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Microcredito: iniezione di fiducia per persone non bancabili e giovani

Sono oltre 500 le persone non bancabili che grazie al microcredito, dal 2009 – anno di avvio dei progetti di Emil Banca in partnership con  Enti Pubblici e associazioni – ad oggi, sono riuscite a non esser travolte da un momento di difficoltà temporanea.
Nel periodo in cui la crisi ha fatto sentire in maniera più acuta i propri effetti, questi piccoli prestiti messi a disposizione dalla nostra Bcc hanno permesso di far fronte a spese di prima necessità e dato ossigeno a tante famiglie della provincia di Bologna e Modena; persone alle quali nessun’altra banca avrebbe mai dato fiducia. 

tabella microcredito sociale Emil Banca

Accanto a loro, molti giovani che, esclusi da un mercato del lavoro in stallo, grazie alla fiducia data alle loro idee d’impresa – spesso innovative – hanno potuto prendere in mano il proprio futuro e dar vita a piccole attività che pian piano crescono e, oltre ad inserire altri ragazzi nel proprio organico, creano opportunità di formazione e networking per lo sviluppo dei progetti dei giovani.

Approfondiamo il tema del microcredito, con un focus sull’attività della nostra cooperativa di credito, attraverso l’articolo di Marcella Roberti (referente della Banca per questo servizio) pubblicato sull’ultimo numero della nostra rivista Notizie Emil Banca.

 

Quando Micro significa Fiducia

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una congiuntura economica senza precedenti che ha colpito alla base il nostro sistema socio-economico, comportando una contrazione dei posti di lavoro e riducendo le possibilità di sviluppo e crescita di moltissime imprese.

In questo contesto, la platea di persone e microimprese che non ottengono il credito tradizionale, perché non riescono a fornire garanzie adeguate, sta velocemente  aumentando. Il microcredito si sta dimostrando capace di fornire una valida alternativa alla crescente domanda di credito.

Ma che cos’è esattamente il microcredito? Un prestito piccolo, senza dubbio. Ma non solo. Il microcredito rappresenta la possibilità di avviare un’attività produttiva, la creazione di un lavoro che possa fornire risorse per interrompere il circolo della povertà.
È riuscire a pagare le utenze domestiche, l’affitto, le spese sanitarie. Microcredito significa dare fiducia a chi non possiede le capacità economico-patrimoniali per ottenere il credito ordinario, ma presenta comunque, se adeguatamente supportato, le potenzialità per il rimborso del prestito.

La fiducia è una risorsa rara – affermano dalla Federazione Nazionale delle Bcc – È una risorsa che aumenta con l’uso invece che esaurirsi. Dare fiducia alla persona, alle idee, ai progetti è alla base dell’intuizione della banca cooperativa locale. La fiducia è contagiosa. E se la banca dà fiducia, tutta la comunità ne giova. Allora la fiducia si moltiplica, la voglia di fare e di impegnarsi per cose positive cresce.

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Emil Banca, da sempre, è attenta ai bisogni dei singoli, delle famiglie, delle imprese e promuove progetti di microcredito che vedono la partecipazione attiva di enti pubblici e privati del territorio sviluppando così quelle sinergie con le comunità locali che permettono di amplificarne gli effetti positivi.
Dunque, per Emil Banca 465 (il totale dei microcrediti sociali erogati dall’inizio dell’attività a Bologna) non è un semplice numero. Sono le storie di centinaia di famiglie che, grazie all’erogazione di quasi un milione di euro, sono riuscite a far fronte a spese di prima necessità come il pagamento dell’affitto, dell’abbonamento dell’autobus per andare a lavorare o per mandare i propri figli a scuola.
Anche nel corso del 2016 Emil Banca ha continuato ad investire in questo settore e a promuovere due importanti progetti di microcredito sociale. Il primo è il microcredito per la casa che, in partnership con il Comune di Bologna, l’ASP Città di Bologna e l’AUSEER Bologna è finalizzato a sostenere spese legate all’alloggio (affitti, caparre, utenze, spese di messa a norma/adeguamento impianti, ecc…).
L’altro è il progetto di Microcredito alla persona portato avanti in partnership con l’Arcidiocesi di Modena e di Nonantola e con l’associazione Progetto Insieme Onlus. Il progetto si rivolge a chi vive situazioni di sovra indebitamento, drastico calo delle entrate familiari e difficile accesso al credito.

Il perdurare della crisi economica e il peggioramento degli indicatori di disoccupazione, specie quella giovanile, hanno reso necessario integrare i progetti di microcredito sociale con quelli finalizzati all’avvio o allo sviluppo di attività di impresa.
Nel corso del 2016 è stata rinnovata la convenzione con l’associazione di promozione sociale Fare Lavoro.
I destinatari dell’iniziativa sono giovani che, dopo aver fatto esperienze come lavoratori dipendenti o non essere riusciti a farle, hanno una forte motivazione ad avviare un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa. L’associazione, composta da imprenditori, consulenti, liberi professionisti ed artigiani, svolge la sua attività offrendo ai giovani potenziali imprenditori consulenza, tutoraggio e accompagnamento, favorendone anche l’accesso al credito. 174 mila euro, anche in questo caso, non rappresentano solo un importo ma le concrete opportunità che Emil Banca ha dato a dieci giovani microimprenditori per realizzare la loro idea di impresa. Sono dieci incredibili storie che raccontano il coraggio e la grande voglia di farcela che anima questi giovani, motivati da un ottimismo concreto e quotidiano.

Questi numeri sembrano poca cosa se inseriti nello scenario in cui versa oggi il nostro Paese. Senza dubbio c’è ancora molta strada da fare affinché il microcredito possa esprimere a pieno la sua portata rivoluzionaria e assicurare l’accesso al credito e all’iniziativa economica. Il ruolo delle Banche Cooperative nello sviluppo di questo strumento è cruciale. Il loro coinvolgimento in questo segmento è un fatto naturale, data la configurazione istituzionale e la mission: inclusione finanziaria di individui altrimenti tagliati fuori dai grandi circuiti bancari, lotta all’usura imperante, capacità di ascolto e di vicinanza alle istanze locali.
Oggi le BCC sono il primo erogatore di microcrediti sociali (tra il 2004 e il 2013 sono stati erogati 75,3M€ a circa 8.000 famiglie) e il secondo di quelli produttivi (55,7M€ concessi a 3.740 imprese).
Il sostegno finanziario che si attua attraverso il microcredito, riveste sempre più un’importante leva non solo nella lotta alla povertà ma anche nello sviluppo di nuove opportunità di investimento e di nuove attività micro-imprenditoriali, stimolando l’attività produttiva e la dignità delle persone che ne usufruiscono e sostenendo la fiducia nelle loro potenzialità e in quelle dei loro progetti. In tal senso il microcredito rappresenta non solo un orientamento etico-sociale, ma anche uno strumento in grado di generare profitti e di sostenere lo sviluppo economico.

Credito vuol dire fiducia! E di fiducia, in questi tempi, ce n’è grande bisogno, perché dalla fiducia, e dunque anche dal microcredito, riparte l’Italia.

Talent Day Emil Banca: i consigli dei direttori del personale ai giovani

Sul curriculum devo metterci proprio tutte le esperienze? Di quante pagine dovrebbe essere composto?
Quali sono le competenze che si notano di più al colloquio di lavoro? Quanto contano le lingue straniere?
Quanta importanza si da all’esperienza all’estero? Quanto sono appetibili oggi le materie umanistiche?
C’è un’età limite per stabilire cosa si vuol fare nella vita?

Sono alcune delle domande che si pongono i giovani che, terminati gli studi, si trovano spesso spaesati e senza riferimenti alle prese con la ricerca di occupazione.

Per rispondere a questi dubbi e aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al mondo del lavoro in modo più consapevole, fornendo strumenti utili ad avviare il proprio percorso professionale, lo scorso 17 Maggio, insieme al nostro partner HRC Academy (community dei Direttori del Personale delle principali aziende italiane e multinazionali),  abbiamo organizzato il Talent Day Emil Banca.

Talent Day

La giornata di orientamento formativo è stata offerta a 60 nostri giovani soci, figli di soci e di dipendenti della Banca in procinto di entrare nel mercato del lavoro che hanno avuto l’opportunità di partecipare a diversi moduli formativi e sessioni pratiche e di entrare in contatto direttamente con i manager delle Risorse Umane che hanno fatto da testimonial al nostro Talent Day:  Silvia Nardini (Emerson Process Management), Gianmarco Pinto (Gruppo la Perla), Chiara Sonaglioni e Lucia Ghirardini (Lamborghini), Chiara Malferrari (Datalogic), Stefano Savini (Emil Banca).

Per chi non ha potuto partecipare all’evento ecco i consigli di alcuni dei testimonial che sono stati con noi in questa giornata.

 

Questo invece è il video con i commenti dei ragazzi che hanno partecipato alla giornata

Guarda il servizio integrale di TRC News
Guarda le foto dell’evento sulla pagina Facebook di Emil Banca

albero della vita presso expo milano 2015

Ti presento un socio: Renner Italia. Innovazione e responsabilità per colorare l’Albero della Vita di Expo

Ha messo i suoi colori sul simbolo della Esposizione Universale di Milano, ammirato e fotografato in ogni ora del giorno dai visitatori di Expo: è la Renner Italia, azienda nostra la nostra socia che da Minerbio porta in tutto il mondo la creatività e l’innovazione sostenibile dell’imprenditoria emiliana.
Per la nostra rivista Notizie EmilBanca, Lindo Aldrovandi, fondatore e Amministratore Delegato della Renner, ci racconta come dai primi passi nel garage di casa è arrivato fino alle vernici dell’Albero della Vita all’Expo: una storia di successo costruita senza mai venire meno ad un impegno per rispettare l’ambiente e far crescere le ricadute positive su collaboratori e territorio.

Ecco come si diventa leader Mondiale

Diventare leader nel proprio settore di competenza senza lesinare sul costo del lavoro e senza dimenticare di avere una grossa responsabilità sociale verso l’ambiente e il territorio in cui si vive.
Non è la trama di un film e non sono i soliti buoni propositi che in tanti sbandierano senza poi dare seguito alle facili, e gratuite, belle parole. è la storia, vera e certificata, della Renner Italia di Minerbio. Più di 22 mila tonnellate di vernice per legno vendute in tutto il mondo per un fatturato che nel 2014 ha sfiorato i 90 milioni di euro e che nel 2015 è avviato a superarli, nonostante la crisi e “nonostante” i 200 dipendenti degli stabilimenti di Minerbio costino molto di più di quelli dei loro principali competitor internazionali.

 “Un nostro dipendente costa circa 6 mila euro all’anno in più rispetto agli altri – racconta Lindo Aldrovandi, inventore e amministratore delegato della Spa governata da una partnership tra imprenditori bolognesi e brasiliani. “Il conto lo hanno fatto dei professori universitari che erano qui in azienda per dei corsi di formazione – spiega – Gli stessi professori hanno certificato come quei dipendenti portino un fatturato pro capite medio annuo di circa 100 mila euro in più rispetto alla media dei dipendenti della concorrenza”.

La Renner versa ai propri dipendenti il 15 per cento degli utili prodotti e il 50 per cento di quanto si risparmia ogni anno applicando buon senso e buone pratiche ambientali, come spegnere il Pc e tutte le luci quando si va in pausa o tenere pulita la propria postazione di lavoro.
La decisione di destinare parte degli utili ai lavoratori è del 2009, il primo anno che l’azienda ha iniziato a generarne – continua Aldrovandi – mentre dal 2012 mettiamo nelle buste paga dei dipendenti il 50 per cento di quanto risparmiamo ogni anno grazie ai comportamenti responsabili dei nostri collaboratori”.
La stima era di garantire poco più di mille euro all’anno, la realtà dice che negli ultimi tre anni nelle buste paga di tutti i dipendenti è arrivato un bonus di 8.400 euro.
Il bonus è uguale per tutti, da chi lavora al centralino fino al responsabile della distribuzione – precisa Aldrovandi – la differenza è già nei loro contratti, non mi pareva giusto farne anche sui premi: ognuno di loro, per la propria responsabilità, ha contribuito al successo dell’azienda ed è giusto riconoscerglielo”.

Oltre ai benefit per i propri collaboratori, Aldrovandi non dimentica di far parte di un sistema sociale più ampio e complesso.
Dai nostri collaboratori, così come dal territorio in cui siamo inseriti, abbiamo ricevuto molto e credo sia giusto che una fetta di quello che portiamo a casa torni a disposizione del territorio”.
Con questo spirito, la Renner quest’anno ha lanciato l’iniziativa “La Buona Vernice”: un concorso con 35 mila euro di montepremi che premierà dieci organizzazioni non-profit impegnate sul territorio della provincia di Bologna.
Entrare in azienda appena ventenne, con un ruolo da magazziniere, e lasciarla vent’anni dopo da amministratore delegato non è da tutti.
Lindo Aldrovandi, in arte Mirco, ce l’ha fatta, per ben due volte.
Rimasto “a piedi” all’inizio del 2003, dopo che la proprietà vendette la ditta per cui lavorava ad un fondo americano, Aldrovandi si rimboccò le maniche, trovò l’appoggio economico dei vecchi proprietari e di Emil Banca (allora era socio di CrediBo) e ricominciò dall’inizio. Fondando un’altra azienda che in dieci anni, da quei primi passi mossi nel garage di casa, è diventata un punto di riferimento per chi opera nel settore delle vernici per legno.  Arrivando a mettere le mani persino sull’Albero della Vita, il simbolo dell’Expo milanese, che è stato rivestito con vernici Renner.

Ci piace percorrere strade che altri non percorrono: è più frizzante, divertente. Altrimenti ci si annoia – racconta ancora – Per l’Albero della Vita siamo partiti per scherzo. Tornando a casa in macchina, circa un anno fa avevo sentito alla radio di questa struttura in legno che sarebbe dovuta diventare il simbolo del Padiglione Italia. Ci siamo informati, abbiamo lavorato tanto ma il risultato è stato davvero eccezionale”.Anche Emil Banca fa parte della bellissima storia della Renner. “Avevamo appena comprato questi capannoni – ricorda Aldrovandi – erano ancora vuoti quando bussò alla porta il direttore di quella che oggi è la filiale Emil Banca di Minerbio. Io in mano non avevo nulla, se non il business plan. Quel direttore mi diede fiducia e mi permise di iniziare a lavorare”.
Quella fiducia, riposta in un imprenditore illuminato, oggi è stata ampiamente ripagata ed ha portato benefici a tanti.

I nostri giovani talenti al lavoro in Europa

Hanno spiccato il volo verso l’Europa ed ora si stanno giocando la loro chance per dare una svolta al proprio futuro lavorativo:  sono Francesca, Johanna,  Elena  Francesco e Valentina, i vincitori del nostro ultimo bando Leonardo, realizzato in collaborazione con il Centro Educazione all’Europa di Ravenna, con cui abbiamo offerto a 5 giovani del nostro territorio l’opportunità di realizzare un tirocino professionalizzante in un’azienda europea.

Alcuni di loro sono nati in Emilia, altri, invece, vi sono arrivati per studio o per lavoro.
In attesa del feedback finale sull’esperienza,  scopriamo qualcosa in più di loro e, attraverso il primo riscontro dato a pochi giorni o settimane dall’inizio del tirocinio, cosa stanno facendo nei rispettivi Paesi di destinazione questi nuovi “giovani cittadini d’Europa“.

Francesca, 25 anni emiliana doc si è laureata in design di interni al Politecnico di Milano; ha proseguito gli studi specialistici in Portogallo innamorandosi del Paese. Grazie alla borsa-lavoro ha potuto assecondare questa sua passione ed è partita a febbraio con destinazione Lisbona per inserirsi presso Poligono, un piccolo e giovane studio di architettura: “mi è stato affidato un importante progetto di architettura  – ci racconta appena arrivata – che comporta il rinnovamento urbano di alcune aree border line della città; un’attività che mi permetterà di mettermi alla prova confrontandomi con un tipo di architettura che si mette concretamente al servizio delle persone e tiene in considerazione anche le tematiche sociali del contesto in cui queste vivono; un ambito nuovo per me, al quale approccio con grande interesse“.

Francesca, Johanna, Elena, Francesco e Valentina i vincitori del bando Leonardo


Johanna Carvajal Gonzalez
, 29 anni, colombiana, si è laureata a Bologna in Discipline dello Spettacolo dal Vivo. Dopo gli studi ha collaborato con il collettivo artistico Ateliersi spostando il suo interesse verso l’organizzazione di progetti teatrali: “sono a Marsiglia da metà febbraio –  ci fa sapere – e sono entrata a far parte dello staff di produzione di La Fabriks, collettivo che si occupa di produzioni cinematografiche sperimentali. Il mio ruolo è di supporto al team che, in collaborazione con la casa di produzione Batoutos, organizza lo spettacolo, gestisce la preparazione degli attori e promuove i rapporti con diversi partner che sostengono il progetto in produzione. Un’occasione per confrontarmi a 360° con questo settore di attività e capire sul campo se è davvero questa la mia strada”.

Elena Bergonzoni, 27 anni di Loiano, dopo la laurea in Economia e gestione dei  servizi turistici ed un’esperienza lavorativa di circa 3 anni , con mansioni diverse, in ambito turistico alberghiero e di organizzazione eventi, era interessata ad ampliare le sue conoscenze nell ambito del marketing: “mi trovo a Londra  presso Videoplugger, un’ agenzia che si occupa di distribuzione e negoziazione di contenuti video. Lavorando in questo ambiente giovane e internazionale spero di acquisire nuove nozioni riguardo il marketing e i nuovi media e di affinare le tecniche di sales and customer service“.

Valentina Dini, 24 anni anche lei di Loiano, dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere ha completato il percorso di studi con la magistrale in Lingue, Società e Comunicazione. Dopo lavori occasionali da interprete e traduttrice ha dato una svolta decisa al suo percorso professionale imboccando una strada nuova, che l’attraeva da tempo, quella dell’event-planning: “grazie bando di Emil Banca – ci scrive dall’Irlanda –  da circa un mese lavoro presso la Event Partners a, affermanta agenzia di organizzazione eventi di Dublino  che segue anche progetti a livello internazionale. Sono stata inserita come sales executive, ovvero mi occupo di ascoltare le esigenze dei clienti e creare eventi su misura per loro, progettando tutte le attività durante la loro permanenza in Irlanda, dal semplice pranzo tra un meeting e l’altro ai tour per l’isola. Grazie al tutor e al supporto del mio team sto imparando a muovere i primi passi in un ambiente nuovo e in un lavoro che mi occupa in molteplici attività, che richiedono di mettere in campo capacità e competenze diverse. È dura ma grazie alla gentilezza e disponibilità dei colleghi tutto diventa sempre più semplice e sono sicura che sarà un’esperienza davvero utile per il mio futuro”. 

Francesco Parisi, 34 anni romano di nascita e bolognese di adozione, si è laureato in Scienze Politiche; ha completato la formazione con studi  in ambito di marketing,  dell’internazionalizzazione e dello sviluppo competitivo delle imprese,  e maturato delle esperienze lavorative legate ai percorsi fatti. È stato il primo a lasciare l’Italia per avviare il tirocinio: “mi trovo da oltre un mese a Bruxelles – ci informa potendoci offrire un quadro molto dettagliato – ospitato dalla IBF International Consulting, una delle principali società di consulenza in ambito di progetti di cooperazione allo sviluppo,  finanziati da varie organizzazioni internazionali, volti a dare assistenza tecnica ai Paesi in via di sviluppo o in fase di transizione/avvicinamento all’Unione Europea. Faccio parte dell’Unità CPC (Consumer Protection Center), l’area aziendale che lavora sui progetti il cui obiettivo è favorire l’adeguamento di questi Paese agli standard internazionali,  in tutta una serie di ambiti, per  agli standard internazionali, aiutarli ad integrarsi nel commercio internazionale. Questo mi permette di essere coinvolto in tutto il processo di preparazione dei progetti, acquisendo una visione d’insieme ed imparando come viene “costruito” un progetto europeo. Utile alla mia crescita professionale è anche il venire a contatto, in tutte le diverse sfaccettature politiche ed operative,  con la realtà delle istituzioni europee. Si tratta di conoscenze e competenze tecniche altamente specialistiche (seppur ancora non del tutto riconosciute nel mercato del lavoro italiano) che solo un’esperienza diretta di questo tipo può permettere. Infine, il supporto ma anche l’autonomia e la responsabilità datemi sin dall’inizio dall’azienda sono un grande stimolo per continuare il lavoro e sfruttare questa grande opportunità nei migliori dei modi.

A questi cinque giovani talenti auguriamo lo stesso futuro dei ragazzi che li hanno preceduti che, grazie al loro impegno, alle capacità ed alle nuove competenze acquisite con l’esperienza all’estero, sono stati confermati dalle aziende ospitanti.
Per gli altri laureati che hanno voglia di seguire la strada di Francesca, Johanna,  Elena,  Francesco e Valentina  appuntamento in autunno per il nuovo Bando per latri 5 tirocini in Europa.

I nostri giovani per le aziende europee sono talenti. Nuovo bando Leonardo per 5 tirocini

Con un nuovo bando “Il futuro è in Europa offriamo ai giovani laureati  under 35 del nostro territorio altre 5 borse di studio per effettuare dei tirocini formativi della durata di 16 settimane in un Paese Europeo.
L’iniziativa rientra nell’ambito del programma il LLP (Lifelong Learning Programme – misura Leonardo da Vinci) ed è realizzata sempre in collaborazione con il  Centro Educazione all’Europa.

Quando, tre anni fa, abbiamo lanciato il primo Bando Leonardo offrendo ai giovani delle borse di studio per tirocini professionalizzanti in un’azienda europea, pur convinti dell’utilità non avevamo idea di quanto immediata sarebbe stata l’efficacia del progetto per il futuro lavorativo dei beneficiari.
Ce la siamo fatta quando, al termine del periodo, ci arrivavano  i feedback dei ragazzi in cui ci raccontavano che, per la quasi totalità di loro, l’esperienza, oltre ad essere stata positiva, si era trasformata in una concreta offerta di lavoro.

Questo ci ha stimolato a continuare ad investire in questo progetto di formazione “on the job” per dare ad altri cinque giovani qualche carta in più per affrontare un mercato del lavoro sempre più chiuso e competitivo.

Al bando possono candidarsi laureati con meno di 35 anni di età e residenti in uno dei comuni del territorio di competenza della nostra Banca.
Tutte informazioni ed i moduli per inviare la propria candidatura alle nuove selezioni, entro il 18 novembre 2013, sono disponibili sul nostro sito dedicato ai giovani www.emilbancayoutu.com.

Con questa nuova opportunità, saliranno a 21 i giovani del nostro territorio che avranno potuto arricchire il proprio curriculum di competenze tecniche, ma anche trasversali, inserendosi in un contesto aziendale europeo, guidati da un tutor e con specifiche mansioni operative da svolgere.

Il tirocinio per i 16 ragazzi che già l’hanno effettuato negli anni scorsi, si è trasformato in una concreta offerta di lavoro; ai giovani che sinora non hanno pensato a questo percorso come ad un’opportunità rivolgiamo quindi le parole dei ragazzi partiti ad inizio 2013 che, più di quanto possiamo dire noi, testimoniano il grande valore dell’esperienza.

AnnalisaLetizia, Margherita,  Piergiorgio Virginia (presentati qui) ci raccontano la loro esperienza di tirocinio che riportiamo a beneficio di altri giovani laureati sperando vengano contagiati dalla stessa voglia di continuare a crescere per prendere in mano, con grande fiducia, le redini del  proprio futuro.

Annalisa Cervellati si è inserita presso Push Studios
Quando ho ricevuto il bando per la borsa Leonardo, avevo già alle spalle un’esperienza di studio all’estero e 3 anni di lavoro nel settore commerciale in un’azienda chimico-manifatturiera italiana.
Inizialmente ho trovato interessante l’opportunità di acquisire esperienza lavorativa a livello internazionale, in quanto il mio ruolo prevedeva anche la ricerca di sbocchi commerciali in paesi anglofoni. Col Progetto Leonardo, mi e’ stato proposto di lavorare per 14 settimane in un’agenzia creativa di design e comunicazione a Londra: ho subito visto un forte potenziale di crescita e apprendimento, con grandi vantaggi che avrei potuto portare con me al rientro in Italia.
L’esperienza si e’ dimostrata estremamente positiva: l’azienda inglese mi ha affiancata ad un tutor e i colleghi sono stati molto collaborativi con me. La mia conoscenza dell’inglese era buona, ma lavorare a stretto contatto con madrelingua e’ stato un forte stimolo a migliorare. Ovviamente la strada e’ stata in salita, dovendo ambientarmi in un settore del tutto nuovo per me e imparare ad usare tecnologie all’avanguardia, indispensabili nel campo del marketing digitale.
Al termine dell’esperienza, la ciliegina sulla torta: il tutor dell’agenzia londinese si e’ detto soddisfatto e mi ha offerto un ruolo retribuito a lungo termine. Ho cosi’ deciso che non era ancora il momento di tornare in Italia, e che Londra ha ancora molto da offrirmi per quanto riguarda sia la carriera sia un incredibile percorso di vita in uno dei contesti più cosmopoliti del mondo. E oggi festeggio con soddisfazione il mio nono mese nella patria dei Beatles e del fish&chips.

Letizia Pascale Guidottitirocinante presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, sta collaborando con EuNews
Mentre cerco di riassumere in poche righe la mia esperienza a Bruxelles, mi trovo ancora a Bruxelles. Il mio tirocinio Leonardo è cominciato lo scorso febbraio e da allora non mi sono più mossa da qui. Forse basta questo a dare un’idea di quanto sia stato positivo questo periodo. Sono giornalista professionista. In Italia lavoravo da anni divisa tra la speranza di accaparrarmi finalmente un contratto stabile e la voglia di scappare per vedere se altrove la situazione era migliore. Poi l’occasione è arrivata. Non solo quella di lavorare all’estero ma anche quella di mettermi alla prova a Bruxelles, dal punto di vista giornalistico una delle piazze più stimolanti ma anche più difficili che si possano immaginare. Ho svolto il mio tirocinio a Eunews.it, l’unica testata italiana sull’Europa nata e cresciuta a Bruxelles. Una realtà piccola e relativamente nuova, in cui sono stata subito messa al lavoro a pieno ritmo e in cui mi hanno sempre fatta sentire un ingranaggio importante di un progetto che cresce insieme a chi ci lavora. Non so quanto resterò a Bruxelles. Non so se avendo la possibilità di un lavoro stabile tornerei in Italia. Quello che posso dire è che questi mesi mi hanno cambiata. Professionalmente mi hanno ridato l’entusiasmo che era diventato difficile trovare e dal punto di vista personale sono stati un’esperienza impagabile.

Margherita Ortalli ha realizzato il tirocinio presso l’Institut de Recherche pour le Développement
Senza ombra di dubbio, definirei quest’esperienza come una delle più formative a me capitate. Un’esperienza a tutto tondo, all’interno della quale, anche le piccole difficoltà incontrate, sono risultate degli ottimi “banchi di prova”. Come Biologa ho lavorato presso l’Institut de Recherche pour le Développement nel cuore di Parigi, dove ho avuto la possibilità di conoscere importanti ricercatori, ma anche persone felici di poter aiutare un giovane tirocinante. Mi è stata data l’opportunità di iniziare un percorso di Phd (a cui a malincuore ho dovuto rifiutare) e ho potuto partecipare a diversi meeting e prestigiosi convegni internazionali. A livello tecnico/professionale mi ritengo ora estremamente arricchita.
Ma il pregio maggiore di questa esperienza è sicuramente la mia crescita globale: emotiva, umana e culturale, grazie alle responsabilità datemi e all’autonomia con cui ho dovuto risolvere ogni situazione, grazie ad una splendida città e alle persone più disparate che ho avuto la possibilità di conoscere.
La paura iniziale è stata completamente sostituita dalla soddisfazione e dall’orgoglio, per questo motivo non potrei che consigliare quest’esperienza a chiunque!

Piergiorgio Pallotti , dopo il tirocinio, continua a lavorare con Comfort Click
Venire qui a Londra per svolgere un tirocinio del progetto Leonardo è stata un’esperienza importantissima per la mia crescita professionale. Durante le 16 settimane di lavoro ho potuto fare esperienza nel campo del web marketing. Lavorando in un’azienda che opera in tutto il mercato europeo, ho potuto sviluppare tutte le mie conoscenze in ambito sia linguistico che informatico, ed acquisirne di nuove nel settore marketing. L’utilità dell’esperienza è stata poi confermata alla fine del periodo di tirocinio prestabilito, quando sono stato assunto dall’azienda in cui lavoravo, e per la quale lavoro tuttora. Oltre alla crescita professionale, anche l’esperienza in se è stata estremamente formativa da un punto di vista personale. Avevo già vissuto all’estero per lunghi periodi, da studente, ma l’esperienza di lavorare all’estero è molto più completa e aiuta veramente ad aprire gli occhi e capire come funziona il mondo al di fuori dei confini nazionali.
Virginia Achilli fa parte della redazione della rivista Volt
Sono partita per Londra a febbraio di quest’anno, il 6 febbraio per l’esattezza, con la borsa di studio Leonardo di Emil Banca. Ho studiato storia dell’arte ma ho sempre avuto una certo amore per le riviste di moda.
Non nutrivo lo stesso entusiasmo per Londra ma la redazione di Volt, rivista indipendente piccola ma militante che mi ha accolto per lo stage, fa sede nella capitale inglese dove mi trovo tuttora. L’impatto e’ stato forte, in primis la ricerca di un alloggio perché come si dice qui “a Londra è più facile trovare lavoro che trovare casa”. Ma l’esperienza e’ stata intensa e bellissima nel suo complesso: tanti bei progetti, servizi fotografici, sfilate, articoli e squarci di panorama che non conoscevo. Sono ancora a Londra e continuo a collaborare con la rivista. Nonostante gli ombrelli e le cinquanta sfumature di grigio (del cielo) ho imparato ad amare questa città.
Grazie ad Emil Banca per questa grande opportunità e per il suo investimento sulle nuove generazioni.
Auguriamo anche ai giovani laureati che verranno selezionati per questo nuovo bando di vivere un’esperienza altrettanto positiva ed arricchente e che possa offrigli tutte le soddisfazioni che in questo momento il mercato del lavoro nel nostro Paese non è in grado di garantire.

 

Seiperdue, quando il microcredito non è un film

Dopo la presentazione di Ginger, continua il viaggio tra le giovani imprese che grazie al Microcredito per il lavoro hanno avuto le risorse per dare fiato alla loro idea di impresa. Oggi ci occupiamo della piccola ma intraprendente casa di produzioni Seiperdue, altra realtà finanziata grazie al progetto nato dalla collaborazione tra Emil Banca, l’associazione Fare Lavoro e la Fondazione Giovanni dalla Fabbriche.

Il Microcredito per il lavoro prevede l’erogazione di piccole somme (fino a 25 mila euro) alle aziende dei giovani imprenditori attivi sul territorio di competenza della banca (le provincie di Bologna, Modena e Ferrara). Oltre alle importantissime risorse finanziare, che in un momento come questo non sono affatto scontate, entrare nella rete creata da Fare Lavoro, Fondazione ed Emil Banca significa avere anche un accompagnamento e una consulenza affinché le idee brillanti possano avere un futuro all’altezza delle aspettative.

Venticinquemila euro sembrano pochi, ma sono uh aiuto concreto che in certi frangenti può sbloccare un lavoro”, ha raccontato Lucia Principe, una delle socie di Seiperdue, qualche giorno fa al Resto del Carlino di Bologna che ha dedicato un servizio alla semestrale di Emil Banca con un occhio particolare ai suoi tanti progetti di microcredito (potete recuperare gli articoli dalla rassegna stampa di Emil Bancadi agosto cliccando qui).

Seiperdue, piccolo studio di produzione audio-visiva, non è, a differenza di Ginger, una Startup: è una realtà con alle spalle già diversi anni di attività ma che ha chiesto credito per poter decollare definitivamente.

 Oltre ai quattro soci originari, lo studio raccoglie alcuni tecnici del settore audio-visivo e li coordina in progetti video come spot, videoclip, filmati industriali e istituzionali, si legge nel loro sito. Con il tempo, Seiperdue ha allargato il suo campo di interesse anche ad altri settori come grafica, motion-graphic, animazione stop-motion, design e design web. In più, realizza manifesti, cartoline animazioni e tutto ciò che può essere compreso nella comunicazione artistica, con vari committenti, sia pubblici che privati. Dal 2008 gestisce anche la produzione e gli eventi del piccolo atelier di design tessile Pesci Pneumatici, un’esposizione permanente di opere di sartoria e design provenienti da tutta l’Europa. Altro ed ultimo ramo delle variegate attività di Seiperdue sono i workshop, sia sul design che sugli strumenti audiovisivi, come FACCE D’EUROPA, Laboratorio e video istituzionale didattico realizzato coi ragazzi degli Informagiovani e delle scuole della Provincia di Torino in occasione della Festa dell’Europa.

Tutti i collaboratori della Seiperdue hanno un curriculum invidiabile, esperienze in Italia e all’estero, voglia di fare e tante idee da mettere in pista. Un gran talento, insomma, abbastanza per vincere, qualche anno fa, INCREDIBOL, il bando per creativi pubblicato dal Comune di Bologna.

Grazie alle risorse ottenute da Emil Banca, oltre a portare avanti le tante attività ed allargare il portafoglio clienti, Seiperdue realizzerà il film del regista bolognese Davide Labanti.

Un paracadute per i lavoratori in cassa integrazione

Sono quasi tremila i lavoratori di Bologna e provincia che negli ultimi quattro anni hanno ricevuto un prestito a tasso e spese zero come anticipo della cassa integrazione e degli altri ammortizzatori sociali. Ad erogarlo il pool di banche locali che nel 2009 hanno aderito al “Protocollo per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà” attivato da Provincia, Comuni, INPS e Sindacati.

C’è anche la nostra Banca nel pool che oggi nella sede della Provincia, alla presenza dell’assessore alle Attività produttive Graziano Prantoni e della Presidente Beatrice Draghetti, ha rinnovato l’accordo fino ad aprile 2014.
Nel 2006, già tre anni prima della nascita di questo Protocollo, la nostra Bcc, assieme all’allora assessore di Palazzo Malvezzi, Pamela Meier, fu promotrice dell’accordo sperimentale dal cui successo ha poi preso vita l’intero progetto.

Dobbiamo fare qualcosa per i lavoratori che finiscono in cassa integrazione”. Fu questa la preoccupazione del nostro direttore Daniele Ravaglia, che nel portò la Bcc a confrontarsi con l’allora Assessore provinciale alle Attività Produttive.
L’incontro delle Istituzioni con la nostra  Cooperativa di Credito portò all’erogazione di un finanziamento fino a 5 mila euro senza interessi e spese per i dipendenti di due aziende del territorio finite in stato di crisi.
Il “paracadute sociale“, così venne chiamato quel protocollo sperimentale, fu attivato per la Donini International di Argelato (assieme all’Unipol) e per la Bartolini di Monzuno (assieme all’allora Cassa di Risparmio di Bologna).
L’obiettivo era quello di anticipare ai lavoratori le quote degli ammortizzatori sociali che lo Stato gli avrebbe potuto versare solo a diversi mesi di distanza. In quel caso, la nostra Banca attivò 22 finanziamenti per un importo complessivo di 92 mila euro che i lavoratori hanno restituito una volta incassato il Tfr o gli assegni di mobilità.

Il meccanismo funzionò alla perfezione e su sollecitazione dell’assessore fu messo “a sistema” portando attorno ad un tavolo Inps (che può garantire sui tempi dei rimborsi degli ammortizzatori sociali), Sindacati (per garantire la tutela dei lavoratori), Provincia (che certifica lo stato di crisi delle aziende e coordina i soggetti in campo), e istituti di credito (che finanziano, su base volontaria, i lavoratori in difficoltà).

Il cambio degli amministratori a Palazzo Malvezzi non mutò l’atteggiamento della Provincia verso questo progetto che nel 2009 è ripartito con un protocollo nuovo, simile a quello del 2006, migliorato da tre anni di esperienza e con un maggior numero di Istituti di credito coinvolti e con la cifra massima erogabili passata da cinque a sei mila euro per lavoratore.

Oggi quel protocollo è stato firmato per la sesta volta e, complice una lunga crisi economica, i numeri degli ultimi sei anni dicono che è diventato quasi indispensabile.

Questo protocollo – rende noto la Provincia –  ha permesso di sostenere economicamente 2.848 lavoratori di 188 aziende della provincia che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali prevedendo il pagamento diretto attraverso l’Inps di Bologna delle indennità spettanti ai lavoratori. Attraverso l’attività del tavolo tecnico – costituito da Provincia di Bologna, Inps di Bologna, Istituti di Credito firmatari e Rappresentanze sindacali –  è stato possibile garantire ai lavoratori l’anticipo della cassa integrazione ordinaria e straordinaria attraverso un affidamento bancario di 6.000 euro massime per ognuno, erogate con cadenza mensile sulla base dell’importo effettivamente spettante. I lavoratori che richiedono e ottengono l’anticipo sono più della metà dei lavoratori delle aziende per cui si è richiesta l’attivazione, per cui il tasso di adesione dei lavoratori al Protocollo è di circa il 54%”

La maggior parte delle aziende che hanno fatto richiesta di attivazione del Protocollo appartengono al settore manifatturiero (63%), ma sono in progressivo aumento le aziende del settore delle costruzioni (13,5%). La distribuzione territoriale delle aziende riguarda prevalentemente le aree della prima cintura bolognese e della pianura (67,6%), tuttavia anche la città e la montagna sono significativamente presenti. Dal punto di vista della dimensione, troviamo principalmente piccole aziende, colpite fortemente dalla crisi economica a partire dall’ultimo trimestre 2008.

Emil Banca aderisce con convinzione all’accordo propostoci dalla Provincia di Bologna per creare un paracadute sociale a quei lavoratori che loro malgrado verranno coinvolti dalla crisi industriale” – fu il commento di Ravaglia nel giugno 2006 che anche oggi ribadisce: “Il credito cooperativo deve, per statuto e per caratteristiche, essere attento ai bisogni che vengono dal proprio territorio di competenza reagendo con responsabilità alle richieste d’aiuto provenienti dalle realtà locali. Quest’accordo non servirà a risolvere il periodo di empasse delle nostre piccole e medie imprese ma servirà certamente a dare una mano a quei lavoratori in difficoltà che più di altri pagano il momento di crisi economica”.

 

Per 5 giovani l’opportunità di un’esperienza lavorativa in Europa

Altri 5 giovani, ad inizio 21013, si uniranno agli altri 11 che già hanno avuto negli anni scorsi l’opportunità di realizzare un esperienza di tirocinio formativo oltre confine (qui e qui le loro testimonianze).

Abbiamo infatti appena lanciato il nuovo bando “Giovani cittadini d’Europa“, nell’ambito del programma il LLP (Lifelong Learning Programme) – misura Leonardo da Vinci, che offre delle borse di studio (di valore variabile in funzione del Paese di destinazione) riservate a diplomati e laureati under 35, disponibili sul mercato del lavoro o già impiegati, che vivono nel nostro territorio.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Centro Educazione all’Europa, porterà 5 giovani in aziende o altre organizzazioni europee per 14 settimane: i ragazzi verranno inseriti in aree di loro interesse e dovranno confrontarsi con un’esperienza di “learning by doing”, ovvero di apprendimento sul posto di lavoro.
Grazie ad un percorso integrato di orientamento e auto-formazione, l’accompagnamento di un tutor contribuirà alla formazione e allo sviluppo personale e professionale dei tirocinanti con il passaggio di un insieme di competenze tecniche trasversali che rendano il suo profilo più appetibile nella fase di ricerca del lavoro.

L’esperienza positiva degli 11 borsisti vincitori dei precedenti bandi ci ha confermato la validità di questo  progetto di mobilità finalizzato sostenere la fase di accompagnamento alla crescita professionale dei giovani: molti dei i ragazzi al termine del tirocinio hanno infatti visto aprirsi nuove opportunità in Europa, sia nelle organizzazioni ospitanti che in altre realtà. Ma anche chi è rientrato in Italia e non aveva un lavoro ad attenderlo è stato molto soddisfatto del percorso realizzato e dei benefici che ne ha tratto.

Proprio questo feedback ha rafforzato la nostra motivazione a proseguire ad investire nel progetto offrendo questa opportunità ad altri giovani  sperando di poterli aiutare a costruirsi un futuro professionale.

Il bando, cui rinviamo per avere informazioni dettagliate sui requisiti e le modalità di partecipazione, è disponibile sul nostro sito giovani www.emilbancayoutu.com.

La scadenza per l’invio del modulo di partecipazione è fissata per il 22 novembre 2012.

 

I nostri giovani collaboratori diventano “BIG”

A partire dallo scorso anno abbiamo voluto sperimentare un nuovo percorso di formazione che mettesse al centro i nostri giovani collaboratori e li rendesse, a dispetto dell’età anagrafica, dell’esperienza e dei ruoli, realmente protagonisti sul lavoro con le loro idee, competenze, motivazioni e voglia di contribuire a disegnare per la loro Banca un volto capace di meglio relazionarsi con la loro generazione.

BIG – Banca Innovazione Giovani  ha visto coinvolto un  gruppo di 20 ragazzi under 35 in un attività di formazione trasversale, che hanno toccato tematiche spesso estranee ai loro ruoli in azienda, sperimentando e sviluppando le loro capacità di problem solving, pianificazione, analisi di mercato, leadership, lavoro di squadra, comunicazione.

Facendo tesoro degli spunti teorici, i giovani suddivisi in due team hanno dato spazio alla propria creatività confrontandosi sul campo, operativamente, per dar vita a vere e proprie proposte innovative che affrontassero in modo completo e articolato la relazione, in un caso, tra Banca e giovani soci e, nell’altro tra Banca e giovani clienti.
I gruppi, affiancati da tutor della Banca e consulenti esterni, hanno quindi portato avanti ciascuno un proprio project work curandone ogni aspetto nelle diverse fasi di avanzamento ed avendo la completa responsabilità della proposta  presentata alla Direzione.

Questo in poche parole è stato BIG – Banca Innovazione Giovani, un percorso già di per sé innovativo che, oltre a stravolgere l’approccio della nostra cooperativa alla formazione, ha attivato al suo interno dinamiche di autonomia e di collaborazione interfunzionale (ma anche intergenerazionale).

I nostri venti giovani “BIG” insieme al Direttore Ravaglia e ai tutor del percorso

La vera innovazione è stata lasciarci liberi di creare, di uscire dagli schemi, di pensare davvero” scrive uno dei partecipanti alla prima edizione di BIG e questa frase crediamo dia perfettamente il senso di cosa significhi per la Banca, in termini di apertura al cambiamento, aver attivato un progetto con queste caratteristiche.

Una libertà che non si è limitata all’ambito dell’attività di formazione, ma ha concretamente impattato l’operatività della Banca stessa: dal lavoro di gruppo, infatti, sono nati dei prodotti e dei servizi indirizzati ai giovani soci e clienti ben definiti che, oltre a diventare parte integrante dell’offerta commerciale della Banca, hanno prodotto cambiamenti significativi anche a livello organizzativo.

Mettere i giovani così in primo piano quando la società va esattamente dalla parte opposta è un bel segno di apertura“, è il commento di un altro nostro giovane collaboratore: con BIG il primo sasso è stato lanciato, ora bisogna continuare a far propagare l’onda perché  questa esperienza , forte dei valori e degli obiettivi che lo animano,   diventi “laboratorio permanente di idee”, capace di attivare le competenze inespresse e la creatività dei giovani all’interno dell’azienda e trasformarle in innovazione.

Venti dei nostri giovani sono diventati BIG ed il loro percorso di crescita ha contributo ad attivare il cambiamento nella nostra cooperativa.
Nei prossimi giorni vi racconteremo e vi faremo vedere come anche questo può davvero succedere e dar vita a qualcosa di nuovo.

Scatti da copertina: ecco i nostri soci vincitori del concorso

Mauro Lambertini, con “Fonderia di alluminio a Sala Bolognese”; Alida Selleri, con “Santi in nicchia nel sottoportico della chiesa di San Domenico di Budrio” e Andrea Veggetti, con “Campo di papaveri a Sasso Marconi”,  sono i vincitori delle tre categorie (rispettivamente lavoro, arte e tempo libero e territorio) di “Scatti da copertina”, il concorso fotografico rivolto ai nostri soci per la realizzazione delle copertine della rivista istituzionale “Notizie EmilBanca“.

Le foto dei vincitori (ritratti nella foto in alto, da sinistra Mauro Lambertini, Alida Selleri e Andrea Veggetti) saranno svelate a partire dal prossimo numero della rivista (in distribuzione ai Soci dal 20 febbraio e disponibile qui in formato Pdf) , che in copertina ospiterà lo scatto di Mauro Lambertini che pubblichiamo anche qui.
Per vedere le foto di Veggetti e Selleri si dovranno attendere le successive uscite nel corso del 2012

Il regolamento del concorso prevedeva tre sezioni (luoghi del territorio, lavoro sul territorio, arte, cultura e sport del territorio) e la partecipazione era aperta a tutti i Soci, con la prescrizione che le fotografie fossero realizzate nella zona di competenza della Banca, ovvero le province di Bologna, Ferrara e Modena.

Una volta raccolte tutte le foto, si è riunita la giuria che ha passato al vaglio le immagini: Daniele Ravaglia (direttore generale di Emil Banca), Giuliana Braido (responsabile Area Identità Aziendale di Emil Banca), Ernesto Coraucci (fotografo), Eugenio Loi (grafico), Michelangelo Abatantuono (grafico).
Per ogni sezione è stato proclamato un vincitore, ma non è stato facile selezionare un unico scatto, quando anche altre immagini erano non meno accattivanti.

Nei casi di incertezza la giuria ha privilegiato la foto che meglio rispondesse all’utilizzo editoriale.

Ringraziamo tutti i soci che ci hanno inviato le loro fotografie; sul nostro profilo Facebook abbiamo condiviso una selezione degli oltre sessanta scatti ricevuti.