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Il nostro 2015 in Tv

Ripercorriamo l’anno del centoventesimo anniversario della Bcc attraverso le immagini trasmesse dalle televisioni bolognesi.

 

albero della vita presso expo milano 2015

Ti presento un socio: Renner Italia. Innovazione e responsabilità per colorare l’Albero della Vita di Expo

Ha messo i suoi colori sul simbolo della Esposizione Universale di Milano, ammirato e fotografato in ogni ora del giorno dai visitatori di Expo: è la Renner Italia, azienda nostra la nostra socia che da Minerbio porta in tutto il mondo la creatività e l’innovazione sostenibile dell’imprenditoria emiliana.
Per la nostra rivista Notizie EmilBanca, Lindo Aldrovandi, fondatore e Amministratore Delegato della Renner, ci racconta come dai primi passi nel garage di casa è arrivato fino alle vernici dell’Albero della Vita all’Expo: una storia di successo costruita senza mai venire meno ad un impegno per rispettare l’ambiente e far crescere le ricadute positive su collaboratori e territorio.

Ecco come si diventa leader Mondiale

Diventare leader nel proprio settore di competenza senza lesinare sul costo del lavoro e senza dimenticare di avere una grossa responsabilità sociale verso l’ambiente e il territorio in cui si vive.
Non è la trama di un film e non sono i soliti buoni propositi che in tanti sbandierano senza poi dare seguito alle facili, e gratuite, belle parole. è la storia, vera e certificata, della Renner Italia di Minerbio. Più di 22 mila tonnellate di vernice per legno vendute in tutto il mondo per un fatturato che nel 2014 ha sfiorato i 90 milioni di euro e che nel 2015 è avviato a superarli, nonostante la crisi e “nonostante” i 200 dipendenti degli stabilimenti di Minerbio costino molto di più di quelli dei loro principali competitor internazionali.

 “Un nostro dipendente costa circa 6 mila euro all’anno in più rispetto agli altri – racconta Lindo Aldrovandi, inventore e amministratore delegato della Spa governata da una partnership tra imprenditori bolognesi e brasiliani. “Il conto lo hanno fatto dei professori universitari che erano qui in azienda per dei corsi di formazione – spiega – Gli stessi professori hanno certificato come quei dipendenti portino un fatturato pro capite medio annuo di circa 100 mila euro in più rispetto alla media dei dipendenti della concorrenza”.

La Renner versa ai propri dipendenti il 15 per cento degli utili prodotti e il 50 per cento di quanto si risparmia ogni anno applicando buon senso e buone pratiche ambientali, come spegnere il Pc e tutte le luci quando si va in pausa o tenere pulita la propria postazione di lavoro.
La decisione di destinare parte degli utili ai lavoratori è del 2009, il primo anno che l’azienda ha iniziato a generarne – continua Aldrovandi – mentre dal 2012 mettiamo nelle buste paga dei dipendenti il 50 per cento di quanto risparmiamo ogni anno grazie ai comportamenti responsabili dei nostri collaboratori”.
La stima era di garantire poco più di mille euro all’anno, la realtà dice che negli ultimi tre anni nelle buste paga di tutti i dipendenti è arrivato un bonus di 8.400 euro.
Il bonus è uguale per tutti, da chi lavora al centralino fino al responsabile della distribuzione – precisa Aldrovandi – la differenza è già nei loro contratti, non mi pareva giusto farne anche sui premi: ognuno di loro, per la propria responsabilità, ha contribuito al successo dell’azienda ed è giusto riconoscerglielo”.

Oltre ai benefit per i propri collaboratori, Aldrovandi non dimentica di far parte di un sistema sociale più ampio e complesso.
Dai nostri collaboratori, così come dal territorio in cui siamo inseriti, abbiamo ricevuto molto e credo sia giusto che una fetta di quello che portiamo a casa torni a disposizione del territorio”.
Con questo spirito, la Renner quest’anno ha lanciato l’iniziativa “La Buona Vernice”: un concorso con 35 mila euro di montepremi che premierà dieci organizzazioni non-profit impegnate sul territorio della provincia di Bologna.
Entrare in azienda appena ventenne, con un ruolo da magazziniere, e lasciarla vent’anni dopo da amministratore delegato non è da tutti.
Lindo Aldrovandi, in arte Mirco, ce l’ha fatta, per ben due volte.
Rimasto “a piedi” all’inizio del 2003, dopo che la proprietà vendette la ditta per cui lavorava ad un fondo americano, Aldrovandi si rimboccò le maniche, trovò l’appoggio economico dei vecchi proprietari e di Emil Banca (allora era socio di CrediBo) e ricominciò dall’inizio. Fondando un’altra azienda che in dieci anni, da quei primi passi mossi nel garage di casa, è diventata un punto di riferimento per chi opera nel settore delle vernici per legno.  Arrivando a mettere le mani persino sull’Albero della Vita, il simbolo dell’Expo milanese, che è stato rivestito con vernici Renner.

Ci piace percorrere strade che altri non percorrono: è più frizzante, divertente. Altrimenti ci si annoia – racconta ancora – Per l’Albero della Vita siamo partiti per scherzo. Tornando a casa in macchina, circa un anno fa avevo sentito alla radio di questa struttura in legno che sarebbe dovuta diventare il simbolo del Padiglione Italia. Ci siamo informati, abbiamo lavorato tanto ma il risultato è stato davvero eccezionale”.Anche Emil Banca fa parte della bellissima storia della Renner. “Avevamo appena comprato questi capannoni – ricorda Aldrovandi – erano ancora vuoti quando bussò alla porta il direttore di quella che oggi è la filiale Emil Banca di Minerbio. Io in mano non avevo nulla, se non il business plan. Quel direttore mi diede fiducia e mi permise di iniziare a lavorare”.
Quella fiducia, riposta in un imprenditore illuminato, oggi è stata ampiamente ripagata ed ha portato benefici a tanti.

Sostenibilità economica e ambientale: le sfide dell’impresa agricola che guarda al futuro

Il settore agricolo, da sempre trainante per l’economia del nostro territorio, attraversa oggi una fase delicata in cui, per garantire continuità e un futuro solido all’azienda,  diventa davvero strategico definire piani di sviluppo capaci di:

  • superare i fattori di contrasto (crisi, eventi atmosferici, cambiamenti climatici, contest0 normativo, politiche agricole…);
  • sfruttare le opportunità offerte dalle nuove nicchie create dalle trasformazioni dei mercati di riferimento.

Rispetto dell’ambiente, tutela della biodiversità, qualità delle produzioni e crescita della produttività sono le sfide con cui l’azienda agricola si trova a dover fare i conti, in mercati sempre più competitivi e caratterizzati da continue oscillazioni dei prezzi.

Oggi l’imprenditore agricolo nell’affrontare le continue e sempre nuove sfide si trova davanti tanti interrogativi che non sempre trovano risposta: come affrontare le sfide della sostenibilità ambientale senza pregiudicare la sostenibilità economica?  Come sfruttare le reti di impresa per accrescere la propria competitività? La Politica Agricola Comunitaria (PAC) può aiutare questo processo? Cosa cambierà rispetto alla precedente programmazione?

Per aiutare gli imprenditori del territorio ad orientarsi ed offrire loro un quadro di riferimento per rispondere a questi quesiti la nostra Banca ha organizzato il convegno “Sostenibilità economica e ambientale dell’impresa agricola“, in programma il prossimo 25 Febbraio alle 17.45 a Bologna (Emil Banca – Sala Marconi, Via Trattati Comunitari Europei n. 19).

Si tratta di un’occasione di approfondimento e confronto con gli operatori che vedrà l’intervento di tre relatori, esperti del settore, che affronteranno i diversi temi di interesse per le imprese del comparto evidenziando i principali indicatori per un’imprenditorialità agricola efficiente e competitiva sugli attuali mercati di riferimento.
Dopo i saluti del nostro Direttore Daniele Ravaglia,  Ciro Lazzarin (Economic and Food Chain Division Agri 2000) parlerà di sostenibilità economica e ambientale dell’impresa agricola; Camillo Gardini (Presidente Agri 2000) si occuperà invece delle reti di impresa in agricoltura. Infine, il prof. Angelo Frascarelli (Università di Perugia) delineerà un quadro delle novità della Politica Agricola Comunitaria 2014-2020.

Per partecipare all’incontro, gratuito, è necessario iscriversi entro il 23 febbraio:

L’iniziativa rientra in una più generale attenzione che la nostra cooperativa, da sempre un riferimento per il mondo rurale, riserva alle aziende agricole locali per affiancarle, non solo attraverso strumenti finanziari dedicati, tanto nei momenti di difficoltà  quanto nei progetti di sviluppo.
Un impegno, eredità delle casse rurali  da cui abbiamo avuto origine, che racconta anche della nostra visione di futuro in cui il mondo agricolo gioca un ruolo di primo piano per rilanciare l’economia locale e valorizzare le eccellenze del territorio.

 

Perchè siamo una banca differente? La risposta, con dedica, di un nostro socio

Renato, istrionico artista e nostro socio da quasi 25 anni, ci regala un ricco contributo, scritto di suo pugno, per aiutarci a raccontare i nostri #120motivi di differenza: con questa iniziativa (ne abbiamo parlato qui) vogliamo rimarcare l’importante traguardo di 120 anni di “storia differente” della nostra Banca; per farlo stiamo raccogliendo gli esempi concreti, condivisi da chi ci conosce, di ciò che da sempre facciamo per essere al servizio delle persone, delle comunità e dell’economia reale dei nostri territori.

È un artista, Renato Clò ed usa i linguaggi che gli appartengono per condividere diversi motivi di differenza che lo hanno avvicinato alla nostra Banca perchè, racconta, “mi era venuta incontro un’affabilità inconsueta, senza eccessive sicumere e per questo il fervore del ‘fare’ mi fece nascere un sottile piacere mai provato altrove“. Un legame ancora saldo che, ci rivela, lo ha fatto sentire anche arricchito interiormente.

Oramai fra noi s’approssimano le ‘Nozze d’argento’ e in un ideale brindisi, scorgo, dentro frizzanti bollicine, i frutti maturi, cresciuti alla luce discreta dei nostri piacevoli conciliaboli, sempre intesi a rassicurare e difendere il valore dei sacrifici compiuti. Serenità, Stima e Fiducia in assoluta reciprocità“: nero su bianco, con tutto il valore delle parole fissate con l’inchiostro, Renato ci fa arrivare “La Differenza” una vera e propria dedica ad Emil Banca in prosa: un lungo scritto, accompagnato da un suo scatto del 1964 inserito in un collage, in cui spende parole come stima fiducia, reciprocità, fervore del fare, affabilità inconsueta per raccontare la nostra differenza e  ringraziare la sua Banca e le persone che in tanti anni gli hanno sempre offerto “encomiabile assistenza“.

Archivio Renato Clò: ricerca di momenti insoliti per rappresentare la natura umana

Parole che fanno piacere ma che soprattutto, attraverso chi ha sperimentato direttamente per tanti anni vari aspetti del nostro modo semplice e concreto di essere una banca al servizio delle persone, ci aiutano a mostrare perchè davvero siamo diversi dagli altri istituti bancari: ” La DIFFERENZA stava nella semplice bonomia dell’informare, senza alcun secondo fine, affinchè quel rapporto appena nato potesse accrescere il suo respiro lontano dagli occulti meccanismi d’altre Banche“.

A Renato che sente il dovere di ringraziarci per “l’ineccepibile DIFFERENZA” che gli abbiamo offerto, noi , in modo altrettanto forte e naturale, desideriamo dire grazie per essersi unito al nostro racconto dei #120motivi di differenza con questa sua testimonianza che parla di un bel pezzo di strada trascorso insieme (qui è possibile leggere il testo integrale del suo contributo).

Siamo una banca differente per #120motivi: raccontaci il tuo

Perchè siamo differenti dalle altre banche? È la domanda che rivolgiamo, con l’invito a raccontarlo,  alle persone e alle organizzazioni con cui collaboriamo che hanno sperimentato direttamente, in una o più occasioni, cosa vuol dire in concreto avere al fianco la nostra banca cooperativa.

Abbiamo scelto di definire e comunicare la nostra identità rimarcando le tante ragioni e caratteristiche che ci distinguono dalle banche commerciali: apparteniamo ai soci e al territorio, non abbiamo finalità di lucro, non finanziamo settori di attività controversi (armi, gioco d’azzardo, pornografia ecc.), siamo attenti ai bisogni essenziali delle persone, promuoviamo lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle nostre comunità.
Sono tutte affermazioni vere, che ci indirizzano nel nostro modo di fare Banca al servizio delle persone e dell’economia reale e che, soprattutto, hanno una traduzione più tangibile nell’operatività di tutti i giorni, in tanti progetti che ci vedono impegnati in modo diretto per dare concretezza ai nostri valori e agli obiettivi comuni che vogliamo raggiungere.

Ed è proprio questo essere differenti nei fatti che ci piacerebbe riuscire a far emergere. Attraverso immagini e testi, vorremmo mostrare che cosa significano in concreto le nostre peculiarità per coloro che ne beneficiano: il giovane che ha avuto fiducia per realizzare il suo sogno imprenditoriale, la cooperativa che ha una sede per portare avanti i suoi progetti sociali, la squadra che ha un campo dove allenarsi, la famiglia che ha evitato lo sfratto con il microcredito, l’associazione che può portare sostegno alle persone in difficoltà, lo studente ha potuto iscriversi ad un master, il canile che ha il suo ambulatorio, il contadino che si è risollevato dopo la forte grandinata, l’artista che ha avuto spazio per la sua prima mostra…
Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di chi ci conosce: ci piacerebbe che a raccontarlo fossero proprio i nostri soci, le imprese, le organizzazioni non profit, e tutti coloro con cui ci relazioniamo che, in prima persona hanno potuto sperimentare la nostra vicinanza, il nostro sostegno, la nostra attenzione.
Tante piccole storie che per noi hanno grande valore perchè hanno arricchito chi le ha vissute, regalandogli una gioia, un successo, un sorriso, una speranza.

Soci, clienti, organizzazioni di ogni tipo, singole persone o gruppi (anche non clienti): chiunque ha avuto o avrà modo di sperimentare un motivo che ci caratterizza come differenti può raccontarcelo e condividerlo con noi attraverso una foto ed un breve testo.

Come farci arrivare il tuo “motivo”?

  • attraverso i social network (Facebook, Twitter, Instagram) puoi condividere pubblicamente la foto ed il motivo utilizzando l’hashtag #120motivi e taggando @emilbanca
  • via mail  scrivendo a responsabilita.sociale@emilbanca.it ed allegando la foto con una breve descrizione del perché (in questo caso è necessario aggiungere una dichiarazione della proprietà intellettuale della foto ed autorizzare Emil Banca ad utilizzarla per le attività di comunicazione, on line e non, relative all’iniziativa #120motivi).

Il numero 120, che caratterizza questa iniziativa, non è casuale; per noi ha un significato importante, perché parla della nostra storia ultracentenaria di banca della e nella comunità: è l’anniversario che celebreremo nel 2015 per ribadire che così come siamo stati protagonisti della storia del nostro territorio, un ruolo altrettanto importante vogliamo svolgere per il suo futuro, mantenendo vitale l’idea di una crescita che coniughi benessere sociale ed economico.
Un compleanno che festeggeremo insieme a tutte le persone che credono nella cooperazione e ci danno fiducia, coinvolgendole fin da ora in questa iniziativa che si concluderà nella seconda metà del 2015.

Oltre a condividere in questo spazio e sui social le piccole grandi storie di differenza (del passato o che accadranno nel prossimo anno) raccolte con il contributo di chi le ha vissute direttamente, utilizzaremo le foto nel corso degli eventi celebrativi e, infine, realizzeremo un ebook che verrà regalato (anche in versione cartacea) a tutti coloro che hanno partecipato a questo racconto collettivo dei nostri concreti #120motivi di differenza.

Territorio, Ambiente, Generazioni: la finanza etica europea investe nel futuro

Territorio, Ambiente, Generazioni sono le parole chiave su cui si svilupperà il whorkshop internazionale dell’Associazione per la promozione di Ethical Banking; l’evento nasce da una precisa idea, condivisa da tutte le Casse Rurali e le Bcc aderenti all’associazione (23 Raiffeisen, Emil Banca, Cassa Padana, Filottrano)  del ruolo fondamentale che la finanza etica riveste per l’affermazione di un modello di sviluppo, tanto locale quanto europeo, che produca un diffuso benessere, equo e sostenibile, nelle comunità.
Un’idea che si fonda sulla convinzione che se guardiamo al futuro non può esserci altra forma di finanza che sia capace di generare ricchezza condivisa con le comunità e, dunque, è da qui che bisogna ripartire.

Con “TAG Europa: esperienze europee a confronto su Territorio, Ambiente e Giovani generazioni“, a tre anni dal convegno internazionale Etica e Finanza . La coppia con un futuro ospitato a Bologna dalla nostra Banca,  l’Associazione torna ad accendere i riflettori sul tema per richiamare gli operatori ad una riflessione che, partendo da alcune best practice presenti in Europa, gli permetta di trovare spunti nuovi per ridefinire  il ruolo che le loro banche cooperative (o altre organizzazioni) di provenienza potranno svolgere nelle comunità locali dove operano.
Si tratta quindi di un incontro operativo, non istituzionale né celebrativo, che ha l’obiettivo concreto di favorire uno scambio di idee per lo sviluppo di progettualità innovative ma anche di avviare un confronto che possa consolidare relazioni importanti.

 

L’appuntamento è il 9 ottobre a Leno (BS), presso la sede di Cassa Padana, che ospiterà il seminario di confronto rispetto alle tre specifiche tematiche (Territorio, Ambiente, Giovani generazioni), cui prenderanno parte realtà significative che a livello europeo hanno sviluppato in modo sostenibile best practices su questi fronti.
I progetti di alcune realtà bancarie etiche e alternative come Ekobanken (Svezia), Credal (Belgio), Tyse (Polonia), Crédit Coopératif (Francia), Ebanka (Croazia) aderenti a Febea, la Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative, oltre che alcune esperienze italiane come quella di Ethical Banking e Banca Etica, saranno la base per aprire una discussione su quali opportunità potrebbero essere colte per affrontare il futuro riportando al centro delle delle strategie e dell’operatività i valori e la pratica della finanza etica.

La mattina sarà dedicata alla presentazione delle esperienze, mentre il pomeriggio sarà utilizzato per lo scambio di idee fra i partecipanti.
Per l’intera giornata è previsto il servizio di traduzione simultanea.
Il whorkshop, che si rivolge in particolare agli operatori del mondo bancario cooperativo e della finanza etica, è aperto anche e a chi, a vario titolo, è interessato alle tematiche.
La partecipazione va confermata  inviando una mail all’indirizzo ethicalbanking@rolmail.net entro il 2 ottobre

 

PROGRAMMA WORKSHOP

Ore 10.30 – 12.30
#Tag Europa – Territorio, Ambiente, Generazioni: esperienza a confronto.
Coordina Claudia Gonnella (Federcasse)

Intervengono:
• Ulla Herlitz – Ekobanken 
• Bernard Horenbeek  – Credal
• Cyrille Langendorff – Crédit Coopératif
• Filip Wadowski – TISE
• Goran Jeras – Ebanka
• Adriano Pallaro –  Banca Etica

Ore 12.30 – Buffet

ore 14.00
L’attività di Ethical BankingHelmut Bachmayer, presidente dell’Associazione

ore 14.30 – 17.00
Confronto fra i partecipanti al seminario
Coordina Matteo Passini – presidente di Coopermondo

 

La grande bellezza? È nelle Valli Bolognesi

La fauna minore dell’Appennino è protagonista del servizio centrale dell’ultimo numero di Nelle Valli Bolognesi, che realizziamo insieme ad AppenninoSlow per far conoscere la cultura, la storia, la natura e l’arte custiditi nella montagna a sud di Bologna e promuovere il turismo “slow” per andare alla scoperta di questi territori.

Con l’articolo di Francesco Grazioli, corredato dalle sue splendide foto, puntiamo i riflettori sulla biodiversità di queste zone, uno degli aspetti della “grande bellezza” da conservare, proteggere e valorizzare.

Puoi sfogliare on line nelle Valli Bolognesi Estate 2014 oppure richiedere la versione cartacea nelle nostre filiali, negli Iat e nelle strutture turistiche delle province di Bologna, Modena e Ferrara.

 

La chiamano biodiversità
Molti e variegati sono gli aspetti ambientali che caratterizzano le nostre vallate.
Seguendo il gradiente altitudinale che dalla Pianura Padana ci accompagna fino al profilo frastagliato della Dorsale Appenninca, ci si rende conto di come il paesaggio muti, assecondando sia fenomeni naturali come le emergenze litologiche, di cui troviamo massima espressione con i Gessi, le Arenarie e i diffusi calanchi, che storico-sociali come l’abbandono della fascia pedecollinare operata dall’Uomo negli ultimi decenni.
Abbandono che però, in certe vallate, ha avuto un’espressione  minore, lasciando un mosaico agricolo di assoluto pregio non solo dal punto di vista paesaggistico o culturale ma anche e sopratutto ambientale.

Questa ricchezza, vero e proprio valore aggiunto della nostra Provincia, può vantare una moltitudine di comunità vegetali e faunistiche uniche, non solo a livello regionale o nazionale, ma anche europeo.
L’UE individua infatti, grazie alla Direttiva Habitat 92/43/CEE, Siti di Interesse Comunitario e Zone a Protezione Speciale che sono volte a tutelare specie e contesti ambientali dal forte significato conservazionistico.
Nella sola Provincia di Bologna ne contiamo una trentina, alcuni dei quali coincidono con i contorni di Parchi e Riserve regionali.

La loro funzione è quella di costituire veri e propri “nodi” all’interno di una “rete”, in cui le aste fluviali e la posizione strategica di alcuni SIC e ZPS hanno funzione di collegamento (i cosiddetti “corridoi ecologici”).
Un patrimonio, in termini di Biodiversità, davvero notevole ed unico, sottoposto sempre più alle attenzioni degli enti preposti allo studio, tutela e valorizzazione di quello che è, a tutti gli effetti, un bene di tutti.
Focalizzando l’attenzione sul tema funistico, gli stimoli innescati dal Progetto Life+ “Pellegrino”, che ha portato sul nostro territorio innumerevoli azioni concrete di conservazione tra il 1998 ed il 2002, hanno dato vita alla Legge Regionale n° 15 del 2006 “Disposizioni per la tutela della fauna minore” volta a proteggere nello specifico quelle forme animali misconosciute cui fanno parte: micromammiferi, chirotteri, insetti, pesci, rettili, anfibi e invertebrati.

 

 Ingiustamente snobbati, se non perseguitati, poiché al centro di ataviche leggende ed infondate dicerie, sono i tasselli fondamentali delle catene trofiche che tengono in equilibrio gli ecosistemi – troppo spesso alterati dall’onnipresente mano dell’Uomo – agendo come antagonisti naturali di quelle specie che, con ogni mezzo e a costo di avvelenarci, cerchiamo invano di eradicare da decenni.
Pensiamo agli insetti che danneggiano le colture, prede naturali nonché quotidiane di toporagni, pipistrelli, rettili ed anfibi!
Pura utopia il poterci liberare dei nocivi se pensiamo che oltre alla banalizzazione sempre più spinta dei contesti agricoli e forestali, che da tempo crea non pochi problemi ai nostri “piccoli alleati”, siamo riusciti ad immettere nell’ambiente specie esotiche i cui effetti competitivi ed ecologici hanno reso ancor più caotica e difficile la situazione ambientale attuale.
Quasi come vivessimo su un altro pianeta e non ci rendessimo invece conto che i primi a subire gli effetti negativi di certe azioni non fossimo noi.

 

Ecco perchè si sta cercando di correre ai ripari con censimenti mirati alle specie in Direttiva, ne è un esempio quello appena terminato dalla Regione Emilia-Romagna grazie al Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, i cui dati sono stati presentati pubblicamente all’interno di un convegno nell’aprile scorso, propedeutici per la redazione ed attuazione delle migliori strategie di conservazione.
Oltre a realizzare Progetti specifici promossi e sostenuti da Enti lungimiranti come Parchi, Università e Regione, dalle associazioni di volontariato come il Corpo Provinciale Guardie Ecologiche Volontarie, nonchè dalla Unione Europea.

 

Esempio di meritevole importanza è il Life+ “Gypsum”, Progetto che vede coinvolti 6 Siti di Interesse Comunitario e Zone a Protezione Speciale regionali, tutti situati su affioramenti gessosi.
Dal 2010, sotto la lente di ingrandimento sono finite le comunità sia vegetali che faunistiche (in particolare i pipistrelli) legate ai delicati quanto variegati ambienti che caratterizzano i Gessi Messiniani e Triassici, ma non solo, anche lo studio delle acque sotterranee: che offrono uno spaccato sulla “qualità dell’acqua che berremo”. Azioni che si concluderanno, assieme agli interventi di tutela e ad una ricca serie di incontri divulgativi, alla fine di quest’anno.

 

Nelle Valli Bolognesi i tesori dell’autunno

La stagione della Tartufesta, che da Ottobre a Novembre è protagonista in Appennino, un approfondimento con agronomi ed esperti sul mistero dei porcini scomparsi e la bellissima storia di Alfonso Calzolari, il ciclista di Vergato che nel 1914 vinse il Giro d’Italia più duro di sempre. Poi le rubriche sulla flora e la fauna dell’Appennino, sui trekking e sui percorsi più belli da fare in mountain bike.
Con l’arrivo dell’autunno è uscito il numero 19 di “nelle Valli Bolognesi“, la rivista di cultura e turismo slow edita e diretta dalla nostra Banca in collaborazione con AppenninoSlow, il consorzio di promozione turistica della montagna bolognese.

In questo numero, copertina ed approfondimenti sono dedicati ai tesori dell’autunno che quest’anno si fanno desiderare. Paolo Cozzoli (gruppo micologico Avis Bologna) e Lucio Pierantoni (Associazione Tartuficoltura e Ambiente) danno la loro spiegazione sullo strana carenza di porcini e tartufi bianchi.
Una gioia, però, arriva dalla vendemmia 2013 che si annuncia una delle migliori, per qualità e quantità, degli ultimi anni.

Con un pezzo sulle ricette della tradizione contadina tratte dai ricordi dei nonni di Loiano, fa il suo debutto la Montagna in cucina a cura di Katia Brentani che ci svela i segreti della “Aieda” e dei “Mondi”.

Bellissime, come sempre, le foto di Vivarelli che ci presenta il Balestruccio, volatile a rischio di estinzione descritto anche da Shakespeare nel Macbeth.

Da leggere anche le classiche rubriche sulle erbe del territorio che in questo numero ci spiegano i segreti di basilico e rosa canina.

Tra le 48 pagine della rivista trovano spazio anche i servizi sui musei di Bruscoli (Linea Gotica) e Piamaggio (Civiltà contadina) e l’epica storia del ciclista di Vergato Alfonso Calzolari e del suo incontro con la “Sampìra”, la Santona di Rastignano, raccontata da Claudio Evangelisti.

Come sempre, ampio spazio è dedicato agli appuntamenti nei comuni della montagna e nei Parchi naturali del bolognese.

La rivista, un trimestrale che esce seguendo il ritmo delle stagioni, è distribuita capillarmente nella provincia di Bologna. La potete trovare in copia cartacea in tutte le nostre filiali o scaricare in pdf  sul sito emilbanca.it.
I nostri Soci possono richiederne l’invio gratuito a casa scrivendo a ufficio.soci@emilbanca.it o a vallibolognesi@emilbanca.it.

Strabologna, la carica dei 12 mila

Tutto pronto, sotto le Due Torri, per la nuova edizione della Strabologna, la classica camminata, ma forse è meglio chiamarla festa, che da oltre trent’anni porta nel centro cittadino migliaia di amanti dello sport, all’insegna del benessere (quest’anno la Strabologna è dedicata alla prevenzione contro il diabete) e dell’integrazione.

Se il tempo sarà clemente –  è la previsione della Uisp –  sul crescentone arriveranno oltre 12 mila podisti.

La partecipazione quest’anno è stata aiutata anche dalla nostra Banca che ha permesso agli organizzatori la vendita dei pettorali (costano 5 euro e danno diritto anche a sconti nei negozi e a viaggiare gratis in autobus nel giorno della camminata) anche on-line.

L’evento clou si svolgerà la mattina di domenica 19 maggio, ma la Strabologna occuperà Piazza Maggiore per due giorni interi con un ricco programma di appuntamenti, sportivi e non.

La nostra Banca sarà presente in piazza per tutta la durata della manifestazione con un proprio stand, nei pressi della filiale, dove ad accogliere i visitatori ci saranno gli Young Tutor Jessica, Giuseppe, Antonella, Federica, Marco e Cristina.

Rispetto aglio scorsi anni, la Uisp ha cambiato leggermente il programma della mattina di domenica. Per dare più risalto alla loro partecipazione e per farli sentire parte integrante della camminata, i primi a partire (alle 10) saranno gli atleti con disabilità seguiti, dopo 5 minuti, dagli studenti della Strabologna Scuole Gran Prix Emil Banca (la manifestazione di cui siamo partner che da otto anni coinvolge oltre 4000 studenti delle scuole elementari della città) e, alle 10.10, dai gruppi delle associazioni guidati dal campione olimpico di maratona Venuste Niyongabo. Alle 10:15, quindi, la partenza della Strabologna per tutti.

Tra le tante curiosità e possibilità dell’edizione di quest’anno, ricordiamo il sondaggio on line per dare il nome alla nuova mascotte della Strabologna.

 

Nelle Valli Bolognesi, ecco il numero di primavera

Con una copertina dedicata alle orchidee selvatiche, veri e propri gioielli spontanei che nei prossimi mesi coloreranno i prati delle nostre montagne, è in uscita il numero 17 di nelle Valli Bolognesi, il trimestrale su turismo e cultura slow nell’Appennino Bolognese edito da AppenninoSlow realizzato in collaborazione con la nostra Banca.

Copertina primavera 2013 Nelle Valli Bolognesi

Sono 38 i tipi di orchidee selvatiche censite nella nostra provincia, le conosceremo assieme al Gruppo Italiano per la ricerca sulle orchidee selvatiche durante un’escursione al sito archeologico di Monte Bibele a cui partecipa anche il Cai e che unirà al piacere della natura quello della storia.

 

Come sempre, tanto spazio alle immagini con i fotoservizi di William Vivarelli, alla cultura contadina con la rubriche di Adriano Simoncini, e a quella del camminare grazie a Gianfranco Bracci.
Con erbe di casa nostra, Lucilla Pieralli continua il sui viaggio erboristico nei prati e nei boschi dell’Appennino.

Claudio Evangelisti, Nevio Preti e Roberto Francia si occupano delle storia dei nostri borghi e delle nostre comunità con servizi sui mastri Comacini, sui rifugi della Seconda Guerra Mondiale e sul borgo di Zaccanesca.

Non mancheranno gli approfondimenti sull’agricoltura biologica e sulle aree naturali della nostra provincia, oggi raggruppate sotto un unico ente.

Assieme ad AppenninoSlow vedremo i tanti trekking proposti per primavera ed estate. Assieme ai grandi classici, come la mitica ed intramontabile Bologna-Firenze o l’Etruscan Trail, quest’anno si sconfinerà prima nel reggiano, con la Corno alle Scale-Monte Cusna, e poi all’estero, con il tour lungo il Vallo di Adriano.

Infine, saranno oltre 500 i piccoli e grandi eventi raggruppati nel calendario che, giorno dopo giorno, segnala gli appuntamenti nei comuni montani da aprile a fine giugno.

La rivista è in distribuzione gratuita in tutte le nostre Emil Banca, negli Urp, negli Iat e nelle strutture turistiche delle provincie di Bologna, Modena e Ferrara.
In versione pdf si può leggere on line sul nostro sito www.emilbanca.it

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