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Un autunno alla scoperta di montagna e pianura bolognese

Nelle Valli Bolognesi e in Pianura

La copertina del numero dell’autunno 2015 con la foto di Salvatore di Stefano

I castelli, con la splendida Rocchetta Mattei che caratterizza la copertina, sono ancora protagonisti di Nelle Valli Bolognesi e in Pianura, il trimestrale realizzato da Emil Banca in collaborazione con Appennino Slow.

La rivista, seguendo il ritmo delle stagioni, invita a girovagare nel bolognese alla scoperta di storie e curiosità delle località più o meno note, a ritrovare  tradizioni dimenticate e conoscere e valorizzare flora, fauna e incantevoli angoli di natura del nostro territorio.

Per l’autunno il  viaggio tra i castelli del bolognese, iniziato nel numero estivo, riparte dall’originalissima struttura, fresca di restauro e riapertura al pubblicodei primi del Novecento che si erge a Riolo, e prosegue poi per Bruscoli e Scarperia.

All’interno della rivista, poi, tante suggestioni per vivere e conoscere territorio e quanto può offrire di particolare nella stagione autunnale attraverso approfondimenti e curiosità, proposte di  escursioni, eventi.

Nelle Valli Bolognesi e in Pianura

Rocchetta Mattei, foto di Salvatore di Stefano

Spazio poi anche agli animali con l’alfabeto  fotografico di William Vivarelli ma anche per raccontare la biodiversità che caratterizza i diversi microambienti che caratterizzano la nostra montagna e la pianura.

Nelle Valli Bolognesi e in Pianura

Il Gambero di fiume, foto archivio Hydrosynergy

Nelle Valli Bolognesi si trova gratuitamente in formato cartaceo in tutte le filiali della Banca e negli uffici turistici della provincia di Bologna, mentre in formato pdf si può leggere su www.emilbanca.it
L’abbonamento è invece a pagamento e si può richiedere scrivendo a info@appenninoslow.it.

I tesori nascosti della pianura bolognese nella seconda Domenica dell’Arte

Gli anni ruggenti del motorismo emiliano e mondiale o i quadri del Cinquecento bolognese all’interno di una delle poche quadrerie del territorio ancora non studiata organicamente e che ospita lavori di inestimabile valore storico ed artistico. Poi la natura, con la scampagnata alla ricerca delle cicogne, e la scienza, con una visita ad una delle aree astronomiche più importanti d’Italia per scoprire le Meraviglie del cielo. La seconda edizione della Domenica dell’arte in pianura, in programma il sette settembre, si annuncia lunga, intensa e ricca di soprese.

Dopo il grande successo dell’edizione di dodici mesi fa, Emil Banca ha deciso di riproporre anche per il 2014 la giornata a caccia di tesori nascosti, o sconosciuti ai più, con l’obiettivo di valorizzare i Comuni della Pianura a nord di Bologna e rendere le comunità locali più consapevoli e fiere delle eccellenze e delle ricchezze artistiche e ambientali presenti nei loro territori.

Quattro i comuni coinvolti (Argelato, Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale) per undici appuntamenti esclusivi e tantissime iniziative collaterali – come aperitivi con prodotti tipici, eventi e spettacoli musicali – organizzate assieme ad Ascom Bologna, Orizzonti di Pianura, e ai tanti esercenti che per l’occasione terranno le serrande alzate o, come nel caso di alcuni ristoranti del territorio, offriranno menù a tema.

E così, costruendosi il proprio itinerario preferito grazie alla comoda mappa realizzata dal Laboratorio delle Idee(che si scarica qui), si potrà scegliere, ad Argelato, tra la visita alla Quadreria Ritiro San Pellegrino guidati dello storico dell’arte Pietro Di Natale, o alla visita al Museo Ferruccio Lamborghini.

 

La visita alla Quadreria del Ritiro San Pellegrino durante la prima Domenica dell'arte in Pianura

A Bentivoglio, le visite guidate interesseranno il Castello, costruito nel periodo d’oro della casata che da il nome al Comune e che oggi ospita i laboratori dell’Istituto Ramazzini, e lo splendido Palazzo Rosso, voluto da Carlo Alberto Pizzardi nel 1887 e oggi sede della Biblioteca Comunale, della Sala del Consiglio e luogo di attività culturali. Al Marchese Pizzardi si deve anche la realizzazione dell’Oasi la Rizza dove, chi vorrà, potrà andare ad ammirare le cicogne e le altre eccellenze naturalistiche guidato dalle Guardie Ecologiche Volontarie e della Cooperativa Sociale Arcobaleno. Gli amanti della storia non potranno perdere invece il tour nel centro del paese a cura degli Ispettori Onorari della Soprintendenza Moreno Fiorini e Maurizio Molinari alla ricerca del passato romano del comune.

A Persiceto, apriranno per l’occasione la Collegiata di San Giovanni Battista, il vicino Museo d’arte sacra e la Chiesa di San Francesco, appena restaurata dopo il terremoto. Per i più piccoli invece, con annessa merenda offerta da Emil Banca, l’appuntamento imperdibile è al Planetario.

 

Una delle "vele" che saranno esposte all'esterno delle strutture che partecipano alla Domenica dell'arte

A San Pietro in Casale, ultimo dei comuni coinvolti, la dott.ssa Cristina Stellato accompagnerà i visitatori lungo il centro cittadino spiegando storia e caratteristiche dei principali palazzi del paese. Un percorso che si potrà fare anche in bici, allungandosi anche alle frazioni Gavaseto e Maccaretolo. Sarà aperta, con ingresso libero, anche Casa Fabbroni, barchessa di una villa ottocentesca donata al Comune dal concittadino Natale Guido Frabboni e recuperata dall’architetto Pier Luigi Cervellati.

Fortunati i soci Emil Banca: per loro è stato predisposto un pullman che li porterà in giro per la bassa per godere dei tanti appuntamenti in calendario.

Per il programma completo, con gli orari e con la possibilità di prenotarsi per le visite a numero chiuso, si può consultare il sito Emil Banca dove è stata costruita un’apposta sezione dedicata alla seconda Domenica dell’arte che, come lo scorso anno, si potrà seguire anche sui social.

 

Iscrivendosi all’evento Facebook Domenica dell’Arte in Pianura si possono seguire tutti gli aggiornamenti sulla manifestazione e le novità che, fino al 7 settembre, andranno ad arricchire il programma della giornata.

Per seguire e rilanciare notizie e foto inerenti la manifestazione su Twitter e Instagram l’hashtag è #DAP2014: tutti possono contribuire a costruire un racconto collettivo pubblicando immagini, informazioni e curiosità sui luoghi ed i tesori dei luoghi dell’itinerario della prima edizione della Domenica Dell’Arte in Pianura.

 

CHALLENGE INSTAGRAMERS BOLOGNA

Quest’anno la Domenica dell’Arte si avvale anche della preziosa collaborazione della community Instagramers Bologna che prenderà parte alla giornata e promuoverà, in parallelo con #DAP2014, il challenge su Instagram #dap2014_challenge dedicato alla racconto fotografico delle bellezze della provincia di Bologna.

Il challenge si concluderà con una mostra delle 50 foto più belle il 12 ottobre in occasione del “San Lócca Day”.
Emil Banca premierà le prime tre foto classificate regalando agli autori una carta ricaricabile del valore di 80 euro, 40 euro e 20 euro rispettivamente per la prima, seconda e terza classificata.

 

La grande bellezza? È nelle Valli Bolognesi

La fauna minore dell’Appennino è protagonista del servizio centrale dell’ultimo numero di Nelle Valli Bolognesi, che realizziamo insieme ad AppenninoSlow per far conoscere la cultura, la storia, la natura e l’arte custiditi nella montagna a sud di Bologna e promuovere il turismo “slow” per andare alla scoperta di questi territori.

Con l’articolo di Francesco Grazioli, corredato dalle sue splendide foto, puntiamo i riflettori sulla biodiversità di queste zone, uno degli aspetti della “grande bellezza” da conservare, proteggere e valorizzare.

Puoi sfogliare on line nelle Valli Bolognesi Estate 2014 oppure richiedere la versione cartacea nelle nostre filiali, negli Iat e nelle strutture turistiche delle province di Bologna, Modena e Ferrara.

 

La chiamano biodiversità
Molti e variegati sono gli aspetti ambientali che caratterizzano le nostre vallate.
Seguendo il gradiente altitudinale che dalla Pianura Padana ci accompagna fino al profilo frastagliato della Dorsale Appenninca, ci si rende conto di come il paesaggio muti, assecondando sia fenomeni naturali come le emergenze litologiche, di cui troviamo massima espressione con i Gessi, le Arenarie e i diffusi calanchi, che storico-sociali come l’abbandono della fascia pedecollinare operata dall’Uomo negli ultimi decenni.
Abbandono che però, in certe vallate, ha avuto un’espressione  minore, lasciando un mosaico agricolo di assoluto pregio non solo dal punto di vista paesaggistico o culturale ma anche e sopratutto ambientale.

Questa ricchezza, vero e proprio valore aggiunto della nostra Provincia, può vantare una moltitudine di comunità vegetali e faunistiche uniche, non solo a livello regionale o nazionale, ma anche europeo.
L’UE individua infatti, grazie alla Direttiva Habitat 92/43/CEE, Siti di Interesse Comunitario e Zone a Protezione Speciale che sono volte a tutelare specie e contesti ambientali dal forte significato conservazionistico.
Nella sola Provincia di Bologna ne contiamo una trentina, alcuni dei quali coincidono con i contorni di Parchi e Riserve regionali.

La loro funzione è quella di costituire veri e propri “nodi” all’interno di una “rete”, in cui le aste fluviali e la posizione strategica di alcuni SIC e ZPS hanno funzione di collegamento (i cosiddetti “corridoi ecologici”).
Un patrimonio, in termini di Biodiversità, davvero notevole ed unico, sottoposto sempre più alle attenzioni degli enti preposti allo studio, tutela e valorizzazione di quello che è, a tutti gli effetti, un bene di tutti.
Focalizzando l’attenzione sul tema funistico, gli stimoli innescati dal Progetto Life+ “Pellegrino”, che ha portato sul nostro territorio innumerevoli azioni concrete di conservazione tra il 1998 ed il 2002, hanno dato vita alla Legge Regionale n° 15 del 2006 “Disposizioni per la tutela della fauna minore” volta a proteggere nello specifico quelle forme animali misconosciute cui fanno parte: micromammiferi, chirotteri, insetti, pesci, rettili, anfibi e invertebrati.

 

 Ingiustamente snobbati, se non perseguitati, poiché al centro di ataviche leggende ed infondate dicerie, sono i tasselli fondamentali delle catene trofiche che tengono in equilibrio gli ecosistemi – troppo spesso alterati dall’onnipresente mano dell’Uomo – agendo come antagonisti naturali di quelle specie che, con ogni mezzo e a costo di avvelenarci, cerchiamo invano di eradicare da decenni.
Pensiamo agli insetti che danneggiano le colture, prede naturali nonché quotidiane di toporagni, pipistrelli, rettili ed anfibi!
Pura utopia il poterci liberare dei nocivi se pensiamo che oltre alla banalizzazione sempre più spinta dei contesti agricoli e forestali, che da tempo crea non pochi problemi ai nostri “piccoli alleati”, siamo riusciti ad immettere nell’ambiente specie esotiche i cui effetti competitivi ed ecologici hanno reso ancor più caotica e difficile la situazione ambientale attuale.
Quasi come vivessimo su un altro pianeta e non ci rendessimo invece conto che i primi a subire gli effetti negativi di certe azioni non fossimo noi.

 

Ecco perchè si sta cercando di correre ai ripari con censimenti mirati alle specie in Direttiva, ne è un esempio quello appena terminato dalla Regione Emilia-Romagna grazie al Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, i cui dati sono stati presentati pubblicamente all’interno di un convegno nell’aprile scorso, propedeutici per la redazione ed attuazione delle migliori strategie di conservazione.
Oltre a realizzare Progetti specifici promossi e sostenuti da Enti lungimiranti come Parchi, Università e Regione, dalle associazioni di volontariato come il Corpo Provinciale Guardie Ecologiche Volontarie, nonchè dalla Unione Europea.

 

Esempio di meritevole importanza è il Life+ “Gypsum”, Progetto che vede coinvolti 6 Siti di Interesse Comunitario e Zone a Protezione Speciale regionali, tutti situati su affioramenti gessosi.
Dal 2010, sotto la lente di ingrandimento sono finite le comunità sia vegetali che faunistiche (in particolare i pipistrelli) legate ai delicati quanto variegati ambienti che caratterizzano i Gessi Messiniani e Triassici, ma non solo, anche lo studio delle acque sotterranee: che offrono uno spaccato sulla “qualità dell’acqua che berremo”. Azioni che si concluderanno, assieme agli interventi di tutela e ad una ricca serie di incontri divulgativi, alla fine di quest’anno.

 

Nelle Valli Bolognesi i tesori dell’autunno

La stagione della Tartufesta, che da Ottobre a Novembre è protagonista in Appennino, un approfondimento con agronomi ed esperti sul mistero dei porcini scomparsi e la bellissima storia di Alfonso Calzolari, il ciclista di Vergato che nel 1914 vinse il Giro d’Italia più duro di sempre. Poi le rubriche sulla flora e la fauna dell’Appennino, sui trekking e sui percorsi più belli da fare in mountain bike.
Con l’arrivo dell’autunno è uscito il numero 19 di “nelle Valli Bolognesi“, la rivista di cultura e turismo slow edita e diretta dalla nostra Banca in collaborazione con AppenninoSlow, il consorzio di promozione turistica della montagna bolognese.

In questo numero, copertina ed approfondimenti sono dedicati ai tesori dell’autunno che quest’anno si fanno desiderare. Paolo Cozzoli (gruppo micologico Avis Bologna) e Lucio Pierantoni (Associazione Tartuficoltura e Ambiente) danno la loro spiegazione sullo strana carenza di porcini e tartufi bianchi.
Una gioia, però, arriva dalla vendemmia 2013 che si annuncia una delle migliori, per qualità e quantità, degli ultimi anni.

Con un pezzo sulle ricette della tradizione contadina tratte dai ricordi dei nonni di Loiano, fa il suo debutto la Montagna in cucina a cura di Katia Brentani che ci svela i segreti della “Aieda” e dei “Mondi”.

Bellissime, come sempre, le foto di Vivarelli che ci presenta il Balestruccio, volatile a rischio di estinzione descritto anche da Shakespeare nel Macbeth.

Da leggere anche le classiche rubriche sulle erbe del territorio che in questo numero ci spiegano i segreti di basilico e rosa canina.

Tra le 48 pagine della rivista trovano spazio anche i servizi sui musei di Bruscoli (Linea Gotica) e Piamaggio (Civiltà contadina) e l’epica storia del ciclista di Vergato Alfonso Calzolari e del suo incontro con la “Sampìra”, la Santona di Rastignano, raccontata da Claudio Evangelisti.

Come sempre, ampio spazio è dedicato agli appuntamenti nei comuni della montagna e nei Parchi naturali del bolognese.

La rivista, un trimestrale che esce seguendo il ritmo delle stagioni, è distribuita capillarmente nella provincia di Bologna. La potete trovare in copia cartacea in tutte le nostre filiali o scaricare in pdf  sul sito emilbanca.it.
I nostri Soci possono richiederne l’invio gratuito a casa scrivendo a ufficio.soci@emilbanca.it o a vallibolognesi@emilbanca.it.

Un paracadute per i lavoratori in cassa integrazione

Sono quasi tremila i lavoratori di Bologna e provincia che negli ultimi quattro anni hanno ricevuto un prestito a tasso e spese zero come anticipo della cassa integrazione e degli altri ammortizzatori sociali. Ad erogarlo il pool di banche locali che nel 2009 hanno aderito al “Protocollo per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà” attivato da Provincia, Comuni, INPS e Sindacati.

C’è anche la nostra Banca nel pool che oggi nella sede della Provincia, alla presenza dell’assessore alle Attività produttive Graziano Prantoni e della Presidente Beatrice Draghetti, ha rinnovato l’accordo fino ad aprile 2014.
Nel 2006, già tre anni prima della nascita di questo Protocollo, la nostra Bcc, assieme all’allora assessore di Palazzo Malvezzi, Pamela Meier, fu promotrice dell’accordo sperimentale dal cui successo ha poi preso vita l’intero progetto.

Dobbiamo fare qualcosa per i lavoratori che finiscono in cassa integrazione”. Fu questa la preoccupazione del nostro direttore Daniele Ravaglia, che nel portò la Bcc a confrontarsi con l’allora Assessore provinciale alle Attività Produttive.
L’incontro delle Istituzioni con la nostra  Cooperativa di Credito portò all’erogazione di un finanziamento fino a 5 mila euro senza interessi e spese per i dipendenti di due aziende del territorio finite in stato di crisi.
Il “paracadute sociale“, così venne chiamato quel protocollo sperimentale, fu attivato per la Donini International di Argelato (assieme all’Unipol) e per la Bartolini di Monzuno (assieme all’allora Cassa di Risparmio di Bologna).
L’obiettivo era quello di anticipare ai lavoratori le quote degli ammortizzatori sociali che lo Stato gli avrebbe potuto versare solo a diversi mesi di distanza. In quel caso, la nostra Banca attivò 22 finanziamenti per un importo complessivo di 92 mila euro che i lavoratori hanno restituito una volta incassato il Tfr o gli assegni di mobilità.

Il meccanismo funzionò alla perfezione e su sollecitazione dell’assessore fu messo “a sistema” portando attorno ad un tavolo Inps (che può garantire sui tempi dei rimborsi degli ammortizzatori sociali), Sindacati (per garantire la tutela dei lavoratori), Provincia (che certifica lo stato di crisi delle aziende e coordina i soggetti in campo), e istituti di credito (che finanziano, su base volontaria, i lavoratori in difficoltà).

Il cambio degli amministratori a Palazzo Malvezzi non mutò l’atteggiamento della Provincia verso questo progetto che nel 2009 è ripartito con un protocollo nuovo, simile a quello del 2006, migliorato da tre anni di esperienza e con un maggior numero di Istituti di credito coinvolti e con la cifra massima erogabili passata da cinque a sei mila euro per lavoratore.

Oggi quel protocollo è stato firmato per la sesta volta e, complice una lunga crisi economica, i numeri degli ultimi sei anni dicono che è diventato quasi indispensabile.

Questo protocollo – rende noto la Provincia –  ha permesso di sostenere economicamente 2.848 lavoratori di 188 aziende della provincia che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali prevedendo il pagamento diretto attraverso l’Inps di Bologna delle indennità spettanti ai lavoratori. Attraverso l’attività del tavolo tecnico – costituito da Provincia di Bologna, Inps di Bologna, Istituti di Credito firmatari e Rappresentanze sindacali –  è stato possibile garantire ai lavoratori l’anticipo della cassa integrazione ordinaria e straordinaria attraverso un affidamento bancario di 6.000 euro massime per ognuno, erogate con cadenza mensile sulla base dell’importo effettivamente spettante. I lavoratori che richiedono e ottengono l’anticipo sono più della metà dei lavoratori delle aziende per cui si è richiesta l’attivazione, per cui il tasso di adesione dei lavoratori al Protocollo è di circa il 54%”

La maggior parte delle aziende che hanno fatto richiesta di attivazione del Protocollo appartengono al settore manifatturiero (63%), ma sono in progressivo aumento le aziende del settore delle costruzioni (13,5%). La distribuzione territoriale delle aziende riguarda prevalentemente le aree della prima cintura bolognese e della pianura (67,6%), tuttavia anche la città e la montagna sono significativamente presenti. Dal punto di vista della dimensione, troviamo principalmente piccole aziende, colpite fortemente dalla crisi economica a partire dall’ultimo trimestre 2008.

Emil Banca aderisce con convinzione all’accordo propostoci dalla Provincia di Bologna per creare un paracadute sociale a quei lavoratori che loro malgrado verranno coinvolti dalla crisi industriale” – fu il commento di Ravaglia nel giugno 2006 che anche oggi ribadisce: “Il credito cooperativo deve, per statuto e per caratteristiche, essere attento ai bisogni che vengono dal proprio territorio di competenza reagendo con responsabilità alle richieste d’aiuto provenienti dalle realtà locali. Quest’accordo non servirà a risolvere il periodo di empasse delle nostre piccole e medie imprese ma servirà certamente a dare una mano a quei lavoratori in difficoltà che più di altri pagano il momento di crisi economica”.

 

Nelle Valli Bolognesi, ecco il numero di primavera

Con una copertina dedicata alle orchidee selvatiche, veri e propri gioielli spontanei che nei prossimi mesi coloreranno i prati delle nostre montagne, è in uscita il numero 17 di nelle Valli Bolognesi, il trimestrale su turismo e cultura slow nell’Appennino Bolognese edito da AppenninoSlow realizzato in collaborazione con la nostra Banca.

Copertina primavera 2013 Nelle Valli Bolognesi

Sono 38 i tipi di orchidee selvatiche censite nella nostra provincia, le conosceremo assieme al Gruppo Italiano per la ricerca sulle orchidee selvatiche durante un’escursione al sito archeologico di Monte Bibele a cui partecipa anche il Cai e che unirà al piacere della natura quello della storia.

 

Come sempre, tanto spazio alle immagini con i fotoservizi di William Vivarelli, alla cultura contadina con la rubriche di Adriano Simoncini, e a quella del camminare grazie a Gianfranco Bracci.
Con erbe di casa nostra, Lucilla Pieralli continua il sui viaggio erboristico nei prati e nei boschi dell’Appennino.

Claudio Evangelisti, Nevio Preti e Roberto Francia si occupano delle storia dei nostri borghi e delle nostre comunità con servizi sui mastri Comacini, sui rifugi della Seconda Guerra Mondiale e sul borgo di Zaccanesca.

Non mancheranno gli approfondimenti sull’agricoltura biologica e sulle aree naturali della nostra provincia, oggi raggruppate sotto un unico ente.

Assieme ad AppenninoSlow vedremo i tanti trekking proposti per primavera ed estate. Assieme ai grandi classici, come la mitica ed intramontabile Bologna-Firenze o l’Etruscan Trail, quest’anno si sconfinerà prima nel reggiano, con la Corno alle Scale-Monte Cusna, e poi all’estero, con il tour lungo il Vallo di Adriano.

Infine, saranno oltre 500 i piccoli e grandi eventi raggruppati nel calendario che, giorno dopo giorno, segnala gli appuntamenti nei comuni montani da aprile a fine giugno.

La rivista è in distribuzione gratuita in tutte le nostre Emil Banca, negli Urp, negli Iat e nelle strutture turistiche delle provincie di Bologna, Modena e Ferrara.
In versione pdf si può leggere on line sul nostro sito www.emilbanca.it

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Premio Caruso: ricordiamo Lucio Dalla sostenendo i giovani talenti lirici bolognesi

Quest’anno all’interno del Concorso Lirico Internazionale Città di Bologna,  istituito dall’associazione no profit Progetto Cultura Teatro Guardassoni, ci sarà anche un Premio speciale “Caruso 2013”: è la nostra iniziativa per ricordare, ad un anno dalla sua scomparsa, il grande cantautore bolognese Lucio Dalla.

Dalla, oltre che scopritore di tanti giovani talenti musicali, è stato un grande amante dell’opera lirica, autore tra l’altro della splendida canzone dedicata al tenore Enrico Caruso.
Per questa ragione abbiamo scelto questo suo pezzo, che lo ha reso famoso in tutto il mondo, per dare titolo al Premio speciale rivolto a tutti i concorrenti residenti a Bologna e provincia.

Al vincitore andranno 1.000 euro, mentre a tutti i finalisti verrà consegnata un’opera in bronzo raffigurante il cantautore, realizzata dallo scultore bolognese Dino Milani, cesellatore di bronzi di alcuni dei più grandi artisti del Novecento (tra cui Botero, Dalì, De Chirico, Pomodoro, Tassinari e molti altri).

Il Concorso Lirico Internazionale Città di Bologna, giunto quest’anno alla settima edizione, ha l’obiettivo di offrire ai giovani talenti un’opportunità di formazione di elevato livello qualitativo che sia anche occasione di crescita umana, oltreché artistica e professionale.

L’iniziativa, promossa in collaborazione con il Comune di Bologna e con la Scuola dell’Opera Italiana, mette in palio borse di studio per un valore complessivo di oltre € 7.000.

Al termine delle selezioni, cui seguirà lo stage di altro perfezionamento, il 23  marzo ci sarà un evento conclusivo con un concerto e la proclamazione dei vincitori.

Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione ed il regolamento leggere la brochure del concorso o visitare il sito ufficiale del Teatro www.teatroguardassoni.it.

 

L’inverno nelle Valli Bolognesi

Sulle tracce del milione e mezzo di turisti che ogni anno scelgono Bologna e la sua provincia come meta dei loro viaggi. Circa 200 mila puntano all’Appennino. Dove vanno? Cosa cercano?  Sul numero invernale di nelle Valli Bolognesi un’inchiesta per capire come la crisi sta cambiando le abitudini dei viaggiatori italiani e stranieri, sempre più affascinati dai trekking e dall’offerta slow che i nostri monti possono offrire.

In questo numero anche gli appuntamenti per gli amanti delle ciaspole

Nelle pagine dedicate al tema di copertina anche un bel servizio sui quattro principali sentieri che collegano l’Emilia alla Toscana con la storia, il percorso e le curiosità sulla Bologna-Firenze, sulla Via degli Dei, sulla Barbiana-Montesole e sulla Via etrusca del ferro.

Come sempre, tanto spazio alle immagini, con i fotoservizi di William Vivarelli e Gianfranco Bracci che in questo numero ha messo a disposizione dei lettori il suo calendario fotografico 2013 scaricabile anche dal sito di Emil Banca), e alle storie del nostro Appennino, con Claudio Evangelisti che ripercorre le gesta di Virgilio Burzi, unico montanaro che durante la Seconda Guerra Mondiale si arruolò nell’esercito americano.

Ballerina gialla - foto Vivarelli

L’archeologo Lamberto Monti ci porta a riscoprire l’antico castello di Gorgognano, nella val di Zena, mentre lo storico Michelangelo Abatantuono racconta le vicende della famiglia Brighenti, costruttori di campanili fin dal 1600.

In questo numero, accanto a quelle di Lucilla Pieralli sulle erbe di casa nostra e di Adriano Simoncini sul dialetto e la tradizione montanara, con un focus sui Gruppi di acquisto solidali dell’Appennino debutta la nuova rubrica sugli stili di vita sostenibili.
Come sempre, ampio spazio alle sagre e alle feste nei comuni montani da Natale alla prossima primavera.

La festa del maiale a Monghidoro

Nelle valli Bolognesi si può scaricare gratuitamente in formato pdf
qui
, mentre la rivista cartacea si trova, a Bologna, Modena e Ferrara, negli Urp, nelle biblioteche, nelle strutture turistiche e nelle nostre filiali.

Eravamo sulla linea del fuoco. Memorie di un bersagliere al fronte raccontate dai figli

La trincea, gli assalti, le baionette, le attese nel gelo assieme ai compagni, i discorsi, i pensieri e le emozioni di un montanaro catapultato, come bersagliere, nella Grande Guerra.
Questo, in estrema sintesi, è “Eravamo sulla linea del fuoco ” , il volume scritto da Angelo Gamberini  assieme alla sorella Alma, che verrà presentato il 22 dicembre alle 17.30 a Monzuno, nella sala “Ivo Teglia” della nostra filiale (piazza XXIV maggio n° 3).

È un libro di ricordi, ma con un estremo rigore storico, quello scritto dai fratelli Gamberini sulla vita del padre Domenico, che a poco più di vent’anni, come tanti suoi coetanei, fu spedito al fronte, nel mezzo di un drammatico conflitto mondiale che sul terreno, tra i due schieramenti, lasciò la cifra astronomica di 23 milioni di morti e altrettanti feriti.

Daniele Ravaglia, direttore del Gruppo Studi Savena Setta Sambro che ha collaborato con l’editore Gaspari alla pubblicazione del volume,  scrive nella presentazione: “Un libro su uno dei più grandi drammi del Novecento, ma anche un libro sulla vita contadina nell’Appennino bolognese che nella prima metà del secolo scorso ha dovuto combattere la fame e la marginalità”, scrive nella presentazione il direttore del , Daniele Ravaglia. “Ad Angelo Gamberini e a sua sorella Alma (da tutti però conosciuta come Maria) il merito di aver speso tempo e passione nella ricerca storica e nella preziosa operazione di salvare dall’oblio lo spaccato quotidiano di un mondo che oggi sembra Preistoria ma che in realtà è lontano solo qualche decina d’anni”.

Giacomo Bollini, nella prefazione, ricorda che un emiliano-romagnolo su sei prese parte alla guerra. In totale, nel regio esercito italiano, tra fronte, retrovie e uffici, presero servizio ben 470 mila uomini della nostra regione su poco meno di 3 milioni di abitanti censiti nel 1911.

Domenico Gamberini fu uno dei pochi fortunati a tornare, con al collo una medaglia di bronzo al valor militare guadagnata durante l’assalto austriaco alla Trincea delle Frasche. Il figlio Angelo in gioventù ne raccolse i tragici racconti e oggi ne narra le gesta, a volte eroiche, e le emozioni, sempre rivolte alla sua amata terra.

Dopo anni di ricerche negli archivi militari di tutta Italia, dopo tante telefonate per cercare di dare un nome preciso e un volto ai tanti uomini descritti dal padre (tra i quali anche graduati che nel tempo fecero carriera politica, chi nel Regime fascista chi nella Costituente), ha realizzato un’opera storicamente importantissima. Che, scrive Bollini, “non è solo un resoconto della Grande Guerra ma anche una finestra, finalmente aperta, sul legame del territorio bolognese con quel conflitto bellico tanto drammatico quanto lontano dal nostro immaginario collettivo”.

“Eravamo sulla linea del fuoco”, in distribuzione nelle librerie bolognesi al costo di 14,00 euro, si puo acquistare anche contattando via mail o telefonicamente il nostro ufficio stampa: ufficiostampa@emilbanca.it – 051/396948

 

Un viaggio ideale nel mondo del melodramma con Cristiano Cremonini

Un nuovo impegno divulgativo sulla storia della musica per il tenore Cristiano Cremonini che lo vedrà alla guida un viaggio di conoscenza ed approfondimento nel mondo del melodramma e, in particolare, alla storia dell’intreccio tra Bologna,  crocevia della musica,  e l’esperienza dei più grandi interpreti del genere.

L’artista bolognese per tre domeniche sarà impegnato ne “L’ora delle Fantasie“, ciclo di incontri che, attraverso l’analisi ed il commento di filmati di rappresentazioni di diverse opere, tratti dai più prestigiosi allestimenti teatrali al mondo, cercherà di avvicinare le persone ad uno dei generi che, figlio del Rinascimento italiano, meglio rappresenta la cultura della musica e del teatro del nostro Paese.

Le nozze di Figaro - Teatro Comunale di Bologna (foto di Elio Crociani)

Il debutto del 28 ottobre è dedicato a Wagner, il “maestro dell’avvenire“, con filmati estratti da alcune delle opere più celebri del compositore e librettista tedesco: L’olandese volante, Lohengrin, La Valchiria.

Nel secondo appuntamento, domenica 4 novembre, sarà protagonista il “genio assoluto” di Mozart, con video estratti da Le nozze di Figaro e Don Giovanni, e vedrà intervenire anche la soprano Cinzia Forte.

Infine, l’ultimo appuntamento, in programma domenica 18 novembre, sarà una celebrazione della Bologna della musica, “potenza della lirica” con i grandi allestimenti del Teatro Comunale per le rappresentazioni di Sansone e Dalila, Carmen, Madama Butterfly, Turandot.

Cremonini, da interprete dell’opera, cercherà di raccontarla facendo riscoprire l’umanità e la verità di artisti e personaggi svestiti degli abiti di scena.

A coadiuvarlo in questo percorso  la soprano Daniela Cappiello e la pianista Renata Nemola; il montaggio audio-video è curato da Paolo Falasca.
Gli incontri si svolgeranno, sempre alle 17, presso il Teatro Biagi D’Antona di Castel Maggiore  (Via G. La Pira 54).
L’ingresso è libero e gratuito.

Queste le parole con cui Cremonini spiega la storia da cui nasce “L’ora delle Fantasie” ed introduce i Maestri che ne saranno protagonisti.

Depliant de L'ora delle FantasieI gloriosi figli del Reno al Loggione del Bibiena: quando dalle campagne il popolo accorreva alle storiche prime del Teatro Comunale.
Alla vigilia delle celebrazioni per i duecentocinquant’anni dell’inaugurazione della splendida sala del Teatro Comunale di Bologna (avvenuta il 14 maggio 1763 con l’opera Il trionfo di Clelia di Christoph Willibald Gluck), progettata dal celebre architetto e ingegnere teatrale Antonio Galli Bibiena, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Castel Maggiore ha deciso di ricordare gli assidui e impervi pellegrinaggi attraverso gli argini del nostro fiume Reno compiuti dai “figli delle campagne” della provincia bolognese, per accorrere, nell’autunno del 1871, alle recite (ben diciotto) del Lohengrin di Richard Wagner.
Ma ecco cosa accade veramente in quel periodo?
La partenza di Rossini, avvenuta nel 1851, rappresenta per Bologna, già celebrata “città musicale”, la fine di un’epoca nella propria storia culturale e l’apertura di una crisi; crisi che, grazie all’intuito dell’allora sindaco Casarini e del Mariani, direttore d’orchestra stabile del Comunale, con la scelta wagneriana, muta in smania di novità e desiderio di fare di Bologna la capitale musicale d’Italia e addirittura d’Europa, dopo Parigi.
Bologna diviene la prima città d’Italia ad ospitare e acclamare un’opera del Maestro tedesco, ribattezzato dagli stessi Bolognesi: “Il Maestro dell’avvenire”.
Tra i più assidui sostenitori di Wagner le cronache dell’epoca riportano in coro la frase in dialetto: “Trop curt! Trop curt!” (Troppo breve! Troppo breve!) pronunziata a squarciagola da uno spettatore dopo un interminabile duetto. Anche il grande Giuseppe Verdi è presente (anche se in gran segreto) all’esecuzione e fa numerose annotazioni sullo spartito che ha portato con se.

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