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Insieme solidali: creare valore per gli altri unendo le energie

Insieme Solidali è la nuova avventura che coinvolge i dipendenti della Banca e l’azienda stessa in un’iniziativa di solidarietà co-partecipata che, nelle ore centrali della giornata, vede i collaboratori trasformarsi da bancario a volontario in una mensa per poveri della città.

12654254_1289163707766255_579333719170152126_nL’idea da cui nasce il progetto è quella di unire le energie, quelle dei singoli collaboratori e quelle dell’Azienda, per svolgere attività ad alto valore sociale nelle nostre comunità: le persone prestano servizio mettendo a disposizione un paio d’ore di lavoro e la propria ora del pranzo mentre l’Azienda le considera in assenza autorizzata. Tutto questo coinvolgendo ogni giorno un diverso collaboratore per un intero anno.

La prima iniziativa concreta del progetto vede beneficiaria la Mensa dei Poveri dell’Antoniano di Bologna, inserendosi in una una collaborazione nata in dicembre con l’avvio dell’Operazione Pane e Sport del CSI (nella settimana di Natale la Banca ha sostenuto  il costo dei pasti giornalieri).

A poco più di un mese dell’avvio del progetto (iniziato al febbraio) vogliamo condividere le testimonianze di alcuni dei colleghi che hanno già effettuato il servizio, lasciando alle loro parole il compito di evidenziare il valore di questa esperienza di volontariato aziendale.


AdrianaGiuliana B.
 – Due ore di volontariato sono come una goccia nel mare. Ma sono sufficienti a sperimentare l”INCONTRO. L’incontro con il disagio, con la solitudine, con l’emarginazione, con chi non ha la forza di guardarti negli occhi perchè non si sente degno di farlo. Ma anche l’incontro con l’ingiustizia e con l’arroganza di chi si sente tradito dalla società. L’incontro con la povertà, non solo di cose materiali. L’incontro di pochi secondi e uno scambio di poche parole di fronte a un vassoio nel quale ho cercato di mettere anche qualcosa di me tanto da rendere questa goccia di tempo un attimo in cui stare bene.

Andrea C. – Sono tornato a casa da quest’esperienza di sole 2 ore pensando all’importanza di avere una famiglia, un lavoro che consente di mantenere e dare un’educazione ai figli, alla possibilità di avere e frequentare amici. Ripromettendomi di tenere presente queste fortune, per affrontare i problemi quotidiani dando le giuste priorità, con qualche sorriso in più e meno lamentele. (Andrea C.)

Marcella R.Se la povertà fosse solo mancanza di cibo, probabilmente avremmo già trovato un ingegnoso sistema per annientarla. Purtroppo non è così.
La povertà è vivere giorno per giorno, è non avere un lavoro, è timore del futuro, in una parola sola è fragilità. Questo raccontavano i volti delle persone che ho visto e che, forse, più che un piatto caldo, cercavano solo un’ora di “normalità”
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togneCristina R. – Fa bene uscire dalle proprie comodità per vedere quante sofferenze e difficoltà ci sono attorno a noi, anche in una città “ricca” come Bologna. Bello vedere quanta gente dedica ogni giorno tempo e pazienza per accogliere gli ultimi condividendo un pezzettino di vita insieme a loro. Credo che per vivere al meglio questa esperienza si debba fare lo sforzo (non facile) di sospendere il giudizio e semplicemente cercare un contatto umano mettendo a disposizione un po’ del proprio tempo.

Giulia F. – Faccio volontariato anche per un’altra associazione, ma questa è stata la prima volta in cui mi sono confrontata direttamente con chi ha bisogno di aiuto.
Mi aspettavo di vedere persone silenziose e con lo sguardo basso, invece gli ospiti sono sorridenti e hanno un aspetto dignitoso. Credo che derivi dal fatto che l’Antoniano inizia un percorso con loro, che non comprende solo la mensa ma anche un centro di ascolto, un affiancamento per il reinserimento lavorativo, un aiuto pratico anche per il vestiario.
baldoGli altri volontari presenti mi hanno accolto con allegria, ormai sono abituati a vedere una persona nuova “della banca” diversa ogni giorno, perché sono tanti i colleghi che come me hanno aderito all’iniziativa e penso passeranno parecchi mesi prima di poterla ripetere
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Isabella L. – L’esperienza vissuta è stata sicuramente significativa in quanto mi ha permesso di entrare in contatto con realtà lontane dalla nostra quotidianità. è stato molto positivo ed appagante, lo rifarei senz’altro.

Mara L. – credo che ognuno di noi dovrebbe fare una esperienza del genere per capire ed apprezzare quello che ha.

Daniela V.L’esperienza è stata molto bella, sono tornata a lavoro arricchita dai sorrisi, dai volti e dalle parole delle persone che hanno usufruito del servizio mensa. Spero presto di poterla ripetere.

Eleonora A – La cosa che mi ha colpito di più è la gratitudine che hanno queste persone hanno quando gli riempi il piatto, non solo perché gli stai dando cibo, ma perché anche loro vedono in te un sorriso, un viso amichevole e cordiale.
Non avrei mai pensato di incontrare persone distinte, pulite, vestite in modo ordinato anche giovani; se mi si fossero affiancate per strada probabilmente non avrei mai pensato che a pranzo si recassero nella mensa dell’Antoniano.
Questa esperienza scalda il cuore.

Antoniano onlus  porta avanti un impegno costante per le persone in condizioni di grave emarginazione. Dal 1954 ha attiva una mensa che oggi serve circa 130 pasti al giorno, 7 giorni su 7.
Prima della partenza frate Alessandro Caspoli, direttore dell’Ente bolognese, ha inviato un messaggio ai collaboratori della Banca in cui sottolineva “ogni giorno cerchiamo di regalare  un po’ di serenità e un momento di condivisione alle oltre cento persone che si siedono alla nostra tavola. Pensiamo che questa sia la direzione per facilitare la nascita di relazioni di fiducia e aiutare i nostri ospiti a costruire un nuovo progetto di vita. Il nostro obiettivo è infatti affiancare, con il supporto del nostro Centro di Ascolto, le persone che ci chiedono aiuto in percorsi di inserimento sociale e lavorativo. Vediamo che questi percorsi iniziano proprio dai gesti più semplici, come il porgere un pasto e lo stare a tavola insieme. È questo che ci aiuterete a fare con la vostra presenza: creare uno spazio di condivisione e di vita comune, l’occasione di incontro da cui iniziare a costruire nuovi percorsi di autonomia”.

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Noi siamo davvero orgogliosi della grande adesione dei nostri collaboratori; grazie alla loro presenza possiamo dare anche il nostro piccolo contributo per far sì che questo spazio di incontro dell’Antoniano si possa trasformare per tante persone in difficoltà in un primo passo di un percorso di vita che li conduca a ricostruire un sistema di relazioni e a emanciparsi dalla condizione di disagio.

E già ci rendiamo conto, come spesso accade nel prestare un servizio volontario, di quanto si possa essere utili per gli altri ma anche di quanto questo possa essere utile a chi lo esercita. Anche noi giorno dopo giorno penso ci porteremo a casa tanto da questi pranzi serviti, da questi incontri dai quali, almeno a livello individuale, è senz’altro più quel che riceviamo che quello che diamo.

 

Pane e sport: una rete di solidarietà per garantire il diritto al cibo

Rete, sport e solidarietà sono le parole chiave di “Pane e Sport“, iniziativa che vede collaborare Comitato Provinciale C.S.I. di Bologna, Antoniano Onlus ed Emil Banca per aiutare le persone svantaggiate e garantirgli il diritto al cibo. Continua a leggere