L’obiettivo è quello da un lato di fargli riscoprire l’importanza un atteggiamento oculato ma positivo che le nuove generazioni, sull’esempio di genitori ed adulti in genere, stanno perdendo. Allo stesso tempo vogliamo iniziare a far capire ai giovani il potere che hanno in mano nel momento in cui hanno dei risparmi e come, scegliendo di investirli in un modo piuttosto che in un’altro possono esprimere un vero e proprio voto, ovvero premiare ciò che si ritiene buono (per se o per gli altri) o penalizzare ciò si ritiene non positivo.

I dati ci dicono che le persone fanno sempre più fatica a risparmiare:  solo il 28% degli italiani dichiara di esser riuscito nel 2011 ad accantonare parte del reddito prodotto e, nonostante il nostro Paese sia sempre stato caratterizzato da una forte propensione al risparmio, la tendenza dell’ultimo triennio vede diminuire significativamente tale percentuale (sondaggio Ipsos 2012 realizzato per ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio)

Quello che le statistiche non ci dicono però, salvo riportarlo come causa della crisi e della contrazione dei redditi familiari, è perché sta avvenendo questo; allo stesso modo non viene data nessuna informazione sugli aspetti qualitativi del risparmio, ovvero cosa sosteniamo con le nostre scelte?

Di fronte una società che, in generale, tende a consumare e bruciare risorse, anche finanziarie, e ad offrire  questo comportamento come modello da seguire, riportare l’attenzione sul tema del risparmio riprendendone significati e valori originari sembra oggi particolarmente urgente.

Se è vero che questo quadro è frutto di un approccio culturale che non ha mai dato, nonostante le indicazioni costituzionali ( “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme “art. 47, primo comma), la giusta importanza ad un’educazione finanziaria che garantisse alle persone di sviluppare comportamenti consapevoli anche nella gestione del risparmio, forse occorre proprio ripartire dalla scuola.

Il tema della Giornata 2012 ci dice che “La sfida della ripresa poggia sul risparmio“; noi aggiungiamo che questa sfida si basa più che altro sulla cultura del risparmio e sulla consapevolezza del risparmiatore, tanto del valore del risparmio che delle scelte di investimento dello stesso, affinché si metta in moto una ripresa che vada nella direzione della sostenibilità, portandosi dietro l’affermazione di un nuovo paradigma economico,  sociale e culturale di riferimento.

Nelle prossime settimane avremo modo di vedere cosa ne pensano i nostri studenti e magari scopriremo che loro hanno già capito quale sia la strada da prendere.

1,2,3 in valigia cosa c’è?

Che cosa succederebbe se dovessimo partire per un luogo sperduto potendo portare con noi solo tre oggetti?
La risposta a questo quesito la si può trovare nei fumetti delle diciassette scuole elementari e medie di Bologna e provincia che, all’interno del Festival Internazionale del Fumetto BilBolBul, hanno partecipato alla V edizione del concorso promosso dal Hamelin in collaborazione con Emil Banca che come tema aveva propri “1,2,3 in valigia cosa c’è?“.

Il concorso a fumetti è stato preceduto da diversi incontri che gli operatori di Hamelin hanno tenuto nelle classi coinvolte per insegnare, prima di tutto, ai bambini il linguaggio dei fumetti.

Poi ai circa 500 ragazzi che hanno preso parte ai laboratori è stato chiesto di scrivere un breve racconto sul tema proposto, interpretandolo liberamente partendo però da alcuni punti fermi: ciascuno di loro doveva essere il protagonista della storia che raccontava e che doveva quindi narrare in prima persona; i ragazzi dovevano immaginare di partire da un giorno all’altro per un’isola deserta, potendo portare con sé solamente tre cose ritenute fondamentali per la sopravvivenza, pronti a vivere un’avventura fuori dal quotidiano.

Dopo la fase della scrittura, ciascun ragazzo ha realizzato una prima divisione del racconto in sequenze, per facilitare la visualizzazione delle scene da rappresentare a fumetti.

La bozza del fumetto è stata realizzata durante un ulteriore incontro con gli operatori di Hamelin ed il lavoro è stato poi finito in classe con gli insegnanti.

La premiazione delle classi che sono riuscite ad interpretare meglio il tema si terrà l’1 marzo alle 10.00 nella biblioteca di SalaBorsa a Bologna; tutte le opere prodotte saranno in mostra fino al 24 marzo in Cineteca a Bologna 

Oltre ad Hamelin ed Emil Banca, l’iniziativa ha visto la collaborazione della Provincia di Bologna e del Quartiere San Vitale e la partecipazione delle biblioteche comunali di Crespellano, Monte San Pietro, Borgo Panigale, Scandellara, di SalaBorsa Ragazzi e della Biblioteca Spina.

Cinema e Bioetica per i Mercoledì all’Università

Tre film per discutere sulla Bioetica del nascere. Si chiama Siamo dono o progetto?  la rassegna cinematografica che si terrà al Cinema Perla di Bologna  ( via San Donato 34 – Bologna), organizzata dal Centro Universitario Cattolico San Sigismondo, in collaborazione con Emil Banca, all’interno della nona edizione dei Mercoledì all’Università, che prevede le proiezioni di:
 

 
La custode di mia sorella, di Nick Cassavetes (2009) – mercoledì 26 ottobre ore 21 

L’amore imperfetto, di Giovanni Davide Maderna (2001) – mercoledì 2 novembre ore 21

Gattaca, di Andrew Niccol (1997) – mercoledì 9 novembre ore 21

I film verranno presentati da Gianni Zanarini, docente di Scienza e immagini presso la SISSA di Trieste, curatore del Ciclo, ed ognuno sarà commentato da un professore.  Pierluigi Lenzi, Professore dell’Alma Mater nell’Università di Bologna discuterà della prima è pellicola in programma. Gli altri film verranno commentati rispettivamente da don Giuseppe Scimé, docente di Patrologia presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e da Andrea Porcarelli, Docente di Filosofia presso l’Ateneo Domenicano di Bologna.

L’ingresso costa 3 euro

Scarica la locandina della rassegna

 Le scienze e le tecniche che fanno riferimento al nascere hanno modificato profondamente l’orizzonte delle decisioni possibili, e quindi l’orizzonte etico con riferimento al quale le decisioni vengono prese – spiegano gli organizzatori – Le indagini prenatali permettono infatti di conoscere molti aspetti importanti (patologici o giudicati tali) del feto, e quindi aprono una drammatica possibilità  di decidere che precedentemente era sconosciuta; la fecondazione assistita, addirittura, ha creato la tremenda prospettiva di scegliere tra embrioni diversi, anche in vista di ottenere neonati con caratteristiche tali da poter essere donatori per specifiche patologie; addirittura, appare sempre più possibile intervenire geneticamente sugli embrioni, e questo apre – almeno in prospettiva – uno spazio inaudito ai desideri dei genitori, ai quali la separazione tecnologica della procreazione dall’atto di amore rischia rende sempre più sfuocata l’immagine del figlio come dono, portando in primo piano quella de figlio come progetto. 
Il cinema, negli ultimi decenni, si è avvicinato a questi temi non già in termini argomentativi, ma – come è la sua caratteristica – raccontando storie. E alcune di queste storie verranno proposte nel Ciclo cinematografico che inizierà il 26 ottobre alle 20.30 al Cinema Perla. Ognuno di noi, identificandosi con i personaggi dei film, potrà porsi domande inquietanti ma anche profonde, capaci di aiutarci a comprendere la complessità ma anche l’ineludibilità delle scelte etiche.  Che cosa avrei fatto al suo posto? E perché? Che cosa significa decidere in nome dell’amore? Di che amore si tratta?

I film che verranno proiettati sono La custode di mia sorella, di Nick Cassavetes, del 2009; L’amore imperfetto, di Giovanni Davide Maderna, del 2001; Gattaca, di Andrew Niccol, del 1997. Si tratta di opere di grande interesse e intensità che (specialmente le prime due) sono passate quasi inosservate nel panorama cinematografico, e dunque meritano di venire riproposte.

La custode di mia sorella, che apre il Ciclo, tratta della procreazione di una bambina geneticamente compatibile con una sorella,affetta da una grave forma di leucemia: quale senso segreto, quali conseguenze, quali sordità, quali violenze implica questa decisione?
 
 

Centri estivi: cosa fare quando la scuola finisce?

Quando terminano le scuole ed iniziano per bambini e bambine le vacanze estive, per molti di essi viene anche il momento di un’esperienza diversa, da vivere presso i Centri estivi. Lo stare insieme, infatti, permette al bambino di crescere e di potersi confrontare con gli altri, anche al di fuori del contesto educativo scolastico.

Il centro estivo nasce, appunto, per supportare le esigenze dei genitori che lavorano e per mettere i bambini nelle condizioni di poter crescere insieme, divertendosi, facendo attività sportiva e ricreativa per tutti i mesi estivi, quando la scuola è “in vacanza”.

Qui giovani animatori – attraverso giochi, attività di gruppo e laboratoriali – propongono loro un modo differente di vivere il tempo e la città. I Centri estivi sono oggi diffusi in molte delle città d’Italia, non solo di grandi dimensioni; sono promossi generalmente dai Comuni che attivano risorse e competenze dell’associazionismo animativo.

Ma anche da realtà private. Emil Banca, a tal proposito, da qualche anno sostiene i propri soci offrendo loro la possibilità di iscirvere i propri figli presso alcune strutture convenzionate, con un buon risparmio.

Vediamone alcune:

Campo Estivo di Ginnastica artistica e Piscina 2011 “Virtus”: per bambini e bambine, di livello  principianti e avanzato, dai 6 agli 11 anni. La durata è settimanale, da lunedì a venerdì, e il periodo di soggiorno va dal 13 Giugno al 15 Luglio e oltre. Per maggiori informazioni clicca qui.

Campi ghironda… fra Arte e Natura: per bambini dai 3 ai 13 anni, dal 4 al 29 Luglio e dal 5 al 9 Settembre. Settimane giornaliere e residenziali dedicate all’approccio, alla propedeutica all’apprendimento e allo studio delle Arti con integrazioni didattiche di lingua inglese.  Per maggiori informazioni clicca qui.

Sicuramente un’estate diversa!

Idee da “Coopyright”

coopyrightUna ventata di allegria ed entusiamo è entrata in Banca grazie agli oltre 120 giovani studenti che si sono riuniti per scoprire il vincitore dell’edizione 2010 di Coopyright. Inventa una cooperativa, il concorso promosso dalle centrali cooperative provinciali Confcooperative e Lega Coop cui hanno partecipato 6 classi di istituti superiori di Bologna e provincia.

La tensione e  l’emozione iniziali si sono presto sciolte nelle risate dei ragazzi al rivedersi in video nel racconto del loro  avvicinamento al tema della cooperazione e nel percorso che ha portato alla nascita della loro originale idea di impresa cooperativa.

La classifica la diamo, per dovere di cronaca, ma chi davvero esce vincitore da questa competizione è senza dubbio la cooperazione: lo hanno detto i rappresentati delle diverse realtà ed istituzioni (anche non cooperative) rilevando come anche in un contesto di crisi  il mondo cooperativo ha saputo rimanere in piedi e mantenere vitale l’economia locale; lo hanno testimoniato i professori evidenziando quanto il modello di organizzazione del lavoro sia stato utile per far riscoprire ai ragazzi il valore del “noi” e la soddisfazione di ottenere insieme un risultato;  lo hanno dimostrato a tutti gli studenti con i loro progetti, con il modo in cui pian piano li hanno fatti nascere e prender sempre più la forma di una vera e propria impresa, con il modo in cui hanno saputo sostenerli tutti – fuor di competizione – con gli applausi durante il racconto.

La cooperazione fa bene alla scuola e agli studenti – e, in questo senso, Coopyright da un’ulteriore conferma a quanto già aveva evidenziato il progetto Che facciamo?… Cooperiamo? nelle medie – ma, in un ottica di perfetto scambio mutualisitco, la scuola e le idee fresche ed originali dei ragazzi fanno davvero bene al mondo della cooperazione.
E chi davvero crede nei suoi valori e nei suoi principi sa che l’apporto dell’energia, della creatvità e dell’impegno delle nuove generazioni è fondamentale per garantire un futuro a questa modalità davvero differente di fare impresa e di rendere realmente circolare e virtuosa l’economia.

Questa la classifica della terza edizione del concorso:
1° classificato: classe 3ª A dell’IPAA B. Ferrarini di Sasso Marconi “Re Verde”, progetto per una cooperativa di transizione scuola/lavoro fra studenti e insegnanti dell’Istituto, che opererebbe nel settore della manutenzione del verde, vendita di articoli per l’orticoltura e il giardinaggio, produzione e vendita di compost e realizzazione di percorsi didattici per le scuole.
2° classificato: classe 3ª F del Liceo Laura Bassi che ha ideato la cooperativa sociale “Isola che c’è” attiva nel campo dei servizi integrativi scolastici e post-scolastici per bambini e ragazzi di scuola prima e secondaria (primo ciclo).
– 3° classificato: classe 3ª AT dell’ITC Piercrescenzi – ITG Pacinotti che ha presentato “Re-Made”, cooperativa di produzione e lavoro costituta da tecnici e lavoratori specializzati operanti nel campo del riciclaggio dei materiali da demolizioni e costruzioni edili e dal recupero di inerti e materiali pericolosi.
– 4° classificato: classe 4ª AT dell’Istituto Malpighi di San Giovanni in Persiceto che ha progettato “Vivere nel Verde”, una cooperativa turistica che ha come oggetto la costruzione e gestione di un albergo ecologico e dei servizi ad essi correlati nella zona dell’Appennino Modenese.
– 5° classificato: classe 4ª DL dell’ITCS Rosa Luxemburg con il progetto di cooperativa agricola “Bio-Revoltuion” per la gestione boschiva e la manutenzione del verde nelle zone dell’Appennino Emiliano e successiva vendita delle materie prime per la produzione di energia pulita (biomasse).
– 6° classificato: classe 3ª Igea dell’ ITCS Salvemini di Casalecchio che ha ideato la cooperativa “La soluzione”, cooperativa sociale per la gestione di una struttura alberghiera per famigliari di persone ospedalizzate a Bologna ma provenienti da altre zone geografiche.

Ma per gli studenti dell’ ITCS R Luxemburg, del Pacinotti-Piercrescenzi e dell’Istituto Malpighi per cui la competizione continua. I loro elaborati, infatti, sono stati segnalati alla Rete Regionale Bellacoopia, concorso promosso da Legacoop Emilia-Romagna,  che nel corso della fiera Ecomondo di Rimini, assegnerà ulteriori premi ai lavori che più si saranno distinti nei diversi concorsi provinciali per le migliori caratteristiche di sostenibilità ambientale e/o di responsabilità sociale.

A loro va  un grande in bocca al lupo da Eblog!

, offrendo loro la possibilità di una formazione importante sia dal punto di vista umano che professionale.
Le sei scuole superiori partecipanti si sono cimentate nella stesura di un progetto d’impresa o di  ricerca, affiancate durante i mesi di elaborazione da esperti del settore

26 marzo 2010: leggere, leggere, leggere

libriSegnatevi la data: 26 marzo 2010. Poi prendete un libro. E preparatevi a donarlo a un illustre sconosciuto.

Follia? No. Solo un’iniziativa nata dal basso, sul blog Pensoscrivo, e che si sta diffondendo a macchia d’olio (c’è anche l’inevitabile gruppo su Facebook).

A cosa serve tutto ciò? A ricordare l’importanza della lettura, ma anche a trovare un modo più funzionale di fare bookcrossing, pratica che alcuni anni fa visse un vero e proprio boom e che consisteva nel lasciare un libro, appositamente etichettato, come regalo al passante successivo (ma siti di bookcrossing permettevano di segnalare i propri lasciti e quindi di creare anche una simpatica caccia al tesoro). E poi c’è un altro aspetto: rompere i muri dell’anonimato e dell’individualità, eretti verso tutte quelle persone che incontriamo per strada o in autobus.

Il gioco è simpatico, semplice e quindi con ottime possibilità di funzionare: insomma, perché non provare a farlo per davvero e diffondere l’iniziativa con il passaparola?

Play to stop: l’Europa giovane per il clima

playtostopLa campagna “Play to stop – Europe for Climate” viene lanciata dalla Commissione Europea assiama al canale musicale Mtv e ha l’obiettivo di coinvolgere per i prossimi sei mesi i giovani europei nella lotta contro i cambiamenti climatici. Mtv dedicherà il contenuto editoriale alla lotta contro i cambiamenti climatici producendo diversi programmi speciali, mentre i giovani saranno invitati a scambiarsi opinioni e dare il proprio contributo alla causa sul portale dell’iniziativa: www.mtvplay4climate.eu.

Due gli obiettivi che si pone la campagna: informare i giovani sulle conseguenze che potrebbe avere il mancato raggiungimento di un accordo alla conferenza di Copenaghen di dicembre e canalizzare la loro energia alla vigilia della conferenza per esercitare pressioni sui responsabili politici affinché trovino un’intesa.

“La conferenza di Copenaghen è probabilmente l’ultima occasione che abbiamo per affrontare questi cambiamenti prima che diventino incontrollabili – ha affermato il commissario europeo per l’ambiente Stavros Dimas. – Nel mondo vi è un’enorme attesa per il raggiungimento di un accordo e noi dobbiamo incoraggiare questo interesse. Eventi come “Play to Stop” sono fondamentali, perché i giovani costituiscono un gruppo di pressione estremamente significativo. Il loro messaggio ha un’importanza maggiore in quanto essi subiranno le conseguenze più serie di tali cambiamenti”.

Da una ricerca Eurobarometro condotta sulla popolazione europea nei confronti del problema del surriscaldamento globale, emerge intanto che i giovani sarebbero consapevoli della gravità del problema ma ancora poco attivi a riguardo. Essi ritengono infatti la questione ambientale un serio problema (la pongono al secondo posto a livello mondiale dopo la povertà); ma dai dati raccolti emerge che solo il 51% delle persone dai 15 ai 24 anni ha deciso di impegnarsi nella lotta contro il riscaldamento globale, la percentuale più bassa riscontrata per qualsiasi fascia d’età.

Il portale presenta contenuti molto ricchi, tra cui diversi video di YouTube che vi riproponiamo qui sotto: alcuni seri (come Serge Latouche che parla di decrescita felice), altri divertenti come i 5 modi per salvare il pianeta Terra assieme a un improbabile supereroe del quotidiano.

Le belle tasse (di cioccolato)

il-governoIl sindaco decide l’entità e le modalità delle tasse, e i contribuenti (quasi tutti) le pagano in ragione della loro ricchezza. Cosa c’è di strano? Che il sindaco è una bambina di 9 anni e le tasse sono versate in monete di cioccolato!

Si tratta de “Le belle tasse”, un simpatico gioco di ruolo sviluppato dal tributarista Franco Fichera alla Biennale della Democrazia di Torino con alcune classi elementari. I bambini sono stati divisi in vari ruoli (sindaco, esattori e contribuenti) e hanno sperimentato in prima persona cosa significa privarsi di una fetta di ricchezza privata in vista del bene comune.

Vivace la discussione sulle realtà a cui destinare i fondi (l’Abruzzo tra essi). Non sono mancati i contestatori (“ma come faccio a sapere che gli esattori non si mangiano le mie monete di cioccolato?!?”) e piccoli evasori in erba, che con la bocca piena e le mani impiastricciate di cioccolato affermavano goffamente di essere nullatenenti.

Abbiamo scovato le regole complete in un articolo su “L’indice della scuola”, a cura di Franco Fichera stesso: non dovrebbe essere difficile riproporre un’esperienza del genere per chiunque abbia a che fare con i bambini (ammesso ovviamente che si voglia insegnare una pratica così scandalosa e “diseducativa” come pagare le tasse…). Da consultare anche il servizio di La Stampa multimedia, il blog-report de L’Espresso e le audiointerviste di CittAgora, che dettagliano l’evento con curiosi “dietro le quinte” e schietti pareri da parte di questi piccoli cittadini alle prese con il sistema tributario.