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A scuola d’impresa in Europa

Contaminazioni imprenditoriali e mobilità transnazionale: un cocktail che il Progetto Erasmus per Giovani Imprenditori (EYE) finanziato dalla Commissione Europea può contribuire a trasformare in nuove imprese locali.

Tante sono le storie dei giovani che hanno partecipato a questo scambio virtuoso.
Per esempio, quella  Stefano, laurea in ingegneria, ospite di studio londinese che ha offerto l’esperienza necessaria per avviare la sua cooperativa- Res- settore energie rinnovabili, insegnandogli che oltre al saper fare è importante anche la capacità di comunicare il proprio lavoro. O quella di Matteo, 43 anni, che sempre a Londra si è riuscito a formare nell’impact investing- investimenti finalizzati a creare positivo impatto sociale- o ancora di Giuseppe, che ha deciso di rilevare l’azienda agricola di famiglia trasformandola in chiave bio grazie al tirocinio presso un’azienda agrituristica di Cipro.

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Aster – società consortile della Regione Emilia Romagna per l’innovazione e il trasferimento tecnologico – è una delle organizzazioni intermediarie del Progetto che offre la possibilità ad aspiranti o neo imprenditori – senza limiti di età – di trascorrere un periodo da 1 a 6 mesi presso un’impresa con sede in uno dei Paesi Europei aderenti, durante il quale svolgere un vero tirocinio sul campo, con il mentoring di un imprenditore ospitante.

Nell’Ambito di una convenzione con la Federazione Emilia-Romagna dell Bcc, Emil Banca già collabora attivamente con Aster  per promuovere e sostenere la neo-imprenditorialità giovanile sul territorio regionale; la collaborazione si estende ora anche a questa iniziativa in linea con il passato impegno della Banca, con il Progetto Leonardo prima e successivamente con l’Erasmus Plus, per favorire la formazione in aziende europee dei giovani delle nostre comunità di appartenenza.

Per avviare la procedura di partecipazione è sufficiente inviare un CV euro pass con lettera di motivazione, un Business Plan ed un portfolio europeo delle lingue conosciute ad Aster scrivendo a open-eye@aster.it. Aster stessa valuterà le candidature in 2/3 settimane e, in caso di esito positivo, favorirà l’abbinamento e l’incontro con gli imprenditori ospitanti.

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La dimensione transazionale, la possibilità di creare e ampliare reti relazionali, la disponibilità di capitale tecnico e umano offerto dall’azienda ospitante, rappresentano un volano per dare concretezza ad un’idea di impresa già strutturata, ma che necessita di realizzarsi. A questo si aggiungono le innumerevoli opportunità che si possono costruire e individuare in base alle inclinazioni personali,

La proposta, inoltre, è molto interessante anche per imprenditori affermati del nostro territorio che vogliano condividere la propria esperienza di successo e magari sondare nuove collaborazioni oltralpe, rendendosi disponibili ad ospitare nella propria azienda un tirocinante straniero.

Tutte le informazioni sull’Erasmus per Giovani Imprenditori  sono disponibili sul sito del progetto www.open-eye.net e sul sito di Aster.

 

[Le immagini sono state prese qui]

 

 

Pan Onlus. Una villa e tanta attenzione ai deboli

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle imprese cooperative di nuova generazione nate dai percorsi di formazione, networking e affiancamento delle startup cooperative (in cui è coinvolta attivamente anche Emil Banca) che stanno ravvivando il tessuto economico del nostro territorio. Dopo aver conosciuto la Cooperativa sociale Ossigeno, partita con CoopUP Bologna, (ne abbiamo parlato qui) è la volta di Pan Onlus progetto d’impresa concretizzatosi all’interno di Imprendocoop Modena. Ecco come l’abbiamo presentata nell’ultimo numero della nostra rivista Notizie Emil Banca

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UNA VILLA E TANTA ATTENZIONE AI DEBOLI

La solidarietà e il sostegno a chi è in difficoltà sono i valori da cui sono partiti i ragazzi della Pan Onlus di Castelfranco Emilia, a Modena, che ha vinto il premio speciale Emil Banca alla seconda edizione di Imprendocoop, come miglior progetto presentato da una coop già attiva.

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Pan Onlus è una Cooperativa Sociale, nata nell’ottobre del 2015 dall’esperienza ventennale dei soci in ambito di politiche sociali e di sostegno al disagio, in grado di svolgere servizi socioassistenziali ed educativi, nonché servizi di inserimento lavorativo. Pan Onlus, si legge nel sito: “è un’Organizzazione No Profit che mira a dare risposte concrete ai bisogni espressi dalle fasce più deboli della comunità locale, tramite proposte di housing sociale e di formazione al lavoro, promuovendo l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e/o persone con handicap”.

Dopo aver ottenuto un finanziamento agevolato da Emil Banca, che anche quest’anno è tra i formatori di Imprendocoop, Pan Onlus, che oggi conta otto soci, è impegnata nella ristrutturazione di una villa a Castelfranco Emilia che consentirà di approntare 15 camere doppie e triple e due laboratori, integrati nella struttura: uno alimentare, l’altro creativo. “Questo –  spiegano dalla coop – permetterà a persone che hanno perso il lavoro e conseguentemente la casa di iniziare un nuovo cammino di vita, poiché si offrirà loro un alloggio a basso costo e la possibilità di apprendere un mestiere attraverso un percorso di formazione”.

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Anche per sostenere questo progetto, uno dei fondatori della cooperativa, l’ex atleta paraolimpico Andrea Mazzucchi, ha capitanato una spedizione/pellegrinaggio in bici (e nel suo caso in handbike) da Piumazzo al Vaticano a cui hanno partecipato i membri della comunità con il parroco Don Remo in prima fila. Oltre 420 km che significano voglia di stare insieme, voglia di impresa sportiva e voglia di aiutare la nascita e le attività della Cooperativa sociale che sarà punto di riferimento per le fasce deboli della popolazione del territorio di Castelfranco Emilia.

Andrea e Don Remo hanno più volte partecipato a pellegrinaggi a piedi e in bicicletta tra i quali il cammino di Santiago de Compostela. Al ritorno dal viaggio a San Pietro, i pellegrini hanno ricevuto l’abbraccio dell’intero paese, in occasione della festa di San Giacomo a cui è dedicata la parrocchia di Piumazzo.

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(Le immagini sono di Pan Onlus e di Imprendocoop)

Da CoopUp prende il volo una coop che ossigena la mente

Il tessuto imprenditoriale emiliano si sta arricchendo di nuove imprese cooperative nate dalle idee, spesso innovative, di giovani che hanno voluto mettersi in gioco in prima persona per costruire il proprio futuro lavorativo.  
Sono il frutto dei percorsi di formazione, networking e affiancamento delle startup cooperative CoopUP Bologna (promosso da Confcooperative Bologna, Irecoop, Kilowatt) e Imprendocoop Modena (promosso da Confcooperative Modena, Democenter, Unimore, Comune di Modena), che vedono coinvolta attivamente anche Emil Banca; progetti  nati con l’obiettivo di aiutare le idee dei giovani a farsi impresa unendo le forze in forma cooperativa e di sostenerne la crescita. 
Iniziamo a conoscere alcune di queste vivaci realtà che contribuiscono dare nuova linfa all’economia locale e a produrre valore sociale sul territorio partendo dalla Cooperativa Sociale Ossigeno, presentata nell’ultimo numero della nostra rivista Notizie Emil Banca

 

LA COOP CHE OSSIGENA LA MENTE

Le meraviglie del mondo come antidoto ai pregiudizi e sprone per aprire la mente, “per darle ossigeno”. Sono partiti da questa convinzione i giovani scienziati di Ossigeno  che, dopo aver seguito la prima edizione del percorso formativo CoopUp hanno deciso di mettersi in gioco aprendo una cooperativa “per rendere i giovani capaci di operare in maniera consapevole nel mondo di oggi e soprattutto di domani”.

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Alla fine del percorso formativo sulle start up cooperative, un gruppo di divulgatori ed educatori con alle spalle una forte esperienza nella diffusione della cultura scientifica e artistica ha trovato gli strumenti necessari per trasformare una bella idea in una vera attività imprenditoriale.

14317462_1260240040653340_7901754844709843586_nDa circa un anno la Cooperativa Ossigeno offre servizi di divulgazione scientifica e comunicazione culturale per il pubblico, attività educative e percorsi di apprendimento specifici per ogni età dello sviluppo, dai nidi d’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado.
Crediamo che l’arte, la scienza e la cultura non siano eredità esangui da custodire nelle teche dei musei ma sapere vivo e vitale, capace di catturare, coinvolgere e appassionare: in una parola ‘ispirare’ tutti coloro che si approcciano ad esse, senza limiti di età o di formazione”, scrivono i ragazzi sul sito della cooperativa.

Attraverso l’utilizzo di laureandi, laureati, o dottorati in discipline scientifiche o umanistiche, con precisa esperienza nella divulgazione, Ossigeno ha studiato percorsi formativi per bambini dai tre fino ai dieci anni, per scuole dell’infanzia o primarie, e progetti speciali come la mostra/laboratorio sui Labirinti di luce in cui si esplorano la riflessione, la rifrazione e i “trucchi” ottici che può generare; o ancora come lo spettacolo/laboratorio La Principessa sui legumi nel quale, attraverso una narrazione animata e un’attività sperimentale, i bambini faranno conoscenza con diversi tipi di legumi che la capricciosa e pigra protagonista, mollemente adagiata su una pila di materassi, confonderà continuamente con alimenti a lei ben più familiari, come caramelle, liquirizie, praline e dolciumi in genere, in un costante e crescente gioco degli equivoci.

Per approfondire lo stile educativo della cooperativa si può consultare il bel sito cooperativaossigeno.it dove sono presenti anche tutti i servizi offerti, compresa l’organizzazione di interessantissime feste di compleanno e l’attività di recupero e riqualificazione dei laboratori didattici delle scuole, di ogni ordine e grado, inclusa la stesura di schede di attività e suggerimenti di utilizzo.

Microcredito: iniezione di fiducia per persone non bancabili e giovani

Sono oltre 500 le persone non bancabili che grazie al microcredito, dal 2009 – anno di avvio dei progetti di Emil Banca in partnership con  Enti Pubblici e associazioni – ad oggi, sono riuscite a non esser travolte da un momento di difficoltà temporanea.
Nel periodo in cui la crisi ha fatto sentire in maniera più acuta i propri effetti, questi piccoli prestiti messi a disposizione dalla nostra Bcc hanno permesso di far fronte a spese di prima necessità e dato ossigeno a tante famiglie della provincia di Bologna e Modena; persone alle quali nessun’altra banca avrebbe mai dato fiducia. 

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Accanto a loro, molti giovani che, esclusi da un mercato del lavoro in stallo, grazie alla fiducia data alle loro idee d’impresa – spesso innovative – hanno potuto prendere in mano il proprio futuro e dar vita a piccole attività che pian piano crescono e, oltre ad inserire altri ragazzi nel proprio organico, creano opportunità di formazione e networking per lo sviluppo dei progetti dei giovani.

Approfondiamo il tema del microcredito, con un focus sull’attività della nostra cooperativa di credito, attraverso l’articolo di Marcella Roberti (referente della Banca per questo servizio) pubblicato sull’ultimo numero della nostra rivista Notizie Emil Banca.

 

Quando Micro significa Fiducia

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una congiuntura economica senza precedenti che ha colpito alla base il nostro sistema socio-economico, comportando una contrazione dei posti di lavoro e riducendo le possibilità di sviluppo e crescita di moltissime imprese.

In questo contesto, la platea di persone e microimprese che non ottengono il credito tradizionale, perché non riescono a fornire garanzie adeguate, sta velocemente  aumentando. Il microcredito si sta dimostrando capace di fornire una valida alternativa alla crescente domanda di credito.

Ma che cos’è esattamente il microcredito? Un prestito piccolo, senza dubbio. Ma non solo. Il microcredito rappresenta la possibilità di avviare un’attività produttiva, la creazione di un lavoro che possa fornire risorse per interrompere il circolo della povertà.
È riuscire a pagare le utenze domestiche, l’affitto, le spese sanitarie. Microcredito significa dare fiducia a chi non possiede le capacità economico-patrimoniali per ottenere il credito ordinario, ma presenta comunque, se adeguatamente supportato, le potenzialità per il rimborso del prestito.

La fiducia è una risorsa rara – affermano dalla Federazione Nazionale delle Bcc – È una risorsa che aumenta con l’uso invece che esaurirsi. Dare fiducia alla persona, alle idee, ai progetti è alla base dell’intuizione della banca cooperativa locale. La fiducia è contagiosa. E se la banca dà fiducia, tutta la comunità ne giova. Allora la fiducia si moltiplica, la voglia di fare e di impegnarsi per cose positive cresce.

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Emil Banca, da sempre, è attenta ai bisogni dei singoli, delle famiglie, delle imprese e promuove progetti di microcredito che vedono la partecipazione attiva di enti pubblici e privati del territorio sviluppando così quelle sinergie con le comunità locali che permettono di amplificarne gli effetti positivi.
Dunque, per Emil Banca 465 (il totale dei microcrediti sociali erogati dall’inizio dell’attività a Bologna) non è un semplice numero. Sono le storie di centinaia di famiglie che, grazie all’erogazione di quasi un milione di euro, sono riuscite a far fronte a spese di prima necessità come il pagamento dell’affitto, dell’abbonamento dell’autobus per andare a lavorare o per mandare i propri figli a scuola.
Anche nel corso del 2016 Emil Banca ha continuato ad investire in questo settore e a promuovere due importanti progetti di microcredito sociale. Il primo è il microcredito per la casa che, in partnership con il Comune di Bologna, l’ASP Città di Bologna e l’AUSEER Bologna è finalizzato a sostenere spese legate all’alloggio (affitti, caparre, utenze, spese di messa a norma/adeguamento impianti, ecc…).
L’altro è il progetto di Microcredito alla persona portato avanti in partnership con l’Arcidiocesi di Modena e di Nonantola e con l’associazione Progetto Insieme Onlus. Il progetto si rivolge a chi vive situazioni di sovra indebitamento, drastico calo delle entrate familiari e difficile accesso al credito.

Il perdurare della crisi economica e il peggioramento degli indicatori di disoccupazione, specie quella giovanile, hanno reso necessario integrare i progetti di microcredito sociale con quelli finalizzati all’avvio o allo sviluppo di attività di impresa.
Nel corso del 2016 è stata rinnovata la convenzione con l’associazione di promozione sociale Fare Lavoro.
I destinatari dell’iniziativa sono giovani che, dopo aver fatto esperienze come lavoratori dipendenti o non essere riusciti a farle, hanno una forte motivazione ad avviare un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa. L’associazione, composta da imprenditori, consulenti, liberi professionisti ed artigiani, svolge la sua attività offrendo ai giovani potenziali imprenditori consulenza, tutoraggio e accompagnamento, favorendone anche l’accesso al credito. 174 mila euro, anche in questo caso, non rappresentano solo un importo ma le concrete opportunità che Emil Banca ha dato a dieci giovani microimprenditori per realizzare la loro idea di impresa. Sono dieci incredibili storie che raccontano il coraggio e la grande voglia di farcela che anima questi giovani, motivati da un ottimismo concreto e quotidiano.

Questi numeri sembrano poca cosa se inseriti nello scenario in cui versa oggi il nostro Paese. Senza dubbio c’è ancora molta strada da fare affinché il microcredito possa esprimere a pieno la sua portata rivoluzionaria e assicurare l’accesso al credito e all’iniziativa economica. Il ruolo delle Banche Cooperative nello sviluppo di questo strumento è cruciale. Il loro coinvolgimento in questo segmento è un fatto naturale, data la configurazione istituzionale e la mission: inclusione finanziaria di individui altrimenti tagliati fuori dai grandi circuiti bancari, lotta all’usura imperante, capacità di ascolto e di vicinanza alle istanze locali.
Oggi le BCC sono il primo erogatore di microcrediti sociali (tra il 2004 e il 2013 sono stati erogati 75,3M€ a circa 8.000 famiglie) e il secondo di quelli produttivi (55,7M€ concessi a 3.740 imprese).
Il sostegno finanziario che si attua attraverso il microcredito, riveste sempre più un’importante leva non solo nella lotta alla povertà ma anche nello sviluppo di nuove opportunità di investimento e di nuove attività micro-imprenditoriali, stimolando l’attività produttiva e la dignità delle persone che ne usufruiscono e sostenendo la fiducia nelle loro potenzialità e in quelle dei loro progetti. In tal senso il microcredito rappresenta non solo un orientamento etico-sociale, ma anche uno strumento in grado di generare profitti e di sostenere lo sviluppo economico.

Credito vuol dire fiducia! E di fiducia, in questi tempi, ce n’è grande bisogno, perché dalla fiducia, e dunque anche dal microcredito, riparte l’Italia.

Talent Day Emil Banca: i consigli dei direttori del personale ai giovani

Sul curriculum devo metterci proprio tutte le esperienze? Di quante pagine dovrebbe essere composto?
Quali sono le competenze che si notano di più al colloquio di lavoro? Quanto contano le lingue straniere?
Quanta importanza si da all’esperienza all’estero? Quanto sono appetibili oggi le materie umanistiche?
C’è un’età limite per stabilire cosa si vuol fare nella vita?

Sono alcune delle domande che si pongono i giovani che, terminati gli studi, si trovano spesso spaesati e senza riferimenti alle prese con la ricerca di occupazione.

Per rispondere a questi dubbi e aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al mondo del lavoro in modo più consapevole, fornendo strumenti utili ad avviare il proprio percorso professionale, lo scorso 17 Maggio, insieme al nostro partner HRC Academy (community dei Direttori del Personale delle principali aziende italiane e multinazionali),  abbiamo organizzato il Talent Day Emil Banca.

Talent Day

La giornata di orientamento formativo è stata offerta a 60 nostri giovani soci, figli di soci e di dipendenti della Banca in procinto di entrare nel mercato del lavoro che hanno avuto l’opportunità di partecipare a diversi moduli formativi e sessioni pratiche e di entrare in contatto direttamente con i manager delle Risorse Umane che hanno fatto da testimonial al nostro Talent Day:  Silvia Nardini (Emerson Process Management), Gianmarco Pinto (Gruppo la Perla), Chiara Sonaglioni e Lucia Ghirardini (Lamborghini), Chiara Malferrari (Datalogic), Stefano Savini (Emil Banca).

Per chi non ha potuto partecipare all’evento ecco i consigli di alcuni dei testimonial che sono stati con noi in questa giornata.

 

Questo invece è il video con i commenti dei ragazzi che hanno partecipato alla giornata

Guarda il servizio integrale di TRC News
Guarda le foto dell’evento sulla pagina Facebook di Emil Banca

Set Up ArtFair: scopri, vota e vinci l’arte con Emil Banca

Quella che si terrà il prossimo fine settimana a Bologna sarà la quarta edizione di Set Up Contemporary ArtFair, la fiera d’arte, giovane ed indipendente, che si tiene come da tradizione negli spazi dell’autostazione in contemporanea con la più istituzionale Arte Fiera.

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La vincitrice del concorso Emil Banca Setup 2015 (a destra) riceve il premio direttamente dalle mani dell’artista che l’ha creato.

Emil Banca, che ha confermato il proprio sostegno all’evento condividendo gli obiettivi degli organizzatori,  come per la passata edizione organizza un concorso coinvolgendo una giuria popolare che decreterà l’artista vincitore del “Premio Emil Banca Set Up 2016“.
Ne faranno parte tutti i visitatori della fiera che, il 29 e 30 gennaio (fino alla chiusura), potranno esprimere il proprio giudizio sulle opere segnalate per il Premio.
Le cartoline compilate e riposte nelle urne dislocate all’interno degli spazi espositivi permetteranno a un votante di aggiudicarsi l’opera dell’artista vincitore del premio, che verrà acquisita e consegnata dalla nostra Bcc. L’estrazione è in programma domenica 31 gennaio.

In più quest’anno Emil Banca, per promuovere la fruizione e la condivisione dell’evento,  regalerà sui social anche dei biglietti d’ingresso (dal valore di 5 euro) e cataloghi della fiera.
Per ricevere un biglietto gratuito (assegnati in ordine di arrivo delle richieste fino ad esaurimento) basterà richiederlo sulla pagina Facebook della Banca commentando i post che parlano della fiera entro le 16.00 di giovedì 28 gennaio .
I cataloghi invece saranno regalati su Instagram ai primi che condivideranno una foto di una delle opere esposte  utilizzando l’hashtag #Emilbancasetup16 e taggando @emilbanca con un messaggio che inviti i propri follower a scoprire l’arte (assegnati in ordine di pubblicazione, rispettando i criteri indicati, fino ad esaurimento).

L'opera più votata nel 2015

L’opera più votata nel 2015

Tante le novità di questa edizione,  aperta dal 29 al 31 gennaio, che si annuncia ancora più grande ed interessante rispetto a quelle del pur splendente passato.
Le gallerie presenti sono passate dalle 23 del 2013 a 44, di cui otto arrivano da oltre confine, Londra e New York comprese; in calendario ci sono 14 progetti speciali e un ricco programma culturale, con 19 conferenze e ben 45 relatori, che spazierà dal cibo al cinema.

Oltre che nei numeri, Set Up Fair cresce negli spazi e quest’anno andrà ad occupare anche il grande atrio dell’Autostazione, già contaminato dagli artisti e dai colori della fiera. Qui, passeggeri e amanti dell’arte si confonderanno attorno all’Area Talk dove si terranno premiazioni, conferenze e spettacoli (tutti gratuiti).

Un’appuntamento culturale che punta quindi a divenire, da un lato,  trampolino di lancio per i giovani artisti e, dall’altro, luogo capace di avvicinare un pubblico sempre più ampio e variegato all’arte.

 

 

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Per informazioni più dettagliate e sul programma degli eventi: http://www.setupcontemporaryart.com/2016/

Gli spazi d’arte si aprono ai giovani talenti di Setup Art Fair

Tommaso Santucci, vincitore del “Premio Emil Banca Setup” assegnato dalla giuria popolare a Setup Art Fair 2015, è l’artista protagonista della mostra personale “ Non credo di essere solo ma a volte mi capita di sentirmici” che si inaugura il 15 ottobre a Bologna, negli spazi d’arte di Emil Banca.

L’opera del giovane artista toscano, da cui è tratto il titolo della mostra, è stata la più votata dal pubblico della kermesse fieristica dedicata alla nuova generazione di talenti aggiudicandosi il riconoscimento lanciato da Emil Banca con l’obiettivo di sostenere l’arte e valorizzare i giovani protagonisti della scena artistica contemporanea.
Un’iniziativa che si affianca ad un impegno più generale della banca nella valorizzazione del patrimonio artistico presente sul territorio e nella promozione di una fruizione più diffusa dell’arte.

La vittoria del premio porta Tommaso Santucci nuovamente a Bologna per presentare un repertorio più ampio delle sue creazioni in cui esprime e riprone alla sua maniera il proprio vissuto “una sorta di personale diario emozionale, scritto e disegnato, in composizioni con multimateriale e tele autocostruite“.
In mostra saranno presentati una decina di “Assemblaggi”, composizioni caratteristiche del lavoro artistico di Tommaso Santucci: object trouvé, piccole tele, cubi, schizzi a biro, segni, simboli e piccole icone composte su supporto ligneo.

In occasione dell’inaugurazione, in programma il 15 Ottobre alle 18.00, la Galleria “Francesca Sensi Arte” (che ha presentato l’artista) e la Direzione di SetUp Art Fair daranno vita ad un incontro di collezionisti, critici e giornalisti  nello “Spazio d’Arte” in cui da anni Emil Banca ospita artisti storici bolognesi e mostre di grande rilievo.

La mostra, ad ingresso gratuito rimarra aperta fino al 29 Ottobre e si potrà visitare negli orari di apertura al pubblico della sede ((lunven. 8.20/13 – 14,30/17)

A lezione di buona impresa con i giovani talenti del nostro Paese

Cinque startup ed imprese già avviate, cinque belle storie accomunate non solo da un percorso di successo, che ha portato la loro idea a concretizzarsi, ma anche da una visione sociale dell’imprenditore, che deve farsi carico di altre responsabilità ed impegni oltre a quello di far crescere il proprio business.

A raccontarle Davide Dattoli, Livio Valenti, Agnese Agrizzi, Francesco Giberti, Sara Roversi e Andrea Magelli, giovani e brillanti menti italiane che hanno messo la loro esperienza a disposizione di una platea di oltre 400 giovani, offrendo spunti di riflessione e consigli utili non solo a chi vorrebbe costruirsi un futuro lavorativo autonomo.

 

Questo è stato quanto abbiamo voluto condividere, lo scorso 26 aprile, attraverso “Emil Banca Anniversary Event“, la serata organizzata per celebrare i nostri 120 anni di attività insieme ai giovani del territorio.
Un’occasione pensata per farli incontrare tra di loro e, attraverso le testimonianze di altri coetanei che hanno saputo affermarsi, offrire stimoli per riflettere sui propri progetti per il futuro. Un modo per far vedere che c’è spazio per i giovani che hanno passione, credono nelle proprie idee ed investono in loro stessi formandosi, mettendosi in relazione con altri, aprendosi alle esperienze e alle contaminazioni.

Qui riportiamo gli interventi che le “beautiful minds” hanno fatto nel corso della serata, presentata da Federico Russo, e la chiusura del nostro Direttore Generale.

Davide Dattoli a soli 24 anni ha creato Talent Garden la più grande rete europea di spazi di coworking, ci ha raccontato perchè è bene che i talenti stiano vicini e si contaminino tra loro.

Livio Valenti ricercatore ad Harvard, eletto da Forbes tra gli under 30 più influenti, dopo un’esperienza all’ONU ha fondato la startup Vaxess Technologies  che sviluppa vaccini conservabili senza refrigerazione. Nel suo intervento ha fatto vedere come creando link tra esperienze e sollecitazioni diverse può nascere un’idea capace di migliorare la vita delle persone e, addirittura salvarla.

Agnese Agrizzi, con la sua IdeaGinger ha diretto la prima campagna di civic crowdfunding italiana, contribuendo a salvare il portico di San Luca di Bologna; con il suo intervento ci ha fatto scoprire questa innovativa modalità di raccolta fondi che permette a chiunque di realizzare un proprio progetto mettendolo in rete e facendolo diventare un po’ di qualcuno altro, che ci crede ed è disposto a sostenerlo.

Francesco Giberti è l’ideatore di My Foody, una app contro lo spreco alimentare che ha ottenuto il patrocinio di Expo2015 per partecipare al Web Summit di Dublino. Il suo invito è a provare a realizzare la nostra idea, senza lascirsi spaventare da u eventulae fallimento, perchè l’importante è l’esperienza ed il percorso, a prescindere dal risultato.

Sara Roversi e Andrea Magelli, coppia bolognese nel lavoro e nella vita, spaziano dal food al digital portando nel mondo format di successo; in pochi hanno hanno creato You Can Group cui fanno capo venti imprese. Due interventi che compementari che hanno messo in luce le caratteristiche, umane ed imprenditoriali, che è fondamentale sviluppare per dare futuro alla propria impresa e farla crescere.

Il nostro Direttore Daniele Ravaglia, conclude la prima parte della serata evidenziando gli elementi comuni di queste storie esemplari di giovani imprenditori, capaci di emozionare e di costruire futuro pensando anche al benessere delle comunità e del territorio.

I nostri giovani a Manchester a scoprire il mondo della cooperazione inglese

Nella prima settimana di marzo 30 giovani collaboratori, soci e clienti delle Bcc dell’Emilia Romagna grazie al progetto “A co-operative experience: incontrare la cooperazione nel Regno Unito” avranno l’opportunità di immergersi nel mondo cooperativo oltre Manica  per conoscerne la storia e le caratteristiche specifiche.

L’iniziativa, cofinanziata dal programma Leonardo, nasce con l’obiettivo di far vivere in prima persona a giovani interessati alla cooperazione  un confronto con buone prassi a livello europeo, per far sì che si facciano portavoce di quanto vissuto all’interno delle proprie organizzazioni e  comunità di appartenenza. In particolare, questo percorso formativo è stato proposto dall’l’Associazione Giovani Banca di Cesena che ha trovato l’appoggio della Federazione Bcc Emilia-Romagna e di Accademia Bcc per coinvolgere altre realtà della cooperaizone di credito locale.

A cooperative experience: i nostri giovani si preparano prima della partenza con Uniser Forlì

La nostra Banca ha aderito all’invito e sarà presente con un nutrito gruppo di partecipanti composto da 7 dipendenti e 3 giovani soci e clienti.
I ragazzi, accompagnati dai partner del progetto dell’Uniser, che ha curato la selezione dei partecipanti e la loro formazione prima della partenza, vivranno un’esperienza formativa a 360 gradi che li porterà a Manchester, dove nel sobborgo di Rochdale 1844 nacque la prima vera cooperativa europea, ospiti del Cooperative College (scuola d’eccellenza dedicata alla formazione cooperativa). In questa città la cooperazione rappresenta ancora oggi un modello gestionale forte e radicato nei settori tradizionali (cooperazione di consumo, di credito, di produzione) che sta vivendo uno sviluppo nel settore dei servizi fornendo risposte innovative per la gestione di attività educative e sociali.

Proprio con la storia dei Pionieri di Rochdale, dal Rochdale Pioneers Museum, avrà inizio il loro tour alla scoperta del movimento cooperativo inglese.
Parteciperanno poi a dei workshop di approfondimento dei valori e dei principi cooperativi, della attualità del movimento cooperativo e delle caratteristiche, e faranno delle visite a diverse realtà imprenditoriali cooperative (Suma, Unicorn, Co-op Group store) e alla Chorlton High TBC, una scuola cooperitiva. Una giornata, inoltre, sarà dedicata a conoscere una banca cooperativa (The Co-operative Bank) per approfondire i diversi aspetti della cooperazione di credito locale.
Oltre che con le attività formative ed i lavori di gruppo, i partecipanti saranno impegnati nell’eleborazione di una presentazione interattiva che racconti questa settimana di full immersion con l’obiettivo di trasferire le conoscenze acquisite anche a chi non ha preso parte all’iniziativa.

A cooperative experience: i nostri giovani a manchester a scoprire le origini della cooperazione

Per farci sentire un partecipi della loro esperienza, i ragazzi della nostra delegazione ci terranno aggiornati attraverso i social, condividendo con noi alcuni momenti salienti del loro tour e i contenuti più interessanti tramessi durante le visite in azienda o negli incontri formativi.

Noi gli auguriamo un buon viaggio alla scoperta delle origini della cooperazione e, seguendoli a distanza, li attendiamo al ritorno certi che ci porteranno stimoli interessanti e nuovi su cui riflettere per arricchire le nostra cooperativa.

Le buone idee si fanno impresa con Imprendocoop

Un percorso formativo di alto livello, servizi  di assistenza e consulenza gratuiti e premi in denaro: questi in sintesi  gli elementi che caratterizzano “Imprendocoop – Idee cooperative di nuova generazione”  l’iniziativa rivolta a persone interessate a creare nuove cooperative in settori innovativi.

Il progetto è stato sviluppato da Confcooperative Modena insieme alla Fondazione Democenter-Sipe e  vede  la nostra Banca coinvolta nelle attività di tutoraggio, oltrechè tra i sostenitori.
Il prossimo 7 novembre è in programma un aperitivo Imprendicoop, un’occasione di incontro ed approfondimento con i promotori del progetto aperta a  chi è interessato a candidare la propria idea e vuole  analizzarne la fattibilità, conoscendo meglio le diverse implicazioni del fare impresa  (appuntamento alle 17.30 alla Bottega Storica Bar Malagoli a Modena, via carteria 74).

 

Imprendocoop non è solo un “concorso” ma un vero e proprio percorso guidato dall’idea d’impresa alla sua concretizzazione che si sviluppa tra l’autunno 2014 e la primavera 2015.
Al termine saranno selezionate tre idee d’impresa che, una volta costituite  in forma cooperativa, riceveranno un premio monetario ed avranno a disposizione uno spazio co-working per sei mesi; inoltre potranno usufruire gratutitamente per un anno:
– di servizi amministrativi e fiscali
– dell’elaborazione servizi del personale
– dell’accesso ai servizi di Confcooperative
A tutto questo, si aggiungono ovviamente, anche le agevolazioni per i finanziamenti e i servizi della nostra Banca.

Fino al 15 novembre è possibile  inviare la candidatura delle idee di impresa.
Si aprirà quindi la fase di formazione,  tra novembre e gennaio, con un ciclo di seminari tecnici sui diversi aspetti in cui si sviluppa il’iter dall’idea alla costituzione di un’impresa (fiscalità, innovazione e sostenibilità dell’idea, analisi del mercato, piano di marketing, pianificazione economico-finanziaria, presentazione del progetto di business).

Al termine avverrà una prima selezione dei progetti e, da febbraio, quelli scelti parteciperanno a tre laboratori di approfondimento nel corso dei quali ogni idea di impresa sarà affiancata da un mentor, al fine di favorire il superamento delle criticità legate alla fase di start up.
Dopo l’evento pubblico di presentazione e premiazione dei progetti vincenti, in programma il 27 marzo 2015, manager e imprenditori cooperativi trasferiranno agli aspiranti cooperatori parte del loro know how e, grazie alle loro reti di relazioni, accelereranno l’ingresso delle neo cooperative nel mercato. In questa fase i tutor di Democenter e Confcooperative Modena garantiranno supporto nel fund raising, accesso al credito e partecipazione a bandi per ottenere finanziamenti pubblici.

Qualche settimana fa sulla rivista della Fondazione Barberini la giovane cooperatrice Biljana Prijic, su  così lanciava come chiusa al suo articolo “La scoperta della cooperazionequesto invito molto chiaro al mondo cooperativo:

Allora è questo che mi sento di consigliare ai cooperatori “navigati”, quelli che si occupano di promozione, di consulenza economica, finanziaria, legale per le startup cooperative. Aiutiamo le nuove leve con competenza, ma senza smorzare il loro entusiasmo. Diciamo con franchezza che avviare un’impresa è difficile, ma che avranno al loro fianco altri cooperatori, che saranno parte di un sistema di imprese diversissime tra loro, ma che parlano ancora un linguaggio comune che va oltre il profitto, e che strutturalmente pensa al futuro, di tutti

Noi in questo progetto speriamo riuscire svolgere il nostro ruolo con lo spirito evocato da queste parole: perchè nel nostro territorio c’è bisogno di idee che funzionano e portino nuovo slancio all’economia locale, ma c’è anche bisogno dei valori e delle visione della cooperazione.
Se con la rete Imprendocoop saremo capaci di tenere insieme questi due elementi, allora avremo creato qualcosa di realmente positivo e sostenibile, i cui effetti andranno oltre le nuove imprese che nasceranno: E questo per la cooperazione significherà aver qualcosa da dire anche in futuro.